Il “capoluogo di confine” al voto

Nel paese di frontiera le discussioni ruotano attorno ai rapporti con la vicina Svizzera. In tre in lizza per la poltrona di primo cittadino: Pietro Roncoroni, Donata Mina Stocchi e Massimo Mastromarino

Lavena Ponte Tresa è probabilmente il Comune di medie dimensioni alla frontiera più importante della provincia di Varese. Un Comune che andrà al voto con tre candidati molto conosciuti sul territorio: c’è il sindaco uscente Pietro Roncoroni con la sua lista "Insieme si può", c’è Donata Mina Stocchi, già sindaco del comune rivierasco con la lista "Noi con Voi" e, per concludere, l’architetto Massimo Mastromarino che si presenta con "Fai vincere il paese". I temi espressi dai candidati hanno molti agganci con la vicina Svizzera, tutti desiderano riallacciare rapporti interrotti, per qualcuno dei candidati solo "momentaneamente tesi". Ci sono poi le opere pubbliche nell’agenda dei candidati: scuola nuova, un nuovo Municipio, una riqualificazione di aree sociali che qualcuno, in campagna elettorale, ha definito abbandonate. I cittadini di Lavena Ponte Tresa, sentiti, lamentano una "mancanza di attenzione alle infrastrutture da tempo, non da questa ultima amministrazione". Qualcuno dice che sorgono solo supermercati, che si bada poco alla vita sociale del paese. Altri considerano il posto come un dormitorio per frontalieri. Al Bar Dovrana, luogo di ritrovo di moltissimi giovani del paese, intavolando l’argomento si è accesa una costruttiva conversazione sul paese che si vorrebbe avere, con tanto di partecipazione degli avventori. «Bisogna prestare attenzione al mondo commerciale – ha detto Filippo Cardellicchio, gerente del bar – ci vuole conoscenza del settore per poterlo esercitare, per poter offrire Lavena Ponte Tresa come prodotto turistico, per sviluppare un indotto che fatica a vedere la luce». Filippo ci racconta degli anni d’oro, della presa d’assalto degli svizzeri del territorio locale. Acquisti, ristoranti, anche solo la presenza il sabato pomeriggio al mercato ma, come detto anche da altri avventori, non si può ridurre tutto a quello. «I giovani, ha continuato il gerente del bar, potrebbero avere qualcosa di più da questa zona ma è ormai nei geni delle persone, nei cromosomi, la vita del frontaliere. Come dargli torto, fin che c’è lavoro, ma bisognerebbe capire come intercettare meglio le esigenze ed i bisogni anche di queste persone, di queste famiglie che hanno poi solo il sabato e la domenica per vivere, parlo anche dei giovani». Stesso dibattito lo si affronta nel Camping di Lavena all’interno del quale in molti chiedono «iniziative volte al rilancio del turismo, con una maggiore attenzione per le strutture. A Ponte Tresa – hanno detto – è quasi impossibile fermarsi a dormire, non ci sono strutture in numero sufficiente». Una persona giovane, all’interno del camping, ci avvicina e ci dice anche che lui vorrebbe andare in discoteca quando viene qui ma non ci sono mezzi che lo portano dopo le 20 e, nemmeno a dirlo, mezzi che possano riportarlo. Definisce questo quasi un isolamento in un territorio che potrebbe dare molto. Insomma, nessuna critica secca alla locale amministrazione, i giovani guardano avanti e chiedono qualcosa alla nuova, a quella che si insedierà da lunedì. Maggior attenzione alle iniziative sociali, culturali e ludiche, non una volta l’anno ma con appuntamenti programmati. Una maggiore attenzione al turismo, alle strutture ricettive, alle iniziative ed ai suggerimenti che provengono dal basso. La contesa a tre avrà un vincitore lunedì sera, una persona che dovrà farsi carico, nella regione di frontiera, di problemi crescenti: frontalieri, occupazione e ristorni per citarne solo tre. Una persona che sappia dialogare con la politica ticinese, con le istituzioni sovracomunali per portare a casa progetti e idee utili al rilancio del più importante Comune di frontiera della provincia di Varese.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 maggio 2011
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