Fontana e Oprandi: il confronto in dieci punti

Faccia a faccia tra i candidati. Ecco le loro opinioni sul futuro della città, la cultura, i programmi, la sicurezza e i servizi

Attilio Fontana Luisa Oprandi diretta varesenewsAlla vigilia del voto del ballottaggio i candidati sindaco di Varese, Luisa Oprandi (centrosinistra) e Attilio Fontana (centrodestra), si sono confrontati in diretta su VareseNews. (Nella foto a destra i candidati insieme al giornalista di VareseNews, Roberto Rotondo che ha condotto la diretta)

Primo punto : la giunta. Quali e quanti saranno gli assessori? «Non abbiamo ancora inizato a parlarne – dice Fontata – nella prossima amministrazione possono essere massimo nove ma affronteremo la questione con la sobrietà che ci ha caratterizzato finora. Nell’ultima giunta, infatti, gli assessori potevano essere dodici e noi invece li abbiamo ridotti a dieci». «Il risparmio sui costi della politica è qualcosa di centrale nella mia proposta – rilancia subito la Oprandi – vogliamo ridurre a sette il numero degli assessori. Non ci sarà il capo gabinetto che per la collettività costa in cinque anni 900.000 euro. Soldi che potranno esssere investiti per fare altro come il volontariato di quartiere o progetti a sostegno dell’imprenditoria femminile». «Preferisco non fare i conti quando si tratta di garantire un servizio alla collettività – ribatte il sindaco uscente -. Dobbiamo stare attenti a non fare discorsi strumentali o demagogici».

Secondo punto: l’Udc ha detto che sosterrà Fontana. «Non è una novià – dichiara l’esponente del Carroccio -. In questi cinque anni siamo andati d’accordo e abbiamo lavorato bene. Le divisioni sono state create da questioni di carattere politico nazionale. Ora che la scelta è sulla persona l’Udc ha espresso considerazioni positive nei miei confronti». «L’Udc ha iniziato a criticarmi fin dall’inizio – dice la candidata del centrosinistra -. Non ne condivido lo stile: hanno messo in discussione il mio cattolicesimo sostenendo che, essendo cattolica, non avrei dovuto essere in una coalizione con Sel. La fede è un fatto di coscienza, non deve essere il segretario dell’Udc a giudicare la mia».

Terzo punto: i programmi. Chi critica Fontana dice che il programma è rimasto simile a quello delle precedenti elezioni perché poco è stato portato a termine. «Non siamo stati fermi – replica il primo cittadino uscente – . Abbiamo lavorato molto e bene. Abbiamo portato avanti il progetto di un nuovo teatro da costruire senza dover spendere un euro e ciò comporta un certo studio. La caserma Garibaldi non era nostra e anche per questo c’è voluto del tempo, i progetti complessi come quello della riqualificazione stazioni comportano approfondimenti importanti. L’aggregazione con A2A ci ha permesso di salvare l’ultimo valore della città che è Aspem. Abbiamo riaperto i teatrini, il centro per i giovani, realizzato la tangenziale nord est, e gestito i campionati mondiali di ciclismo».
Chi critica Luisa Oprandi dice invece che il programma è troppo generico.
«Il programma è stato costruiuto nei cammini dei tre singoli partiti: Pd, Idv, e Sel. Abbiamo iniziato a lavorare un anno fa coinvolgendo gruppi e anche persone non iscritte al partito. Poi siamo andati nei quartieri, nei rioni, dalle associazioni. Poi è arrivato il momento della sintesi di tutto ciò: abbiamo trovato delle idee portanti e dei punti di riferimento. Niente di generico».

Quarto punto: Piazza Repubblica. Come sarà in futuro? Per Fontana «Non è semplice sintetizzare. Dovremo realizzare il nuovo teatro senza sborsare denaro. Il progetto prevede poi oltre al teatro, una nuova biblioteca civica e la riqualificazione della piazza. È un progetto complicato anche perché dobbiamo portarlo avanti mantenendo in equilibrio le esigenze del privato e le proposte del pubblico». Per la Oprandi: «La risistemazione di Piazza Repubblica e l’unificazione delle stazioni devono trovare una propria organica qualificazione all’interno di un Pgt. Dovrà essere ben chiara l’idea di città che vogliamo costruire. Piazza Repubblica deve diventare una piazza vissuta dalla gente. Credo inoltre sia importante coinvolgere i cittadini con uno strumento di partecipazione diretta come un referendum».

Quinto punto: il commercio. Ci sarà un assessore tecnico? «L’assessorato al commercio dovrà essere un cardine – precisa Fontana -. Abbiamo ipotizzato di aggregare l’assessorato al commmercio con quello al marketing territoriale. Un’unica struttura per collaborare meglio con i comercianti». «La competenza è fondamentale. Ben vengano dunque esperti e professionisti».

Sesto punto: la sicurezza. Per Fontana molto è già stato fatto: «Proseguiremo nella strada intrapresa. Vale a dire controllo maggiore del territorio e rendere più vivibili certe zone. Abbiamo  potenziato le telecamere e attuato in Piazza Repubblica un esperimento di sicurezza informatica. I numeri che ha dato pochi giorni fa il questore hanno documentato un trend dei reati in diminuzione». Per Luisa Oprandi a Varese non esiste un problema di sicurezza: «Da cittadina posso dire che non si è mai sentito. Ritengo anche che la sicurezza debba essere affrontata a partire da un altro punto di vista: è sicurezza anche la manutenzione dei marciapiedi per evitare che le persone cadano, la pulizia, la collaborazione dei cittadini, sapere dove sono i figli quando non sono a scuola, individuare i vigili di quartiere. Mi spaventano invece le telecamere, non è il controllo ossessivo  che contribuisce a sentirsi più sicuri».

Settimo punto: Parcheggio di villa Augusta. Per alcuni è uno scempio per altri una soluzione utile. «Penso che sia una risposta doverosa al problema del parcheggio nelle vicinanze dell’ospedale. Il parco non viene minimaemente toccato si incide solo sulla parte bassa – precisa Fontana -. Non si modifica nulla dal punto estetico ed esteriore la zona. È l’unico luogo vicino all’ospedale dove si possono raccogliere le auto». Per la Oprandi la soluzione potrebbe essere un’altra: «Siamo per la difesa dei parchi pubblici e tentiamo di individuare delle aree per il parcheggio in altre zone. Come ad esempio tra Giubiano e Piazzale Kennedy, eventualmente prevedendo delle navette».

Ottavo punto: le proposte per lo stadio. «Andrà adeguato abbiamo già dei progetti, ne ho parlato poco fa con mister Sannino» spiega Fontana. «Se il Varese andrà a giocare in serie A è giusto che giochi in casa propria. Lo stadio andrà adeguato. La nostra è un’idea di sport per la città. Sport per tutti, soluzione per pensare alla valorizzazione di tutti gli sport».

Nono punto: come si può rendere Varese più universitaria? «Quello che è di competenza del comune è stato fatto e si farà per migliorare il buon rapporto che già esiste con l’Insubria – dice Fontana – Abbiamo realizzato una nuova sede per studiare con postazioni internet, Abbiamo approvato il campus e dato la nostra disponibilità ad aiutare per quello che ci compete. Penso che l’università sia un grande valore aggiunto per la città. Abbiamo cercato di coinvolgerla il più possibile nelle nostre iniziative». «Ho un’idea di una amministraizone e di una università maggiormente in relazione – risponde la candidata del centrosinistra – serve un  confronto stabile con una figura di riferimento per i rapporti con l’ateneo. L’Insubria è una risorsa per tutti va valorizzata meglio.

Decimo punto: la prima cosa in caso di vittoria. Per Fontana: «la variante per piazza Repubblica per il teatro». Per Oprandi: «Un incontro con gli studenti delle scuole».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 maggio 2011
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