“Cava di Cantello, un pezza a una situazione già degradata”

Riceviamo e pubblichiamo questo intervento di Giampaolo Livetti Consigliere Provinciale - Federazione della Sinistra sullo stralcio del Piano Cave Regionale

Riceviamo e pubblichiamo questo intervento di Giampaolo Livetti Consigliere Provinciale – Federazione della Sinistra sullo stralcio del Piano Cave Regionale

Le perplessità da me recentemente avanzate circa la decisione del Consiglio provinciale di stralciare la cava di Cantello dal Piano della Provincia dio Varese hanno sollevato più di una critica, soprattutto da parti amiche. Ma come, si chiedono alcuni, un rappresentante della Sinistra estrema non si batte contro una cava che deturpa l’ambiente, il paesaggio? A parte l’estremismo, che essendo malattia infantile di ogni politica mal si addice al sottoscritto, prossimo ai 60 anni. Io però, nell’intervento pubblicato dalla stampa, svolgevo un diverso ragionamento.
Riconoscevo anzitutto che le vicende della cava di Cantello hanno tutti gli ingredienti che rendono fondate le proteste dei cittadini. Tutte cose ribadite anche da Marco Zocchi nell’articolo, molto puntuale, pubblicato a nome della Federazione della Sinistra. Aggiungevo però, amaramente, "niente di nuovo sotto il sole": sono nato e vivo a ridosso di Malpensa, e dalle mie parti a questo proposito se ne possono raccontare delle belle!
La mia critica, e mi spiace non sia stata compresa, non è sull’operato di chi vuole salvare il paesaggio , quanto sul modo con cui si intenda mettere una pezza a una situazione degradata da anni. E la pezza fornita dalla Provincia è stata cucita dalla Regione, che pare voglia stralciare la cava dal Piano. Nel mio intervento avevo ipotizzato una leggina "ad cavam", che non mettesse Regione e Provincia in conflitto. Ma cosa c’è di male? E’, secondo me, un precedente "delicato".
Ogni cava può rappresentare (e forse rappresenta) un "vulnus" territoriale. Se sorgesse per ogni cava un comitato che chiede maggiore attenzione per ambiente e paesaggio, sarebbe legittimo stralciare tutte le cave dal Piano, che verrebbe annullato. Oppure: resisterebbero le cave "senza comitato" , o in Comuni che, senza l’introito dei cavatori, avrebbero gravi problemi di bilancio.
Il fabbisogno provinciale di materiale inerte è diminuito, visto che si è costruito l’inverosimile e oggi migliaia di alloggi sono vuoti? La Provincia predisponga allora una variante al ribasso, nella quale la cava di Cantello, assieme ad altri impianti, vengano stralciati o ridimensionati. Ma il decidere caso per caso, mettendo in discussione il disegno complessivo del Piano cave senza uno studio preliminare che coinvolga tutto il territorio, mi pare riduttivo, se non mortificante, per un Ente di coordinamento come la Provincia.
E aggiungevo: non può essere l’imminenza delle elezioni a spingere decisioni tanto importanti. Questo posso comprenderlo (ogni voto è prezioso, di questi tempi, e l’ambiente è un tema che tutti devono infilare nel proprio programma ), ma questo escamotage non ci porterà lontano.
Le questioni sono serie, ed attendono impostazioni e misure non estemporanee. Come stabilire il limite del consumo sulla base della sostenibilità ambientale? Può l’ideologia del mercato che si regola da solo garantire un equilibrio tra profitto e inquinamento? E’ ecologicamente sostenibile consumare oggetti o energia a casa propria e chiedere di smaltire o produrre il più lontano possibile? Ancora: che ruolo dovrà assumere la politica, che oggi balbetta, nel processo consumo-profitto-inquinamento? E infine: ma è proprio vero che la felicità passa attraverso lo spreco?
Questi sono estremismi che ancora mi interessano.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 maggio 2011
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