Farisoglio cerca il bis ma senza Pdl

Il sindaco uscente ha formato una lista per metà civica e per metà leghista e prova a riconfermarsi sullo scranno più alto di Palazzo Brambilla senza risparmiare critiche ai suoi ex-compagni di viaggio

Fabrizio Farisoglio è il sindaco uscente di Castellanza e si ripresenta ai cittadini per un secondo mandato con la lista "Per Farisoglio sindaco". Ha 50 anni e ama ricordare che compie quest’età nel 150esimo dell’Unità d’Italia, chissà cosa ne pensa l’alleato leghista. E’ sposato, ha una figlia e lavora come dirigente e consigliere d’amministrazione per un’azienda farmaceutica. In questi cinque anni di governo della città, forse, qualche consiglio sui dosaggi se l’è fatto dare dai farmacisti che lavorano nella sua azienda perchè è riuscito a tenere insieme, quasi fino al traguardo, una compagine amministrativa che si è sciolta come neve al sole. Non è un politico vero e proprio, forse è più avvicinabile ad un’alchimista che cerca insistentemente la formula giusta per ottenere il risultato sperato. E’ uscito dal Pdl, dopo la rottura col direttivo cittadino e con quello provinciale, ma si dichiara, comunque, un elettore del Popolo delle Libertà.

Farisoglio com’è arrivato a fare il sindaco di Castellanza?

Me lo hanno proposto amici dell’allora Forza Italia. Io avevo appena concluso la mia esperienza di lavoro al polo chimico di Castellanza e mi ero preso quello che si definisce un anno sabbatico. Di fronte a me c’era un partito estramamente litigioso al suo interno e che non riusciva a vincere le elezioni. Pensavano ad una candidatura esterna ed ecco che hanno pensato a me. Non sono un politico e smetterò di fare politica quando smetterò di fare il sindaco perchè non mi affascina l’idea che si possa vivere di politica.

Dopo cinque anni è uscito dal Pdl. Perchè?

Per lo stesso motivo che mi aveva spinto a candidarmi con l’allora Forza Italia. Come avete potuto notare in questi mesi la litigiosità non è stata superata e soprattutto non ho accettato di farmi legare mani e piedi. il presupposto perchè mi ricandidassi era avere la possibilità di scegliere chi doveva far parte della lista ma sia a livello cittadino che a livello provinciale volevano propormi un modello che, secondo me, non era adatto a governare Castellanza. Non amo la distribuzione delle cariche e l’imposizione di persone che non ritengo capaci o adatte. Quindi ho deciso di prendere una strada diversa formando una mia lista civica e alleandomi con la Lega Nord che si è dimostrata la parte responsabile della vecchia maggioranza.

Ci parli un po’ della lista. Non corre il rischio di diventare semplicemente il candidato della Lega Nord?

Assolutamente no. Anzi la Lega Nord cittadina è stata molto attenta a dare visibilità ad entrambe le componenti. I componenti della lsta civica che mi sostiene sono persone trasparenti che conoscono la realtà cittadina e non hanno interesse personali. Anche la parte leghista è stata scelta con cura tra la "testa politica" e persone conosciute dai cittadini. L’unico mio cruccio e avere solo una donna in lista ma, purtroppo, non ce n’erano pronte ad impegnarsi. Il senso di questa lista, comunque, è quello di collegarsi a doppio filo con il territorio e con i cittadini, cosa che con la precedente squadra non è avvenuta.

La Corte del Ciliegio, però, è stata amministrata da una cooperativa molto vicina alla Lega Nord. I risultati non sono stati brillanti.

Si è vero non è andata benissimo ma nessuna cooperativa che ha lavorato alla Corte del Ciliegio ha mai ottenuto i risultati sperati. Ingatti stiamo pensando ad un altro modello per questo punto ricreativo della città: il modello Capannina, il bar della biblioteca che adesso sembra girare a meraviglia. Di certo così non si può andare avanti: bisogna ripensare il bando, che non a caso è andato a vuoto, e ripensare anche la Corte stessa.

Quali sono i punti qualificanti del vostro programma?

Tra le prime cose da fare è riportare l’attenzione sul quartiere del Buon Gesù, troppo spesso lasciato a se stesso. Vogliamo realizzare due rotatorie, riqualificare il parco e partire con l’intervento del concessionario Paglini che ridarà un po’ di vita commerciale all’area con parcheggi e risistemazione della viaibilità. Il secondo punto importante è il completamento di tutte le questioni aperte intorno alla nuova stazione di Castellanza. Regione Lombardia si deve prendere le proprie responsabilità e dire chiaramente se potrà fare il tram-treno e l’interscambio perchè è ora di finirla di giocare a rimpiattino. Il costo del trasporto per il momento è diviso con la Regione che mette 100 dei 180 mila euro totali necessari ma quando questo accordo si esaurirà non potrà di certo essere il Comune a doversi sobbarcare questa spesa. Abbiamo tenuto botta fino ad ora con un’inaugurazione della stazione quando ancora era un cantiere aperto, adesso vogliamo i risultati. Altro punto che vogliamo sottolineare è la riqualificazione dell’ex-Esselunga: è chiaro che il progetto pensato da Caldiroli era inattuabile. Noi vogliamo mantenere la struttura attuale e utilizzarla per migliorare i servizi ai cittadini. L’idea della città dei bambini è una di quelle da prendere in considerazione.

 

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 maggio 2011
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