Iadonisi: «Con noi chi sceglie di essere libero»

Il candidato sindaco dell'Udc viene dalla tradizione democristiana e rivendica l'indipendenza dalle segreterie di partito: «Casini non ci ha imposto nulla e noi sogniamo una città più bella»

Francesco Iadonisi ha 42 anni, è un manager in un’azienda di Olgiate Olona, è sposato e ha due figli di 9 e 6 anni. E’ alla sua prima esperienza politica come candidato e rappresenta l’Unione di centro di Busto Arsizio che ha rifondato dopo che il vecchio gruppo dirigente è migrato in blocco nel Pdl. Viene dalle file della Dc giovanile ed è il nipote di Olga Boni, oggi impegnata nel terzo settore e un tempo assessore ai servizi sociali a Busto Arsizio. Il suo impegno va oltre la politica con un’associazione che ha fondato lui stesso insieme ad alcuni amici che si chiama “Progettando domani” e hanno creato un portale on-line protetto per i bambini della scuola primaria “Maria Immacolata” che si chiama “universodeipensieri.it” nel quale i bambini possono discutere nei forum e caricare materiale da loro prodotto.

Perchè ha deciso di candidarsi e ha evitato alleanze con soggetti a voi affini? Pdl o Indipendenti di Centro.

Per risolvere i problemi bisogna metterci la faccia. Sono una persona testarda e ho pensato a questo progetto coinvolgendo persone che sono neofite della politica. Inizialmente avevamo pensato di aggregarci al Pdl ma poi il ritorno della Lega Nord ci ha fatto tornare sui nostri passi e abbiamo deciso di andare da soli prendendo un rischio. Per quanto riguarda la possibile alleanza con Gian Pietro Rossi posso solo dire che chi parla di giovani e di impronte giovani dovrebbe farsi da parte se ha 84 anni. Quando abbiamo capito che voleva essere lui la prima donna abbiamo deciso di lasciar stare.

Un giudizio su questi cinque anni di amministrazione Farioli.

Non tutto quello che è stato fatto è da buttare via. Crediamo che l’impegno per la riduzione del debito e l’aumento degli investimenti siano un buon risultato ma l’errore sta nel non dire ch ha creato questo debito e nell’allearsi ancora con coloro che sono gli artefici del disastro economico del comune di Busto Arsizio. Purtroppo, però, né lui né il suo partito a livello locale hanno il potere di poter scegliere. A me Casini ha detto semplicemente: «hai mano libera». Il Pdl preferisce farsi tenere in scacco dalla Lega Nord che ha sottratto all’amministrazione tanti poteri accentrandoli su Agesp, un vero e proprio centro di potere leghista. Altra cosa che non apprezzo è stata la sequela di opere che ha avviato o finto di avviare in questi giorni: che senso ha fare una cerimonia di consegna delle chiavi del nuovo commissariato quando non sono nemmeno partiti i primi lavori?

Quali sono i problemi da risolvere subito nel caso in cui verrà eletto sindaco?

Servono dati certi ma posso dire che il primo aspetto sul quale ci impegneremo è l’approvazione del Pgt. Siamo in ritardo di anni e intanto si è costruito di tutto e di più senza alcuna coerenza architettonica. Credo che bisogna fermare questa logica che porta a costruire nuovi palazzi e riportare l’attenzione delle imprese sulle aree dismesse per trasformarle in centri di servizio. Busto, inoltre, ha una media pro capite di metri quadri di verde che è altamente al di sotto della media: 5 mq per abitante contro i 30 che dovrebbero essere.
Il secondo aspetto da affrontare subito è il problema sociale: la gestione dei servizi sociali non può essere equiparata a quella di un’azienda. Bisogna fare i conti con il bilancio ma cercando di rispettare le persone.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 maggio 2011
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