Colomba: “Spazio ai giovani, contro la politica delle poltrone”

Colloquio con uno dei tre candidati sindaco al comune di Clivio: Alessandro Colomba, di Movimento Libero

Alessandro Colomba, Movimento LiberoAlessandro Colomba,  36 anni, ingegnere al lavoro in Svizzera e già consigliere comunale di Clivio in tempi passati è il primo dei tre sfidanti alla poltrona di sindaco di Clivio che Varesenews intervista in vista delle comunali del 15 e 16 maggio. Colomba – unico rappresentante maschile nella contesa, che vede altre due donne, entrambe al disotto dei 40 anni –  è candidato per la lista Movimento Libero, alla sua prima uscita al di fuori del comune di Varese, dove invece è attiva già da anni: a lui poniamo alcune domande che replicheremo anche con le sue sfidanti.

Quale pensa sia il problema più grande di Clivio?
Clivio non ha grandi problemi, ma tanti piccoli problemi possono farne uno grande. Uno dei principali è l’isolamento. Per giungere a Clivio si deve proprio scegliere di venire a Clivio per un qual si voglia motivo e lo stesso per chi abita a Clivio. L’auto privata, con i sui costi e la sua gestione, è l’unico mezzo per garantire velocità di comunicazione, pensi che oggi da Clivio per raggiungere Varese ci si impiega, con l’unico mezzo pubblico a disposizione (l’autobus) ben 50 min se tutto va bene per circa 10 chilometri di strada. Non le dico cosa vuole dire andare a Milano. Io ho fatto l’università a Milano e lo so bene. Consentire ai cliviesi di spostarsi velocemente non solo con i mezzi privati ma anche con i mezzi pubblici a disposizione è un passo fondamentale.
Inoltre, Clivio è un paese di transito per molti frontalieri, gestire tale esodo, con tutto quello che ne comporta, dalla sicurezza stradale al traffico, ai parcheggi, eccetera è un secondo passo importante. Potremmo andare oltre e parlare di interventi di primo soccorso e quant’altro, ma la cosa diventerebbe lunga. Assieme a tutto questo c’è la tutela di un territorio che è rimasto indenne da molte speculazioni, ma a bisogna prestare attenzione per non cadere nella tentazione di far passare per progresso quello che invece non è.

Che esigenze ha un paese come Clivio, che ha molti dei suoi cittadini al lavoro in svizzera?
Il lavoro frontaliero parte da una necessità di carattere economico e da una serie di altri elementi di cui un piccolo paese come Clivio non si può far carico e di cui non ne è responsabile. Oltre al fattore economico di certo non si deve dimenticare la facilità dei collegamenti e la soddisfazione personale nel realizzare quell’importante ambito della nostra vita che è il lavoro e che i nostri cittadini hanno trovato al di fuori dei confini Italiani. Il ristorno dei frontalieri è una importante risorsa economica che va tutelata, poiché è la risorsa economica principale per il soddisfacimento di molti bisogni di chi a Clivio vive.
Detto questo resta il problema del traffico di cui abbiamo già parlato e di cui in caso di vittoria l’amministrazione di Clivio vuole farsi carico. La grande sfida in realtà sarà incidere a livello locale su quei fattori che rendono il frontalierato la massima fonte di reddito per chi vive sul confine, come i cittadini di Clivio. Ma di questo ne riparleremo forse dopo il sedici maggio, poiché l’argomento è molto complesso.

Come valuta questa "corsa a tre" nel suo paese così giovane, tutta al di sotto dei quarant’anni? lo considera un buon segno?
La corsa a tre a Clivio non si ricorda e forse non c’è mai stata. E’ questo un chiaro sintomo di una forte spinta rinnovatrice, oltre che di necessità di cambiamento. Cambiamento a Clivio, ma credo anche a livello extracomunale e oserei dire nazionale. Noi pensiamo che il cambiamento, quello vero, debba avvenire oltre che con un cambiamento di persone anche attraverso una radicale trasformazione del modo di concepire la politica; di metodi. Noi pensiamo che la politica sia la grande opportunità per far del bene al prossimo, sia la massima espressione della socialità a 360°. Questo lo si puo’ fare solo se "il prossimo" è il solo ed unico pensiero di chi amministra. Vogliamo dire basta ai politici in carriera che messe le radici nei palazzi del potere non mollano fino alla morte. I giovani sono il futuro e il rinnovamento passa dai giovani e la generazione dei trentenni e dei quarantenni gioca un ruolo cruciale. Non vogliamo rottamare qualcuno, l’esperienza conta eccome, ma non può diventare un alibi: 10-15 anni e poi tutti a casa e spazio ai giovani. Speriamo che qualcuno abbia l’accortezza di seguire l’esempio della piccola Clivio!

Quali sono i principali punti del suo programma?
Programma è una parola grossa. Per noi il programma non è una scatola chiusa, il programma per noi sono i bisogni dei cittadini. Siamo partiti da un elenco di proposte e di priorità, ma il vero programma sarà quello che poi svilupperemo assieme ai nostri cittadini, partendo da una proposta che necessariamente si evolverà sulla base delle reali necessità dei cittadini e secondo il loro grado di soddisfazione. Sono termini propri di una filosofia che ho ereditato dalla gestione dei sistemi della qualità aziendale, che a nostro modo di vedere devono essere applicati a maggior ragione in una pubblica amministrazione, dove il cliente è il cittadino e dove la sua soddisfazione rientra nell’ambito profondo della persona vista nella sua interezza. L’istituzione dei comitati di zona saranno la strada per avvicinarsi al cittadino che necessariamente dovrà interloquire in modo costruttivo con l’intera amministrazione per raggiungere pienamente dei risultati concreti.

Quali sono le linee del varesino Movimento Libero su Clivio?
Movimento Libero, lo dice il nome stesso, è un movimento che vede nella libertà e nei buoni propositi l’obiettivo principe per cercare di arrivare a soddisfare i veri bisogni dei cittadini, travalicando la logica partitocratica che spesso sfocia nel tornaconto personale. La persona è al primo posto, al di là degli ideali. Movimento libero e il suo fondatore in persona (il consigliere varesino ed ex assessore Alessio Nicoletti, ndr) , non hanno mai messo paletti alla gestione politica della lista per Clivio se non la promozione di un necessario cambiamento di metodo, con un unico obiettivo: il bene comune.

Quale saranno le prime tre cose che farà, se dovesse essere eletto?
Sarei un vero ipocrita se dessi degli obiettivi precisi. Da buon ingegnere le dico che sarà certamente necessario:
Conoscere. Quello che si deve amministrare, in ogni suo ambito.
Programmare. Dopo aver conosciuto si deve mettere in campo il progetto, o meglio la proposta di progetto, valutando risorse, tempi e costi.
Condividere. Messo in campo il progetto amministrativo si deve tornare dai cittadini (e da qui i comitati di zona) illustrare il progetto, sentire il parere di tutti, valutarlo, aggiornare il progetto e poi metterlo in pratica.

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 maggio 2011
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