Il duca Amedeo di Savoia Aosta ha celebrato il risorgimento varesino

È stato un invito dovuto, dice l'"Associazione Varese per l’Italia 26 maggio 1859", "perché siamo nati con l’intento di coltivare gli ideali di quelle giornate"

Anche se, come dice il duca, «il significato della nobiltà oggi non è un titolo ma è nell’animo delle persone», la visita a Varese del duca d’Aosta Amedeo di Savoia e di sua moglie duchessa Silvia Paternò d’Aosta, non è stata priva di una certa carica cerimoniale e della commozione dell‘“Associazione Varese per l’Italia 26 maggio 1859” che lo ha invitato.
Un invito dovuto, spiegano dall’associazione, «perché siamo nati con l’intento di coltivare gli ideali delle giornate di maggio del 1859 e la storia della famiglia Savoia Aosta e del duca incarna quei principi e quegli ideali».
Ideali di unità, riconoscenza e solidarietà che il duca auspica continuino a emergere «in questa giovane Italia». Uno stato che spesso bistratta la sua unità «ma che è la sua caratteristica più importante come si è visto nelle celebrazioni del 17 marzo». Una data, ha detto Amedeo di Savoia, che «con l’esempio straordinario di Napolitano ha saputo trasmettere una forte carica, come la vittoria dei mondiali di calcio. È stato bellissimo – ha spiegato il duca – vedere i balconi degli italiani esporre il tricolore».
Ma tra quei principi c’è anche la solidarietà e il duca non ha dubbi, «giustamente ci occupiamo spesso di diritti ma non bisogna trascurare i nostri doveri, di uomini e di patria», doveri che declinati nelle tante situazioni odierne, «possono essere anche quelli dell’accoglienza: pensiamo alla drammatica situazione dei rifugiati del nord Africa. Con i tantissimi comuni che ci sono in Italia se adottassero le famiglie dei rifugiati in questo momento di crisi acuta riusciremmo a risolvere il problema».
Duca e consorte hanno visitato la Mostra risorgimentale a Villa Mirabello e fatto un breve percorso risorgimentale nel centro cittadino dove hanno omaggiato il monumento del garibaldino in Piazza Podestà.
L’Associazione Varese per l’Italia ha anche ragalato al duca un magnifico ritratto dello zio Amedeo d’Aosta, eroe dell’Amba Alagi, recentemente emerso dall’oblio di una casa varesina.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 maggio 2011
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