Il Pdl e “tutto quello che non è stato detto in campagna elettorale”

Bossi e i rappresentanti delle liste che lo sostengono al Teatro del Popolo. Caianiello: «Sono entrati a gamba tesa leader nazionali che hanno spostato il dibattito»

Che cosa non è stato detto in campagna elettorale? Una domanda che apre un capitolo intero per il Popolo della Libertà riunito nella penultima serata di campagna elettorale al Teatro del Popolo.Massimo Bossi, insieme ai rappresentanti di ognuna delle otto liste che lo sostengono, ha voluto riportare il dibattito sui progetti per Gallarate. E anche se la serata è iniziata con 45 minuti di ritardo, come già successo due settimane fa su Amsc («ma come, ci hanno detto puntuali alle 20, sono le 21 e non c’è ancora nessuno» si lamenta un militante) e ha raccolto non più di una sessantina di persona, il pubblico non ha risparmiato applausi soprattutto a Nino Caianiello (PDL), sul palco come rappresentante del Pdl. «In queste settimane – spiega – avremmo voluto portare il dibattito su come migliorare il lavoro fatto in questi ultimi dieci anni. Invece ci siamo trovati di fronte

 a una campagna elettorale in cui sono entrati a gamba tesa leader nazionali che hanno spostato il dibattito su scenari non locali». Per questo, quindi, a due giorni dalle elezioni, il centrodestra ha deciso ditogliersi non pochi sassolini dalle scarpe. «Noi – continua Caianiello – dobbiamo ricordare che nessuno si è alzato per dire che Gallarate non è mafiosa, ma ha preferito specularci. La nostra città è ricca e può essere toccata  da fenomeni poco puliti, ma se ci fossero comportamenti dubbi, sarei il primo a denunciarli».
Ma cosa vorrebbero fare, nei prossimi cinque anni, gli aspiranti consiglieri comunali delle varie liste? Laura Martegani della lista “Bossi sindaco” punta l’attenzione sul PGT approvato proprio a fine legislatura. «È un provvedimento che rimette in gioco le chances di Gallarate e può riportare la città ad avere un ruolo di primo piano. Pensiamo ad esempio alle possibilità per rilanciare il commercio e riorganizzare le periferie».
Per Salvatore Cosco della “Lista civica Cosco” le priorità sono tre: «sport, giovani e scuola e i disabili, obiettivi del tutto in linea con il programma di Bossi».
Moreno Carù della “Lista Rioni” mette a servizio della futura amministrazione e della città «le capacità acquisite dai nostri candidati negli ultimi cinque anni nei “parlamentini”. Amministrare è un lavoro complesso e impegnativo, ma noi mettiamo a disposizione le nostre professionalità».
Cattelan, della lista di Magdi Cristiano Allam, punta tutto sull’«etica della cultura politica, la dignità della persona e della famiglia come cellula fondante della società».
Famiglia al centro anche per Luigi Patrini, dell’Udc che sottolinea come «Gallarate sia un laboratorio politico non perché Pdl e Lega vanno separati, ma perché qui l’Udc sostiene il candidato pidiellino. Capisco che Casini abbia criticato Berlusconi, ma il premier ha fatto male a mandarlo via».
E infine Donato Lozito, candidato nella lista “Mucci – Orgoglio gallaratese” fondata dall’ex sindaco Nicola Mucci. «Hanno cercato di dire che si tratta di una lista civetta, ma non è vero. Il nostro progetto nasce da un’esperienza di dieci anni di governo che vogliamo portare avanti». 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 maggio 2011
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