Cellina: «L’unione fa la Forza»

"La Forza di esserci" sostiene il candidato già da molti anni impegnato in Comune e Comunità Montana. «Vogliamo far crescere il paese partendo da esperienze diverse. Informazione e sociale le priorità»

Dopo una lunga militanza amministrativa tra Comune e Comunità Montana, per Antonio Cellina è arrivato il momento di concorrere alla poltrona di sindaco. Il 50enne ingegnere, sposato con due figli adolescenti, lo farà naturalmente nella sua Cittiglio dove alla prossima tornata elettorale guiderà la lista “La forza di esserci”. Il suo curriculum politico è nutrito: consigliere dal ’97 in avanti, prima in minoranza e poi in maggioranza, Cellina è stato assessore a lavori pubblici e urbanistica mentre in sede comunitaria si è occupato di ecologia, agricoltura e ancora lavori pubblici. Attualmente è il coordinatore cittigliese del PdL.

Cellina, dopo tanti anni di lavoro nella lista del sindaco uscente Galliani (che ora candida Fabrizio Anzani), ha deciso di cambiare rotta. Cosa è successo?
«Anzitutto non è mia intenzione sputare nel piatto dove ho mangiato: le esperienze amministrative passate sono state per me molto importanti e utili. Però ritengo che negli ultimi tempi a Cittiglio non ci sia stato un rapporto di parità tra le due componenti principali del centrodestra: la Lega ha spesso imposto le decisioni al PdL, in particolare riguardo la mia persona. Esemplare quando sono stato fatto dimettere da assessore per ritorsione di quanto era accaduto in Comunità Montana: risultato, non ho potuto concludere i lavori che avevo iniziato. E anche la decisione di candidare Anzani, in sé anche condivisibile, è stata presa senza alcun dibattito».
 
Lei ora ha puntato su una lista civica, senza simboli di partito: come è stata composta la sua squadra?
«Penso che la cosa migliore sia quella di creare aggregazione: per questo motivo mi sono rivolto a persone di estrazione ed esperienza diversa. Moltissimi hanno un passato e un presente nelle associazioni cittigliesi, hanno già dimostrato di avere a cuore le sorti del paese e di saper lavorare in gruppo per il bene comune. Dal punto di vista politico ci sono esponenti che cinque anni fa sostenevano Marzaro, ci sono persone che hanno già avuto esperienza consiliare e, checché ne dicano i nostri avversari, non è vero che mi manca l’apporto del mio partito. Non a caso verranno a Cittiglio due importanti esponenti del PdL, Cattaneo e Bottini, per dimostrare la loro vicinanza».
 
Veniamo ai programmi. Qual è secondo lei il punto fondamentale del vostro?
«Ne cito due, l’informazione al cittadino e l’attenzione al sociale. Nel primo caso ritengo sia sempre più necessario tenere al corrente le persone delle scelte che si fanno in comune: serve una maggiore apertura e invece mi pare che si vada nella direzione contraria. Il giornalino viene pubblicato una sola volta all’anno, troppo poco, quindi penso per esempio a una newsletter elettronica che spieghi ai cittadini le decisioni, i cambiamenti, le necessità, di volta in volta. Anche sul recente caso-Colacem la gente ha giustamente chiesto, per prima cosa, di essere informata. Per quanto riguarda il mondo del sociale invece ci troviamo di fronte a un momento difficile sotto diversi aspetti: l’esperienza anche cittigliese di Caritas e Unitalsi è interessante e ci mostra come da un lato la popolazione stia invecchiando con tutti i problemi collegati a ciò mentre dall’altro ci dice che la crisi sta creando problemi alle famiglie. Poi ci sono i ragazzi: la lotta alla droga e il contrasto del bullismo nelle scuole sono temi su cui mantenere alta l’attenzione. E mi auguro che su tutto ciò ci sia uno sforzo condiviso da tutte le componenti del paese».
 
Un problema notevole, in questi, anni è quello dei finanziamenti. Come pensate di trovare le risorse?
«I soldi non sono molti, è vero, ma il modo di trovarli non manca. Nei miei anni da assessore ho potuto trovare diversi finanziamenti, soprattutto di origine regionale: penso alla chiesa di San Biagio, alla protezione civile, alla mensa delle scuole medie o all’ascensore di quelle elementari. L’importante è conoscere le leggi a riguardo e offrire progetti validi».
 
Un ultimo quesito: il tema caldo di questo periodo, e non solo, riguarda la salute pubblica e in particolare l’attenzione verso la cementeria. Come pensate di agire?
«Colacem e non solo: il nostro territorio negli ultimi decenni ha dovuto affrontare più volte problemi legati all’ecologia e alla salute. Nel caso specifico guardo con favore all’esperienza appena nata del comitato che indente “controllare” l’operato del cementificio e ho già chiesto un incontro con i suoi esponenti. Poi io sostengo l’iniziativa sovraccomunale, non solo per fare economia ma anche perché da un confronto di un numero maggiore di persone possono scaturire idee diverse e interessanti sulle cose da fare. E sempre sulla stessa tematica “verde”, mi piacerebbe tenere alta l’attenzione sul risanamento del Boesio, che scorre proprio nel centro del paese, ma anche delle altre bellezze naturali che possono attrarre tanta gente a Cittiglio. Un esempio a riguardo sono le cascate».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 maggio 2011
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