Il futuro del tessile è nella tracciabilità

Convegno ai Molini Marzoli sulle prospettive del settore chiave dell’industria bustocca. Lara Comi: “Il nuovo regolamento europeo è un segnale storico”. E Catia Polidori annuncia incentivi da 5 milioni per le imprese

Le prospettive del settore chiave dell’industria bustocca (e non solo) al centro di un convegno alla Sala Tramogge dei Molini Marzoli: “Quale futuro per il tessile italiano?”. Presenti diversi esponenti del mondo politico, istituzionale, universitario e imprenditoriale: l’europarlamentare Lara Comi e la sottosegretaria allo Sviluppo Economico Catia Polidori, il docente del Politecnico di Milano Alfredo Cigada, il vicepresidente della Provincia di Varese Gianfranco Bottini, il presidente di CEAM Group Ettore Guarneri, Mario Montonati e Grazia Cerini, presidente e direttore generale del Centro Tessile Cotoniero e Abbigliamento, Renata Cerutti, presidente dell’associazione degli ex allievi dell’ITIS “Facchinetti”, e Piero Sandroni in rappresentanza del PoloTexSport.
Il momento forse più atteso del convegno è stato l’annuncio da parte di Catia Polidori di un nuovo provvedimento a favore del settore: “A breve – ha detto la Polidori, freschissima di nomina a sottosegretaria – il nostro Ministero emanerà un decreto che metterà a disposizione 5 milioni di euro per le imprese tessili che adotteranno un sistema di tracciabilità riferito sia ai luoghi che ai metodi di lavorazione. Ci battiamo per un’adeguata etichettatura, così come facciamo contro la contraffazione e per la concessione di aiuti alle imprese; è una dura battaglia a livello comunitario in cui ci troviamo spesso soli, e per la quale stiamo sviluppando un’azione a largo raggio, non solo all’interno dell’Unione ma anche sui mercati extracomunitari. Lottiamo anche perché si diffonda lo strumento della rete d’impresa, affinché i piccoli imprenditori possano collaborare e competere con i grandi. Il tessile per noi non è un settore qualunque, ma la leva che può rilanciare l’intera economia italiana”. Incentrato sul regolamento sul tessile approvato il 10 maggio scorso dall’Europarlamento l’intervento di Lara Comi, che ricopre anche il ruolo di vicepresidente dlla Commissione Mercato Interno e Tutela del Consumatore: “Con il nuovo regolamento, che riunisce in un unico testo tutta la legislazione esistente relativa ai nomi dei prodotti tessili e all’etichettatura, si è fatto un passo avanti e si è aperto un nuovo capitolo per l’Italia e in Europa. Una grande novità, soprattutto perché il Consiglio non aveva mai accettato nessuna forma di tutela del Made in Italy; oggi invece si è impegnato in una dichiarazione congiunta con il Parlamento. Un segnale di quanto sia ritenuto importante fornire ai consumatori finali un’informazione completa e veritiera. Peccato solo che la Lega Nord abbia voluto votare contro il regolamento, con la motivazione che non prevedeva l’entrata in vigore immediata della tracciabilità: non avremmo mai potuto farlo, ci siamo dati un anno di tempo per studiare le forme e i modi con cui realizzarla, attraverso studi che chiedano anche la collaborazione delle imprese”.

Nel suo saluto iniziale, Gianfranco Bottini ha voluto ringraziare l’esecutivo per il suo lavoro: “Il settore tessile si sta dibattendo tra molte difficoltà, cercando la sua strada; fa piacere constatare che anche da parte del governo, dopo tanti sacrifici, sia arrivato finalmente il momento del rilancio”. Concetto sottolineato anche da Mario Montonati: “Ciascuno è artefice della propria sorte, ma sicuramente nel “ciascuno” oltre agli imprenditori devono esserci anche il governo e le istituzioni: l’azienda non può sopravvivere da sola, ha bisogno di sinergie e di fare sistema. E il certificato di tracciabilità può essere uno degli strumenti più importanti in questo senso, a vantaggio sia delle aziende, sia dei consumatori”.
Il professor Alfredo Cigada sottolinea invece il ruolo che gli atenei possono assumere nello sviluppo: “In questo momento le università e i centri di ricerca sono particolarmente aperti alla collaborazione con le aziende. L’invito alle PMI è quello di provare a parlare con le università, discutere delle proprie idee e dei propri problemi per valutare un’eventuale soluzione. Uno dei modi per rafforzare la collaborazione è quello di accedere a finanziamenti pubblici: spesso la partecipazione ai bandi è un grosso onere per le imprese, in questo possiamo aiutarle e restare al loro fianco”.

Il convegno è stata anche un’occasione per presentare i risultati del questionario presentato ai consumatori nel corso della settimana dedicata al Made in Italy: 519 gli intervistati, che hanno sottolineato tra i vantaggi associati ai prodotti realizzati in Italia la sicurezza, la tutela dell’economia nazionale, la tracciabilità, le migliori caratteristiche qualitative.
Non è potuto essere presente invece il sindaco Gigi Farioli, bloccato dai postumi dell’indisposizione che lo ha colpito in campagna elettorale: “Sono particolarmente lieto – ha detto il sindaco nel saluto inviato al convegno – del fatto che si stia creando una rete per smentire il luogo comune secondo cui il tessile è un settore in crisi e senza avvenire. Rilanciarlo è una sfida che molti ritengono troppo difficile ma che, ne sono sicuro, gli interventi di questa sera contribuiranno a vincere, anche nel segno di una collaborazione tra produttori e consumatori”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 maggio 2011
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