Gallarate, faccia a faccia tra Bossi e Guenzani

Confronto video tra il candidato del Popolo delle Libertà e quello del centrosinistra: si è parlato di edilizia, traffico e mobilità, commercio, problema della casa e costi della campagna elettorale

I candidati sindaco di Gallarate si confrontano sui programmi a VareseNews Tv. Massimo Bossi – sostenuto dal centrodestra e dai Pensionati- ed Edoardo Guenzani – centrosinistra – hanno parlato di territorio, mobilità, attenzione ai rioni, centri commerciali e piccolo commercio.

Si parte proprio dal tema dell‘uso del territorio, su cui si è discusso tanto negli anni, sull’onda del rinnovo edilizio. Massimo Bossi, vicesindaco e assessore all’urbanistica uscente, rivendica l’operato degli anni passati: «Si è costruito sulle aree dismesse, sulle fabbriche da bonificare: ora le abbiamo riconsegnate alla città con edifici di alta qualità». Edoardo Guenzani guarda alla questione nel suo complesso: «Il territorio è stato usato per trovare risorse per le opere: certo positivo perché ha dato opere importanti, ma non ha salvaguardato il verde, lo sanno i cittadini». Sulle scelte per il futuro, dice che è necessario ridurre «la edificazione prevista dal Pgt».

Al tema della città che si rinnova è legato anche quello della mobilità, come ci si muove con i vari mezzi, e dell’ambiente, con le polveri sottili spessissimo oltre i limiti, a volte anche in primavera: «L’inquinamento è dovuto in gran parte al traffico – dice Guenzani -, bisogna intervenire con una azione preventiva e creare alternative al traffico di attraversamento, per ridurre le concentrazioni Ma il candidato del centrosinistra punta il dito anche sull’effetto creato dall’aumento di popolazione e di residenze: «Il traffico dipende anche dall’attività edilizia: se si riempissero tutti gli appartamenti sfitti che esistono, si genererebbe molto nuovo traffico» Bossi rivendica invece l’azione fatta sulla viabilità e da proseguire: «Molto si è fatto, abbiamo completata la tangenzialina Sud, vorremmo fare anche una tangenzialina a Nord per evitare di passare da Piazza Risorgimento». Quanto ad altri mezzi alternativi all’automobile, parla di bus elettrici e piste ciclabili, «un piano da 100km da realizzare in 5-7 anni».

I centri commerciali hanno caratterizzato molto la città. Dove si andrà in futuro? «La stella polare è il no alla grande distribuzione», esordisce Bossi, che punta anche sul «distretto commerciale darà nuovo sviluppo coinvolgendo commercianti e associazioni di categoria».Quanto alle ampie superfici, ricorda che sono «otto le aree di media distribuzione, che vanno da 250 a 999 metri quadri, lasciando libertà agli operatori secondo le loro necessità». Guenzani crede che «la potenzialità di media distribuzione di 8000 metri quadri (appunto le otto aree fino a 999 mq) sia eccessiva»: «A mio parere Gallarate è satura, a questo punto bisogna salvaguardare negozi di vicinato, che creano occupazione ma forniscono anche servizi. Su questo comunque prendiamo l’impegno a prendere decisioni con gli operatori del settore».

Breve accenno anche al problema casa, con necessità d’interventi per le fasce meno abbienti: «Gli interventi di Edilizia Residenziale Pubblica sono necessari, male aree devono essere distribuite in tutte le zone, non solo nelle periferie, per evitare situazioni critiche». Bossi invece parla della scelta fatta sul social housing, le case convenzionate: «PGT prevede il social house, 250 case in aree individuate», «una buona risposta e proposta per i giovani che vogliono mettere su famiglia»

Particolarità tutta gallaratese è la grande rilevanza dei rioni, quasi una decina di piccoli centri con la loro piazza, le loro esigenze. Bossi: «Attenzione a rioni c’è stata già in questi anni, a Cajello abbiamo fatto lo sportello remotizzato, abbiamo sistemata la piazza Arnate,aperta la farmacia a Scierè» Prossimi passi: sportello di servizi remotizzato anche a Sciarè e rinnovo della piazza di Cedrate. Guenzani parla delle riunioni fatte in ogni quartiere durante la campagna elettorale: «Abbiamo scoperto che interessano non tanto le opere, ma i piccoli problemi quotidiani: la sicurezza stradale dove ci sono importanti strade, la salvaguardia ad esempio dei parcheggi per i residenti a Sciarè». Il candidato del centrosinistra insiste proprio sul tema della sicurezza stradale, con la previsione di ciclabili dalla periferia al centro

Tema caldissimo, anche quello di Amsc. Bossi difende la "gallaresità dell’azienda", («È saldamente in mano ad amministrazione e cittadini, mentre in altre realtà è stata svenduta») e valuta positivamente il ruolo e la funzione: «Amsc è cresciuta e ha dato posti di lavoro, nella raccolta differenziata dal 100° posto ai primi, l’acqua non è mai mancata, abbiamo aperto nuove farmacie. Telegrafico Guenzani, dopo il balletto di cifre degli ultimi due anni: «È necessario fare chiarezza, sarà fatta da una società esterna attraverso un procedimento di auditing». Rimangono aperte tante questioni tra cui le spedizioni di Saltrio e in Sardegna, la funzione di controllo, la dirigenza delle 9 società nelle mani di un’unica figura.

Iniziata come "laboratorio leghista", la campagna elettorale si ritrova a concludersi con l’interrogativo su cosa farà la Lega. «I cittadini devono verificare quello che tutti dicono» dice Bossi, chedopo le ultime "sparate" dei filoleghisti di Gallarate Onesta difende la sua candidatura: «Io mi spendo in prima persona, non ci sono stati burattinai, scelte si fanno con la coalizione: siamo persone pulite, questi riferimenti alla mafia non fa bene alla città. Lasciamo agli organi giudiziari di valutare i fatti».
Guenzani, forte dell’appoggio esplicito della civica di centrodestra Libertà per Gallarate e di Gallarate Onesta, parla di «grande soddisfazione nel fatto che altre liste hanno deciso di verificare i programmi» e sul fatto che i cittadini abbiamo iniziato a parlare molto di programmi. Quanto alle accuse al suo sfidante, dice: «Massimo Bossi è una brava persona, che però è il candidato di un sistema di potere che io ho definito autoreferenziale».

Il centrodestra ha alzato il tiro contro la sinistra e ha accusato anche sul piano delle politiche per la famiglia, anche su temi (aborto, eutanasia) che con il Comune non c’entrano davvero. Così dice Massimo Bossi guarda anche a Milano: «è la filosofia di fondo che preoccupa, c’è una deriva pericolosa di Sel e Idv a Milano, dobbiamo prima sostenere famiglie con figli» Guenzani risponde che «di certo non è competenza comunale» e riconosce che nella coalizione «ci sono posizioni etiche diverse», ma chiede «di guardare al nostro programma, che è molto preciso e condiviso e sottoscritto da tutte le componenti».

Di fronte ad una sfida accesa e con gran dispendio di energie, qualcuno s’interroga sui costi della campagna elettorale. Edoardo Guenzani dice che la sua coalizione ha «superato di poco i 20mila euro». Massimo Bossi invece non sa dare un dato preciso: «non abbiamo ancora fatto i conti». E Guenzani insiste: «credo che la loro sia costata 20 volte più della nostra».

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 maggio 2011
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