Il Facchinetti reclama trasporti pubblici migliori: “Non siamo di serie B”

L'istituto tecnico lancia un appello alle istituzioni, alle compagnie di trasporto e agli industriali varesini per avere servizi di trasporto pubblico

L'Isis Facchinetti L’anno scolastico è ormai agli sgoccioli ma il problema dei trasporti rimane vivo. Così, proprio in dirittura d’arrivo, il dirigente dell’Isis Facchinetti Carlo Famoso ha convocato la stampa per ribadire l’insufficienza dei collegamenti pubblici con la scuola: « Ormai da mesi presso il nostro istituto è in corso un’analisi del problema dei trasporti, resasi necessaria in quanto il territorio ha mancato nei nostri confronti in tal senso, non comprendendo la natura e l’entità del problema – afferma la vicepreside Anna Bressan -  A conclusione di detta analisi, abbiamo rilevato la complessità del problema; di conseguenza abbiamo deciso di chiedere l’aiuto delle istituzioni in collaborazione con le compagnie di trasporto, affinché vengano attuati provvedimenti concreti, in modo da rendere il nostro istituto raggiungibile quanto quelli situati in zone assai meglio servite dai mezzi pubblici: i nostri studenti hanno diritto ad avere pari opportunità rispetto agli altri; le famiglie, e i ragazzi possibili futuri studenti, devono avere la possibilità di scegliere liberamente di frequentare il nostro istituto senza essere condizionati dalla difficoltà a raggiungerlo; il territorio ha il dovere di investire sul proprio futuro agevolando la formazione dei futuri tecnici che il mondo del lavoro richiede. 
Facciamo presente che le famiglie sono molto interessate al tipo di istruzione tecnica che l’istituto offre: le iscrizioni per il prossimo anno scolastico sono nettamente superiori rispetto agli anni passati, e si deve dunque tener conto di un’utenza in aumento.
Il problema consiste nel fatto che il nostro Istituto è ubicato in una zona (adiacente all’area dell’ex mostra del tessile, tra Busto Arsizio e Castellanza) che non è del tutto esatto definire “periferia”: la periferia, infatti, gode in genere di un regolare passaggio di almeno un’autolinea urbana durante tutto il corso della giornata. Diciamo allora più correttamente che l’Istituto è ubicato in “terra di nessuno”, perché, a parte i nostri studenti, la gente non ha alcun motivo di recarsi in quella zona con i mezzi pubblici. Succede quindi che da e per l’Istituto ci sia, quando va bene, una corsa soltanto da ogni località, sovente ad orari disagiati, o subordinata a varie coincidenze, e che spesso si rischia di perdere, con le seguenti conseguenze: 

  1.   in caso si tratti della corsa di andata, perdita dell’intera giornata scolastica
  2.    in caso si tratti della corsa di ritorno, impossibilità di rientrare a casa prima del tardo pomeriggio o necessità di ricorrere a mezzi propri

Unici rimedi, non alla portata di tutti e non necessariamente validi, l’aiuto dei genitori (ma dove va a finire l’autonomia?), e i “mezzi propri”. Non si tratta di problemi di singole persone, ma di disagi diffusi, riguardanti molte località e anche zone degli stessi comuni di Busto e Castellanza. 
Naturalmente, non parliamo di attività di recupero scolastico, sia nel mese di settembre prima dell’apertura della scuola, o di attività culturali integrative dell’istituto, e neanche del patentino per il ciclomotore… a quegli orari, per molti studenti che si servono di mezzi pubblici, la frequenza è un lusso che non si possono permettere. Siamo arrivati al punto di dire ai figli: “Non prenderti l’esame a settembre, perché non c’è neppure l’autobus per andarci”, infatti il servizio scolastico inizia con le lezioni, e non il primo di settembre. Tenuto poi conto che la spesa di una famiglia per il servizio di trasporto varia dai 180 ai 500 euro annui, a seconda della provenienza dello studente, a fronte di tali cifre ci si aspetterebbe un servizio adeguato. Come già detto, il problema coinvolge molti comuni e alcune compagnie di trasporto, e non è di facile soluzione neppure per detti enti presi singolarmente. Chiediamo pertanto che comuni e compagnie di trasporto prendano atto della situazione, si incontrino tra loro e con il Dirigente scolastico (anche la componente genitori è disponibile al confronto e alla collaborazione).

Nei prossimi giorni sarà inviata alle istituzioni, alle compagnie di trasporto, una lettera a nome dei rappresentanti dei genitori, sostenuti dall’intero consiglio d’istituto e dal nascente comitato genitori dell’Istituto stesso, in cui si espone la situazione nel dettaglio, si presentano le nostre richieste, e si chiede aiuto e collaborazione in tal senso. Ci rivolgeremo in questa lettera anche all’UNIVA, in quanto gli industriali della provincia di Varese sono certamente interessati al problema, vista la richiesta di tecnici qualificati sul mercato del lavoro. 
Facciamo presente di aver già raccolto almeno quattrocento firme, senza ancora aver contattato gli oltre duecento iscritti alle future classi prime».
Nel corso dell’incontro, il dirigente scolastico ha auspicato che la nuova giunta di Castellanza abbia un atteggiamento più disponibile e di collaborazione con l’istituto, una collaborazione fino ad oggi inesistente

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 maggio 2011
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