Frara: “A Reggio Calabria è un antipasto dei playoff”

Il centrocampista del Varese attende la sfida di domenica con i calabresi: «Il Granillo dà grandi stimoli e noi vogliamo raggiungere il prima possibile il nostro obiettivo»

Con le sue prestazioni concrete e un bagaglio di esperienza di tutto rispetto, Alessandro Frara è l’uomo d’ordine del centrocampo del Varese, capace di combinare in maniera preziosa muscoli e geometrie.
Nato nel 1982, cresciuto nelle giovanili della Juventus, ha giocato in serie A con il Bologna prima di approdare in serie B, in cui è stato protagonista con le maglie di Ternana, Spezia e Rimini raccogliendo oltre cento presenze in cadetteria, prima di approdare ai piedi del Sacro Monte al’inizio di questa stagione.

Alessandro, si aspettava a questo punto del campionato di essere al terzo posto?

«Ad inizio anno ovviamente no. Sapevo ci attendeva una stagione difficile, come del resto è stata, e continuerà ad esserlo fino all’ultima gara. Siamo stati bravi a tenere sempre alta la concentrazione e siamo riusciti a guadagnare più di quanto ci potessimo aspettare».

Domenica giocherete in casa della Reggina, che gara si aspetta?
«Sarà una sfida molto difficile. Loro vorranno fare bene in casa e cercare di vincere. Credo anche sarà bello giocare. Lo stadio di Reggio Calabria è da serie A, sempre pieno di tifosi, e ogni volta riesce a darti stimoli e motivazioni. Noi siamo vicini a raggiungere un obiettivo importante e vogliamo arrivarci il prima possibile».

Si può dire che potrebbe essere un’anteprima dei play off?
«Per quanto riguarda la classifica sì. La tensione agonistica e la pressione saranno simili».

Scenderete in campo alle 12.30 , un orario particolare. Quali saranno le difficoltà maggiori?
«Sperando che non faccia troppo caldo, sarà importante gestire al meglio l’alimentazione per non rimanere senza energie. Non vogliamo però avere alibi, andremo a giocarcela senza pensarci troppo».

Come vede questo finale di stagione?
«Dobbiamo continuare ad affrontare una partita alla volta, come fatto fino ad ora, mantenendo un metodo di allenamento costante. In questo periodo il caldo e la stanchezza possono farsi sentire: dobbiamo stare attenti e non commettere errori».

In campo lei è un po’ l’uomo d’ordine, come si comporta durante le partite?
«Dipende dai momenti. Cerco di essere utile in alcuni attimi dando qualche indicazione ai compagni, mentre in altri cerco di fare del mio meglio e concentrarmi al massimo sui movimenti e le giocate da effettuare».

Lei ha collezionato una presenza in Champions League con la Juventus; che ricordo ha di quell’episodio?

«Sicuramente una grande emozione. Ero diciottenne e il mister di allora, Marcello Lippi, mi fece esordire nella massima competizione europea sul campo dei Celtic di Glasgow. Anche la cornice era fantasica con lo stadio pieno con oltre sessantamila persone che cantavano. Rimane però una piccola parte della mia carriera, poi andando avanti con gli anni uno si costruisce la propria strada e quello rimane solo un pensiero lontano».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 maggio 2011
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