Il sexy-shop vicino alla chiesa non può aprire

Sentenza del Tar dopo il ricorso della proprietaria contro l’ordinanza del comune che ne vietava l’apertura. Il sindaco: “Non siamo bigotti, ma lì non è opportuno”

L’ordinanza contro il sexy shop è regolare. Lo ha deciso il Tar di Milano che elle ultime ore ha deciso di non dare ragione alla titolare dell’esercizio commerciale che voleva aprire il negozio in centro a Tradate, a pochi metri dalla chiesa parrocchiale di Santo Stefano. Il Tar aveva inizialmente sospeso l’ordinanza, ma ora la decisione annulla quella sospensione. «Il tribunale non si poteva certo esprimere sul contenuto dell’ordinanza – commenta il sindaco Stefano Candiani -. Ma abbiamo compiuto i passi amministrativi giusti, e ci è stata data ragione».
La questione risale ai mesi scorsi quando l’esercizio dal nome “Bollicine”, di proprietà di una donna tradatese che gestisce anche un negozio analogo a Varese, sarebbe dovuto aprire a duecento metri dalla chiesa parrocchiale, quasi di fianco a una libreria religiosa. Il comune emise quindi un’ordinanza, in cui si prevedeva che non potessero aprire in centro per questioni di decoro e sensibilità. «Non siamo bigotti – spiega ancora Candiani -, semplicemente non ci sembrava opportuna una collocazione di questo tipo, in una via dove spesso passano anche i cortei funebri per recarsi al cimitero. E per chi politicamente ha preso le difese del negozio, dico semplicemente che confermiamo questa nostra posizione, rivendicando quanto fatto finora. Un sexy shop in quella collocazione non è adatto».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 maggio 2011
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