Delusi o entusiasti, si guarda al ballottaggio

Parlano Nino Caianiello e i segretari del Pd e della Lega Pignataro e Caielli. Ma anche la lista civica, con il suo 8,87%, dice la sua

Il giorno dopo le elezioni, dopo la lunga notte, si è dormito poco. Qualcuno bene, qualcuno male. Ma il giorno dopo la mente deve essere lucida, si fanno i calcoli di percentuali e possibili aritmetiche per il ballottaggio. I segretari e i leader locali dei partiti commentano il voto.

«Sono soddisfatto, abbiamo fatto scommessa sulla lista Civica per allargare il consenso» dice il segretario del Pd Giovanni Pignataro. «Complessivamente abbiamo raggiunto il 24% dei voti, credo che il gioco valga la candela. È stata una scelta che paga quando si corre per vincere. E il 31, 2% raggiunto è uno dei massimi storici, non potendo contare sulla parte più a sinistra». Scommessa rischiosa certo, se si considera che la civica avrebbe un buon numero di consiglieri, sia nel caso che Guenzani vinca, sia che perda. Pignataro giudica anche il voto più in generale: «Hanno vinto tutti, tutti i candidati, solo uno ha perso: chi ha governato la città, che è stato sonoramente bocciato dagli elettori. La nostra è stata una campagna elettorale civica, non politica: le prospettive nazionali non c’entrano con la città. Noi chiederemo solo ai gallaratesi se preferiscono Bossi o Guenzani, se la campagna sarà serena non credo ci saranno dubbi».

Anche il leader del PdL Nino Caianiello lamenta «una campagna elettorale su temi non gallaratesi, ma nazionali», ma è comunque soddisfatto del risultato, nonostante il ridimensionamento: «abbiamo mantenuto comunque il primo posto come coalizione, abbiamo fatto la scelta di fare liste d’appoggio e di avvicinare tante persone». Dice che il candidato di centrosinistra ha guadagnato poco, che la Lega ha capitalizzato «il sostegno diretto del suo leader nazionale e dei media nazionali». E di fronte allo scenario che si affaccia, sottolinea che il centrodestra «conta il 70% dei voti, se sommiamo Bossi e Bianchi: gli elettori non capiscono le differenze tra Lega e PdL». «Noi siamo disponibili ad accogliere la Lega nella nostra maggioranza. È da 4 anni che siamo disponibili all’incontro con la Lega, sono 4 anni che dicono di no, evidentemente sceglie. Ora Bossi conosce Gallarate, sa che qui c’è una città che è al 70% del centrodestra, non si può consegnare alla sinsitra. Chi la consegna alla sinistra si prende le sue responsabilità». La frase di Fontana che a Gallarate voterebbe centrosinistra? «Lui ha bisogno di spaccare il voto di centrosinistra, io l’ho sempre sostenuto, penso che questa sia stata solo una provocazione fatta a Radio Popolare» Ma il grande timoniere del PdL non dimentica anche di punzecchiare il centrosinistra: «Fontana forse conosce Guenzani, hanno giocato a golf insieme: in questi 20 anni Guenzani ha giocato a golf e ha lavorato, anche a Gallarate: almeno il 50% del cemento di Gallarate porta la sua firma».

Chi invece è al settimo cielo è il coordinatore della civica Città è Vita, Marco Montemartini: «Mettere insieme in sei mesi quasi il 9% è un risultato straordinario. Abbiamo dimostrato radicamento sul territorio intero, anche dove pensavamo di essere più deboli. Cinque dei nostri candidati vanno oltre le 100 preferenze, un risultato entusiasmante per persone che si affacciavano per la prima volta alla politica, senza avere strutture alle spalle». È convinto che al ballottaggio la partita è tutta da giocare e dice che «ha premiato la scelta di puntare sul programma, più che sugli spot», anche a rischio di rimanere schiacciati tra l’ipertrofica campagna del PdL e le comparaste del senatur. Ma senza dimenticare che la lista civica ha guadagnato un ruolo significativo nell’alleanza allargata del centrosinistra. La civica ha capitalizzato soprattutto la presenza nei rioni: molto bene a Cedrate (il rione di Massimo Bossi) e Sciarè, discretamente ad Arnate, Crenna, Ronchi.

E la Lega? Il segretario Giorgio Caielli non nasconde certo «amarezza e delusione» per quel ballottaggio mancato, visto a due passi e poi perso in serata, il colpo fatale dai seggi di Madonna in Campagna. «In linea di massima è una grande risultato della Lega che però non è stato sufficiente. 160 voti sono due a seggio, sarà importante la verifica». Caielli è dubbioso sullo scenario politico che si trova di fronte, tra «un PdL che crolla e Pd e lista civica che tengono». Strategie per il ballottaggio? «Troppo presto, dobbiamo ancora capire bene i dati».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 maggio 2011
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