Francesca Fogar: “vi racconto l’Isola dei Famosi”

La figlia di Ambrogio Fogar racconta, da testimone e da autrice televisiva, la sua esperienza nel reality più duro della televisione italiana

Francesca FogarE’ tornata, come tutti quelli che sono arrivati fino alla fine del reality più duro della televisione italiana, dimagritissima, ma con negli occhi e nella voce la sensazione di avere fatto un’esperienza vera, non una trasmissione.
Francesca Fogar, la partecipante “adottata” dai varesini perchè nata a Tradate e figlia di Maria Teresa, moglie di Ambrogio, che è originaria di Cassano Valcuvia e hafrancesca fogar fatto sull’isola Honduregna cose straordinarie – come accendere il fuoco, che non è uno scherzo e non l’ha mai fatto nessuno – adesso può dire “l’ho fatto”. Ma com’è stata l’avventura dell’Isola per una donna che l’avventura la conosce bene – influenzata dalla straordinaria vita del padre Ambrogio – ma che conosce bene (per il suo lavoro di autore che l’ha portata a lavorare per Matrix, le Iene e Videonews) anche il meccanismo della televisione? Abbiamo provato a domandaglielo.

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La Fogar ce la fa ancora! 4 di 26

Innanzitutto: quanti chili hai perso?
«Sette. Ma in realtà ci è stato spiegato che non conta tanto la quantità di chili persa, quanto la percentuale di dimagrimento rispetto alla massa corporea: e su questo ci sono state grandi sorprese. Killian sembrava quello messo peggio e invece, secondo la valutazione percentuale, si è limitato a un “fortissimo dimagrimento”. Io, la Brigliadori e la Palmas siamo arrivate invece al primo livello di denutrizione. Detto questo, noi siamo monitorati: ci pesavano, ci misuravano la pressione e altro. Il medico che ci seguiva segue da otto anni l’Isola: è in grado di cogliere quello che capita, al di là degli incidenti. Io non mi sono sentita però veramente debole: forse poteva essere una questione mentale. Sono abituata alle intemperie fisiche, a me sembrava tutto normale… E per di più ho anche sperimentato il digiuno. Così si può dire che il mio problema sull’Isola non è stato né quello della fatica né quello della scomodità e neppure quello dell’igiene. Quello che mi ha messo alla prova è stata la convivenza: una vera difficoltà e il mio personale successo»

Diciamo che il problema della convivenza è arrivato nella seconda metà della trasmissione, quando vi siete riuniti: il periodo in cui siete stati soli, come “Parenti di” mi sembrava molto più semplice dal punto di vista relazionale…
«Già, girava tutto bene. Probabilmente per i telespettatori saremo stati noiosi.. Io però stavo benissimo»

In realtà non eravate noiosi: noi ci divertivamo. Perchè in tivù si vedevano due realtà: voi “Parenti di” che vi organizzavate facevate gruppo e risolvevate le avversità. E gli altri che, in una condizione più confortevole, già litigavano. Non è stato difficile per gli spettatori fare la differenza… E in effetti il pubblico ha “fatto fuori” tutti i litigiosi. L’ultimo è stato Laerte, in finale. Ma solo perchè non era mai andato prima in nomination.
«In effetti, man mano mi sono resa conto che il messaggio di un certo tipo di pubblico era attivo: esprimeva una esigenza di normalità. La prova sono le mie due nomination vinte, la prova è la vittoria di Giorgia, una persona perbene che si desidera come amica anche a casa. C’è una inversione di tendenza, da questo punto di vista: forse perchè il Grande Fratello ha albergato a lungo tra gli italiani ed evidentemente all’Isola si è avvicinata una branca di spettatori che non disdegna i reality ma che voleva una inversione di tendenza rispetto alle parolacce e alle volgarità,  anche perchè sull’Isola potevano vedere più esperienza e meno show».

Da autrice televisiva (e giornalista, da quando ha cominciato a lavorare, come autore a Matrix cinque anni fa, dove ha cominciato a lavorare sulla notizia) quanto di vero c’era nei vostri comportamenti? Riflettevi sulle telecamere e sul loro impatto, sull’Isola?

«Innanzitutto va precisato: non è affatto vero che è tutto finto, che è tutto preparato. Ma io ho cercato di prendere piuttosto in fretta le distanze da una visione dell’isola deformata dalla professione, per concentrarmi su quello che mi importava di più: l’esperienza. Sono stata però per troppi anni abituata a stare dietro alle telecamere: credo di essere stata l’unica a non avere mai perso questo contatto.
Tornando alla domanda, si può dire che il gioco autorale rispetto a quello dei concorrenti non è lo stesso: la spettacolarizzazione della nostra vita sull’isola non era fatta distorcendo i nostri comportamenti, che erano nostri, ma in una fase diversa, come nel montaggio delle scene per esempio. Dopodichè ognuno si è comportato come si sentiva: io mi preoccupavo di avere rispetto del pubblico, considerare la televisione un mezzo di educazione non di diseducazione: mi preoccupava essere menefreghista o mostrare lati non consoni, perchè pensavo che erano un cattivo modello. Per intenderci: qualche volta magari avrò anche avuto il desiderio di rispondere a tono, ma poi sono detta "ne vale la pena?". Questo è un ragionamento che ho fatto io, là: magari non tutti condividevano questo mio modo di pensare, altri magari puntavano su una spettacolarizzazione del gioco».

Forse una delle volte in cui avresti voluto reagire l’abbiamo vista tutti, ed è rimasta famosa: quando ti sei messa a cantare per cercare di “distrarre” una lite…
«Sono stata veramente male quando hanno riunito il gruppo e mi sono resa conto che, unendoci agli altri, diventava preponderante l’idea dello show. Ho avuto momenti di grande sconforto, l’ho vissuto come una frattura rispetto all’esperienza serena che avevo avuto fin lì. Poi ho riflettuto che in fondo io ero in uno show, e così ho pensato alla fine che forse era la mia isola, quella che mi ero messa in testa io, non esisteva davvero. E così mi son data pace e mi sono limitata a “tenere botta” finchè potevo».

Dopo questa esperienza, cosa pensi della televisione e dei reality?
«Penso che la televisione è un bel contenitore che non va sprecato, e che può veicolare, anche in programmi popolari, esperienze positive o utili e quindi educative per le persone. Da questo punto di vista spero, anche se non sono sicura di avercela fatta, di avere portato un po’ anche la mia esperienza, che intimamente è stata profondissima. Non tutto però è stato raccontato: un po’ è anche colpa mia, del mio carattere, un po’ è andata così per sottrazione di cose da un personaggio che all’esterno risultava diverso. Comunque provare l’esperienza è stato quello che mi ha spinto sull’Isola, e sono felice di averla provata».

Adesso però ci spieghi come conosci Cremonini  e la Cabello. Ti vogliono tanto bene che ti hanno scritto una canzone di sostegno…
«Vic è mia amica da quando collaboravo come autrice alle Iene. Ci conosciamo da almeno dieci anni. Mi ha fatto molto piacere vederla e per di più è stata anche coraggiosa: ha sfidato la contrarietà del suo agente che non voleva si esponesse troppo in una fase transitoria del suo contratto. ma lei ci ha pensato su e ha detto “sai che c’è? lo faccio lo stesso”.  Chi mi ha colpito di più, quando la camera si è allargata e mi sono resa conto che c’era, è stato però Cesare. Lui è un carissimo amico del mio fidanzato, e di conseguenza un mio amico. Quando gli ho comunicato la mia decisione, continuava a dirmi “ma che ci fai tu li? Sei una persona vera, mica un personaggio” insomma era contrarissimo, continuava a discutere. Disapprovava. E invece, quando c’è stato bisogno di sostenere eccolo li…».

Dunque sei fidanzata. Il che significa – concedici un ultimo siparietto gossip – che eri inossidabile alla bellezza di Thyago, che peraltro sembrava del tutto inossidabile alla bellezza altrui…
«Io devo spezzare una lancia nei suoi confronti: perchè ha dimostrato un carattere serio e reale. Lui ha preso la cosa seriamente: era li per affrontare l’esperienza, non per fare cose che lo portassero al successo. Poteva fare il pavone, e invece si è messo a lavorare. E poi aveva un amore a casa, è stato semplicemente corretto nei suoi confronti».

Tu ora cosa farai ? 
«Ah, ancora non lo so! Sono molto confusa… Sto cercando di capire se questa esperienza abbia allargato il panorama del mio lavoro, o se magari mi permetterà di spaziare in trasmissioni sportive o di viaggi. Sarebbe bello».

Le notizie di Varesenews su Francesca Fogar  e l’isola dei famosi

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 maggio 2011
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