Il cordoglio della città

Le principali istituzioni e le associazioni ricordano la figura di Angioletto Castiglioni, partigiano e deportato nei lager nazisti durante la Seconda Guerra mondiale, scomparso martedì all'età di 87 anni

La morte di Angioletto Castiglioni lascia un grande vuoto nella città di Busto Arsizio che sarà difficile da colmare. La sua esperienza di vita unisce oggi in un unico abbraccio tutti i cittadini che si riconoscono nei valori della Costituzione che anche Angioletto ha contribuito a regalare alle nostre generazioni. Di seguito il cordoglio delle autorità, dei partiti e delle associazioni cittadine.

Il sindaco di Busto Arsizio Gigi Farioli, ancora convalescente dal lungo periodo di ricovero, è stato raggiunto dalla notizia immediatamente e ha subito predisposto la camera ardente all’interno del Tempio Civico e il lutto cittadino, previsto per sabato: «Le parole sono la cosa meno indicata per esprimere Angelo perchè è la storia della sua vita a parlare più di ogni altra cosa. Ha sempre rifuggito retorica ed enfasi e non ha mai sfruttato la sua storia per chiedere privilegi. E’ stato un grande amante della libertà e dei giovani. Lo ricordo con grande affetto e rammento come anche lo scorso 25 aprile, con le ultime stille di fiato, ha pronunciato parole di amore e di unità. Ora questa città deve essere degna».

Anche il circolo cittadino del Partito Democratico ha voluto esprimere parole di cordoglio: «Apprendiamo attoniti, con dolore profondo e sincero, la notizia della scomparsa di Angioletto Castiglioni. Oggi le parole sono soffocate dal cordoglio. Altri saranno i momenti del ricordo preciso, della capacità di esprimergli l’affetto e il significato della Sua presenza fra noi. Noi favoriti dalla sorte, per averLo potuto conoscere, ascoltare, abbracciare. Per aver avuto la possibilità di conoscere e imparare. Che ci sia sempre, ad ogni Consiglio Comunale, la Sua sedia con un fiore, un libro, una foto a ricordarci che è ancora lì, e lì sarà sempre per le generazioni future».

Il Comitato Antifascista: «La notizia della morte di Angioletto è una voragine di dolore come la storia che lascia. L’impegno sarà quello di essere degni della sua storia. Lui in questo modo riesce a rimanere in mezzo a noi. Saremo presenti in prima fila per partecipare alle celebrazioni che deciderà la città e ci associamo alla decisione di proclamare il lutto cittadino. Ci regala una grande lezione di dignità e di discrezione rara, che viene dalla lotta per la giustizia quotidiana».

L’associazione Articolo 3 e Antonio Corrado lo ricordano così:  «In questi anni abbiamo imparato a conoscerti e ad escoltare la tua testimonianza. E’ stato importante sentire i tuoi racconti ma soprattutto la tua grande capacità di costestualizzare la lotta al totalitarismo fascista con la realtà odierna.
Ci hai parlato di integrazione tra vecchi e nuovi italiani, di rapporti tra persone di diverse ideologie ed
è proprio dai tuoi ragionamenti che la lista civica "Articolo 3" ed ora l’Associazione Culturale Articolo 3 sono partiti e vogliono continuare a lavorare per unire sui temi civici tutte le persone di buona volontà con un unico legame indissolubile nell’articolo 3 della Costituzione, contro ogni discriminazione
grazie Angioletto per i tuoi insegnamenti. La speranza è di esserne degni»

La sezione cittadina della Lega Nord ha voluto ricordare la figura di Castiglioni: «Da oggi Busto è un po’ più povera, perché ci ha lasciato un uomo che per tutta la sua vita ha avuto la nostra città nel cuore, ci lascia un combattente, un uomo di grandi idee, un instancabile con forti valori morali, un Bustocco».

Le parole della Presidente della VII Commissione “Cultura, Istruzione, Formazione professionale, Sport e Informazione” di Regione Lombardia, Luciana Ruffinelli: «Con la scomparsa di Angioletto Castiglioni, Busto Arsizio perde la voce più considerata sui grandi temi di libertà e giustizia. La sua rigorosa coerenza di vita, il suo stile equilibrato e discreto costituivano un riferimento per giovani ed adulti che imparavano dal suo esempio i valori morali per cui vale la pena di vivere. Ho avuto spesso conferma che, oltre a costituire una testimonianza preziosa di storia vissuta, Angioletto fosse un modello di passione per la Nostra Città, e di cordialità e tenerezza nei confronti di tutti coloro che a lui si rivolgevano».

L’associazione 26per1 ricorda le parole dette da Angioletto in occasione della Festa della Liberazione: «La fatica con cui le parole vengono pronunciate, lo spasimo, il respiro che manca.
Il tempo che passa e un discorso che non finisce e che anzi vuole non finire. Per quello che dice, per come lo dice, per chi lo dice.Questo vogliamo ricordare di Angioletto, quando la mattina del 25 di Aprile ha nuovamente ribadito a tutta la sua città l’importanza di una libertà preziosa che diviene tangibile attraverso l’accoglienza del diverso, con le braccia tese in nome di un umanesimo forzatamente comune. Era il fervore del Nordafrica ad occupare i pensieri del partigiano. Una concezione di comunità, la sua, che stenta ad affermarsi in modo naturale e che rischia, oggi, di essere labile, individuale e lontana da un progetto condiviso e costruttivo che possa davvero tendere al bene. 26per1 saluta Angioletto e lo ringrazia per la sua testimonianza di vita: reduce e partigiano per la libertà, valore da comprendere e difendere, oggi come allora, perché gli sforzi antifascisti non siano stati vani. Perché le persone non siano nomi, ma carne, spirito e storie».

Il Portavoce provinciale della Federazione della Sinistra Varese, Antonio Cuomo esprime «cordoglio  per la morte di  Angioletto Castiglioni, partigiano e reduce del lager  nazista di  Flossenbürg. Ci lascia un’altra persona che ha dedicato la propria  vita, all’antifascismo e alla costruzione di un paese libero. Un uomo  che è stato e continuerà ad essere un punto di riferimento per tanti e tante a Busto Arsizio e in tutta la provincia di Varese». Gli fa eco la sezione bustocca di Fds: «Abbiamo appreso con grande dolore della scomparsa di Angioletto Castiglioni. Un uomo che con coraggio, non si è mai arreso e ha sempre combattuto per i suoi e i nostri ideali. Con la sua morte se ne va un pezzo di
storia bustocca, una parte fondamentale del nostro essere antifascisti. Con fervida passione, ha sempre diffuso i suoi ideali ancora dopo la Liberazione. Angioletto, infatti, non ha mai abbandonato i giovani, raccontando loro la sua storia e quel che significava il suo credo. Il suo ruolo a Busto Arsizio è stato e continuerà ad essere fondamentale, perchè la sua memoria non si perderà. Come spesso ci diceva: "voi
giovani siete come dei semi appena sparsi sul terreno, germogliate e crescete in nome della libertà e anche del perdono". Oggi desideriamo ricordarlo così: un uomo che ogni giorno della sua vita ha combattuto per migliorare la nostra società. Grazie Angioletto».

Cerardi Cosimo presidente dell’Associazione Eugenio Curiel di Busto Arsizio: «La morte di Angelo Castiglioni, segna la storia della nostra città. La sua esperienza resistenziale prima, e la sua deportazione poi è stata sempre motivo di riflessione per intere generazioni di militanti antifascisti bustesi. Noi a Busto Arsizio li abbiamo vissuti direttamente dal racconto di Angioletto Castiglioni, da una narrazione che era fatta in prima persona e che aveva segnato non solo il corpo ma anche la sua anima, un’anima che era diventata mai paga di democrazia e ricca di una perenne passione per la vita.
Si rivolgeva ai giovani perchè era rimasto giovane, si rivolgeva a tutti perchè intensa era la sua passione morale per la comunità. Dalla tragedia concentrazionaria nazista ne tornò uomo libero, libero di dire ciò che pensava, libero di insegnare l’amore per la partecipazione. Noi lo vogliamo ricordare retto e sempre attento alle vicende cittadine, permanentemente presente ai Consigli Comunali o nell’Agorà
della città, una città che conosceva bene . Era facile incontrarlo e discutere con lui dei problemi cittadini, le sue idee erano semplici ma efficaci, e chi discuteva con lui ne ricavava ulteriore consapevolezza . Dialogava con tutti ma senza mai sentenziare, attento alla comprensione e pronto a consigli.
La sua storia non è finita: noi continueremo a ricordarlo con affetto e soprattutto senza alcuna intenzione retorica. Con la sua intensa passione noi dell’associazione Culturale Eugenio Curiel di Busto Arsizio lo salutiamo: "ciao Angioletto"».

La sezione  A.N.P.I Belluria di Castellanza saluta Angioletto con i versi di Tanino Castiglioni: «Non è lugubre silenzio, ma è muto canto di gloria, perché Ti sappiamo lassù, Angelo Tu tra gli angeli».

Il circolo di Busto Arsizio di Sinistra Ecologia e Libertà ricorda con riconoscenza e affetto la figura di Angioletto Castiglioni, vittima della brutalità nazifascista e testimone per tutta una vita dell’incancellabile verità storica che nessuno potrà tentare di attenuare nella sua spaventosa portata distruttiva e disumanizzante.  La figura mite, composta, sempre dialogante di Angioletto, resta per noi come esempio di fedeltà ai valori umani e civili che fanno grande e umana una comunità come la nostra spesso smarrita dietro le chimere del successo, dell’opportunismo, della viltà ben pagata al servizio del potente di turno. Grazie Angioletto.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 maggio 2011
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