Caro elettore quanto mi costi?

Per la campagna elettorale i partiti a Busto avrebbero speso quasi 150mila euro, secondo i preventivi di inizio campagna. Ma le performance per accaparrarsi un voto variano di molto: dai 34 centesimi del Verdi fino ai quasi 150€ di Unione Italiana

Quanto costa un voto? E’ questa la domanda che molti si sono posti dopo che uno dei nostri lettori aveva pubblicato la classifica delle spese preventivate da ciascuna lista per la campagna elettorale delle elezioni amministrative a Busto Arsizio. I calcoli che vi proponiamo di seguito sono basati su quelle cifre pubblicate anche sul sito del Comune dunque non tengono conto della effettiva spesa di ciascuna lista e di ciascun candidato a fine campagna elettorale.

3,48€. E’ la cifra che ogni partito ha speso per ottenere un singolo voto. Prendendo infatti la somma dei preventivi di spesa per la campagna elettorale di ogni partito (146.805€) e dividendoli per i 42.226 cittadini che si sono recati alle urne si ottiene il “prezzo” che -stando ai preventivi firmati dai partiti- ogni contendente alle elezioni ha dovuto sborsare per ottenere un voto.  E calcolando lo stesso prezzo per ogni singolo partito, si trovano interessanti curiosità. Partendo dai vincitori delle elezioni, il PDL ha stanziato 29.550€ per raccogliere 11.067 voti. Questo significa che ogni voto è stato “pagato” 2,67€. La Lega, invece, con 26.400€ e 8.364 voti finisce per superare il Popolo delle Libertà con 3,15€ a voto. Io amo l’Italia, la terza lista a sostegno di Gigi Farioli, non ottiene nessun rappresentante a Palazzo Gilardoni pur avendo speso oltre 13 euro per ognuno dei suoi 378 voti.

Il PD, invece, con un investimento da 7.100€ incassa 5.750 voti il che significa 1,23€ per ogni preferenza. Un centesimo di meno per Manifattura Cittadina che conquista un seggio grazie a 1.406 voti e stanziando 1.720€. Per le altre liste della coalizione a sostegno di Carlo Stelluti, IDV ha speso 3,37€, Federezione della Sinistra 3,60€, SEL 4,95€ mentre i Verdi solo 34 centesimi (hanno stanziato 150€ raccogliendo 431 voti). Per gli Indipendenti di Centro, che sono riusciti a portare in consiglio il loro candidato sindaco, la spesa di 5000€ si è tradotta in 638 preferenze che sono state quindi pagate 7,84€ l’una. Futuro e Libertà, seconda classificata della coalizione a sostegno di Gian Pietro Rossi, ha speso 6,31€ per ognuna delle sue preferenze mentre Impronta Giovane ne ha spesi oltre 10.

Il Movimento 5 Stelle, da oggi quarto partito della città, ha ottenuto i suoi 2.035 voti con una campagna low cost da 965€ che è quindi costata solo 0,47€ per ogni voto. L’Unione di Centro, invece, ha affrontato la sfida elettorale mettendo sul piatto 10.000€ e raccogliendo 1.275 voti finendo così con lo spendere 7,84€ per ogni preferenza. Forse anche grazie a questa spesa, la formazione che candidava a sindaco Francesco Iadonisi è riuscita a battere al photo finish la Voce della Città di Audio Porfidio che ha finito con il pagare 10,96€ ognuno dei suoi 1.141 voti. Antonio Corrado, ultimo grande escluso da questa tornata elettorale, aveva invece a disposizione 1.500€ della lista civica Articolo 3. Tuttavia, con un totale di 659 scelte, Articolo 3 si è trovata a corrispondere 2,28€ per ogni suo sostenitore non ottenendo però alcuna rappresentanza.

Ma è Unione Italiana a registrare la performance più sorprendere in questa classifica. La lista che candidava a primo cittadino Bruno Tridico, infatti, ha preventivato una spesa di ben 31.000€ per la sua campagna elettorale. Questo intenso sforzo economico -il più ingente di tutta la città- non è stato però premiato dai bustocchi. Infatti, Unione Italiana ha raccolto 218 voti, il risultato più basso tra tutte le 17 liste che correvano per un posto nella sala esagonale. Dall’esito elettorale, quindi, Unione Italiana avrebbe pagato ben 142€ per ognuno dei suoi voti, un dato 40 volte superiore a quello della media della città.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 maggio 2011
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