Cucinelli: “Redditi dei lavoratori troppo bassi”

Il presidente della Brunello Cucinelli spa è intervenuto all'assemblea di Univa. «Occorre dare un grande valore al territorio e ai giovani»

«Presidente Graglia, ma di che ti lamenti. Qui avete solo il 5% di disoccupazione». Brunello Cucinelli, presidente e amministratore delegato della Brunello Cucinelli spa, è un appassionato di filosofia (cita Spinoza, Boezio, Marco Aurelio, Sant’Agostino), e cerca di relativizzare i danni della crisi, che pure ha falcidiato il suo settore (tessile-abbigliamento), con una iniezione di ottimismo. L’imprenditore umbro, ospite all’assemblea degli industriali varesini, ha risposto alle domande del giornalista Gianfranco Fabi che ha ripreso alcuni temi suggeriti dalla relazione del presidente di Univa Michele Graglia


Lavoro e occupazione
– «Viviamo in un paese in provincia di Perugia e per essere contemporanei  occorre dare grande valore al territorio. Abbiamo 700 persone che lavorano con grande passione e professionalità seguendo regole benedettine: ogni giorno cura la mente, lo spirito e il corpo.
Per noi umbri è forte il valore del pranzo e quello è un momento dove prendersi cura di sè. Marco Aurelio diceva vivi e datti pace».


Custodi o proprietari? -
«Se siamo custodi il tempo non è più il nostro; invece, se siamo proprietari, il tempo è la cosa di cui disponiamo»


Reddito e genialità
– «Con 1100 euro al mese come si fa ad essere geniale e creativo? Ogni essere umano ha una partita di genio.
Noi ogni due mesi facciamo un’assemblea per parlare dei problemi del mondo e di come possiamo migliorare. Bisogna avere il coraggio di avere i giovani e ascoltarli. E più aumentano l’età e il successo, più aumenta la resistenza all’ascolto. Inoltre, come faremo a convincerli se a 22 anni guadagnano 1200 euro? In via della Spiga una giacca costa 1.000 euro, con il costo della manodopera pari a 67 euro».

I nuovi mercati
- «Sui cinesi abbiamo un appeal speciale, quando vengono da noi in Umbria alla fine si vogliono portare via tutto: il pane, l’olio, la chiesa le piazze. Come si vince la partita? Se diamo un prodotto modernissimo, dobbiamo essere i più rapidi. Nel tessile sta cambiando il mondo: per noi è rimasta la parte alta della produzione. Forse alcune aziende dovremmo chiuderle».


Essere veri
- «I tre grandi ideali: religione, famiglia e politica sono in crisi. Bisogna parlarne con i giovani perché non solo sono geniali, ma ti costringono ad essere veri. Boezio si chiedeva: "Possiamo prendere la vita un pochino meglio avendo più rispetto per gli altri?"La mia risposta è sì ».


Modernità
– «Bisogna essere contemporanei nei rapporti, perché questa crisi è il resoconto economico orale e civile di come abbiamo vissuto in questi ultimi venti anni. C’è un mondo che si sta affratellando dall’Occidente fino a Oriente. Sant’Agostino diceva: la crisi ci puo’ far migliorare».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 31 maggio 2011
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