Gli immigrati lasciano Varese

In provincia arrivano sempre meno immigrati e i lavoratori stranieri scelgono altri paesi, Germania e Francia in testa, che offrono migliori condizioni di lavoro e vita

«Gli immigrati abbandonano la provincia di Varese». I primi a lanciare l’allarme nel dicembre scorso furono alcuni delegati sindacali della Fim-Cisl, durante il direttivo di fine anno. «Molti lavoratori stranieri – spiega Mario Ballante, segretario provinciale dei metalmeccanici della Cisl – chiedono la mobilità anticipata, spediscono la famiglia in Germania e Francia , in attesa di raggiungerla. E’ una situazione che i nostri delegati presenti nelle fabbriche ci segnalano costantemente ».
I dati diffusi dalla Camera di Commercio di Varese (Fonte Istat) indicano una tendenziale diminuzione degli immigrati presenti sul territorio. Infatti, se tra il 2008 e il 2009, passando dalle 7.637 alle 8274 presenze, c’è stato un incremento pari al + 8,3%, nel 2010 questo incremento si è più che dimezzato (+ 4,1%). Il primo trimestre del 2011 conferma questa tendenza.
I lavoratori immigrati nel 2010 sono tornati a crescere leggermente (26.200 addetti) rispetto all’anno precedente (22.000). Ma siamo ancora ben lontani dai 30.000 lavoratori immigrati presenti nelle aziende del Varesotto prima della crisi. 
C’è un indicatore, secondo gli uffici dell’Anolf Cisl e delle Acli, che più di altri segnala il cambiamento in atto: è la diminuzione dei ricongiungimenti famigliari e delle domande di cittadinanza. 
Inoltre, secondo il Provveditorato agli studi di Varese, nell’ultimo anno non ci sono stati più nuovi ingressi nella scuola di alunni provenienti dall’Africa Settentrionale. 
«In questo periodo moltissimi cingalesi e magrebini se ne vanno – spiega Martine Hillgen, direttore dell’Anolf Cisl -. I primi perché da loro è finita la guerra, i secondi perché le condizioni ambientali in Italia non sono più favorevoli, i loro redditi sono crollati e dunque fanno molta fatica a vivere. Nell’ultimo mese ho fatto almeno venti pratiche di trasferimento per intere famiglie. Quelli che hanno le carte in regola se ne vanno in Francia, Germania e Inghilterra , cioè verso mercati del lavoro che offrono prospettive».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 maggio 2011
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