Il Fronte indipendentista punta su Abaleo

Sociologo e responsabile dell'ufficio relazioni pubbliche dell'Inps di Varese. Presenta un programma orientato a lavoro, la sicurezza e la corretta gestione delle risorse

nicola flavio abaleoNicola Flavio Abaleo è il candidato sindaco del Fronte Indipendentista Lombardia alle elezioni amministrative del comune di Brebbia.
 

Ci racconti qualcosa di lei…
«Sono nato a Termoli nel 1949, sono sociologo. Lavoro come responsabile dell’ufficio relazioni pubbliche dell’Inps di Varese».
 

Che cosa la lega di più al suo paese?
«Mia moglie è giapponese. A Brebbia dice che ha ritrovato la sua terra. La mia casa è immersa nel verde: a sinistra si vede il monte Rosa, a destra il Sacro Monte… È uno scorcio naturale emozionante e rilassante».
 

Come si è avvicinato alla politica?
«Ho avuto delle esperienze politiche a Milano, sono stato nel sindacato nella segreteria provinciale della Uilca. Dopo gli anni di tangentopoli mi sono avvicinato al nuovo Psi, poi all’Udc ma non ne condividevo le linee generali. Oggi ho deciso di appoggiare questo nuovo progetto politico».
 

Come descrive il suo gruppo?
«Guido una lista che raggruppa persone giovani e provenienti da mondi ed esperienze diverse. Vogliamo rappresentare tutti i brebbiesi e abbiamo costituito una lista mossi dalla convinzione che negli ultimi anni le amministrazioni abbiano tenuto in minima considerazione le reali esigenze della cittadinanza».
 

Qual è la prima cosa che farebbe se venisse eletto?
«Vorrei capire come sono state spese le risorse e quanti sono i fondi a disposizione del comune. È facile fare promesse ma prima di tutto bisogna rendersi conto dello stato del bilancio. Ho il sospetto che esista un grosso debito a cui chi governerà dovrà far fronte».
 

Quali sono le linee generali del vostro programma?
«Abbiamo tracciato tre grandi linee guida: il primo punto riguarda la gestione economica. Vogliamo ottimizzare le risorse per ridurre gli attuali gravosi impegni economici sottoscritti da chi ha governato il paese fino a d oggi. Il secondo punto è la sicurezza sociale, il terzo e il sostegno del lavoro sul territorio. Siamo convinti che lo sviluppo economico del territorio, con la massima attenzione al rispetto dell’ambiente, possa favorire un giusto incremento delle attività produttive e commerciali che possano incrementare il lavoro dei residenti, favorendo flussi migratori in ingresso virtuosi non solo di persone, ma anche di imprese e di attività produttive capaci di far dronte alla crisi economica». Guarda il programma in dettaglio
 

Di quali interventi secondo lei ha più bisogno il centro?
«Occorre ripensare la viabilità. Il centro soffre il problema del traffico soprattutto negli orari di punta. Serve un piano per eliminare il passaggio del traffico pesante dal cuore del paese».
 

E le frazioni?
«Ci sono delle problematiche da risolvere che vanno dai servizi alla sicurezza. Inoltre dobbiamo pensare anche al turismo: tutto il territorio comunale potrebbe essere valorizzato meglio. Abbiamo il lago ma siamo ancora considerati la sponda magra».

 

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 maggio 2011
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