Da Capolago a Chi l’ha visto: “Aiutateci a trovare Giovanni”

Continuano le ricerche del giovane scomparso la notte del 29 aprile. In un servizio di Rai Tre la ricostruzione delle ultime ore prima della scomparsa

giovanni giacomini scomparso chi l'ha visto"Chi l’ha visto" torna sulla scomparsa di Giovanni Giacomini, il ragazzo di 31 anni scomparso dalla sua casa di Capolago lo scorso 29 aprile. Nel lungo servizio di Rai Tre, dal titolo "L’uomo che ama le divise", lo si vede durante un turno di volontariato per l’associazione varesina degli Angeli Urbani. Sono gli stessi volontari ad aver diffuso il filmato: immagini girate di notte che lo mostrano mentre cammina nei pressi della stazione e si ferma accanto a un senzatetto per aiutarlo. Poi un focus sull’altra passione di Giovanni, quella per il lavoro che da tre anni svolge come investigatore privato per un’agenzia di Varese. Quella «per la divisa» spiega il padre ai microfoni di Rai Tre,  è una passione che «ha sempre avuto, fin da piccolo». «Si muoveva molto bene nell’ambito del suo lavoro» dice il suo capo, Walter Piazza.

Il servizio prosegue, viene trasmesso l’appello della madre Maria Elias e il resoconto delle ricerche che hanno passato in rassegna i dintorni di Capolago e del lago di Varese. Gli inquirenti non escludono nulla, né l’ipotesi di un incidente, né quella di un gesto disperato. C’è un elemento in particolare che preoccupa i famigliari: pochi mesi fa Giovanni era stato turbato da una presunta accusa di furto dalla quale avrebbe dovuto provare l’estraneità. Ma la vicenda butta il suo morale a terra e gli costa la sospensione dal lavoro. Il giorno della scomparsa, il 29 aprile scorso, avrebbe dovuto prestare servizio come buttafuori in una discoteca del centro di Varese. Esce di casa alle 17.30 dicendo di avere un appuntamento con il suo datore di lavoro, particolare che quest’ultimo smentirà. Può essere però che Giovanni abbia preso un treno per Milano da dove, intorno alle 19.30, chiama un collega chiedendogli un consiglio. Gli parla di un amico finito nei guai per aver assunto diverse pastiglie di un farmaco antiepilettico e alcune di un altro medicinale. Dopo le 22 manda un sms alla madre scrivendole che sarebbe andato a Tradate da Luisa. Le scrive di chiamarlo sul cellulare di lei poiché il suo è scarico. Ma Luisa Giovanni non l’ha mai visto. Dopo la mezzanotte poi qualcuno lo vede a Varese, alla stazione, dove sale su un taxi e si fa accompagnare alla rotonda di Capolago. Lì si ferma per un po’ vicino al chiosco dei panini e dice di star aspettando un collega. Poi sparisce nel nulla.

Giovanni ha 30 anni, è alto 1 metro e 94 centimetri e al momento della scomparsa indossava un giubbotto blu scuro, una maglietta scura a maniche corte, dei jeans e un paio di scarpe da ginnastica "Nike" completamente bianche. Ha con sé uno zainetto nero e si è allontanato a piedi. Ha cicatrici causate da acido solforico sull’avambraccio destro

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 maggio 2011
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