“In biblioteca non c’è posto per gli studenti”

Una lettrice protesta: “Sono stata mandata via dalle sale di lettura, anche se vuote, e ho dovuto rinunciare a un pomeriggio di studio”. La risposta della direttrice

Caro Direttore,
Le scrivo per raccontarle la mia disavventura odierna, in un tranquillo pomeriggio da studentessa.
Verso le 15.30 mi sono infatti recata presso la biblioteca civica di Busto Arsizio per adempiere ai miei doveri di studio in vista degli esami universitari.
Una volta entrata, è bastato poco per rendersi conto che non c’era neanche un posto libero nelle zone adibite allo studio. Ho allora cercato una soluzione di ripiego, e momentanea, nella sala di lettura periodici, ma nonostante questa fosse praticamente vuota, mi si è avvicinata un’impiegata per chiedermi neanche troppo cortesemente di alzarmi, poiché lì non potevo studiare. Alla mia giustificazione che nelle aule studio non ci fosse un solo posto libero non si è preoccupata più di tanto, indirizzandomi al piano superiore dove è presente un altro spazio di lettura solitamente utilizzato dai bambini.
Anche lì però un addetto mi ha detto che non potevo stare, nonostante non ci fosse nessuno. Mi sono quindi vista costretta ad uscire e abbandonare l’idea del tranquillo pomeriggio di studio.
Le chiedo quindi Direttore, ma com’è possibile che una città di 80 mila abitanti come Busto Arsizio sia in grado di offrire meno di un centinaio di posti studio nella biblioteca civica? Com’è possibile che nessuno nell’Amministrazione abbia mai pensato alla necessità di ampliare gli spazi bibliotecari per migliorare l’accesso al diritto allo studio per i giovani bustocchi? E che nessuno nella recente campagna elettorale abbia "cavalcato" questo argomento unitamente alla necessità dell’ampliamento dell’orario, eliminando la chiusura tra le 12.30 e le 14.30?
La ringrazio e spero di leggere presto una sua risposta,

Angela

Risponde Loredana Vaccani, direttore della Biblioteca Civica di Busto Arsizio:
“Il problema della mancanza di spazi esiste, ed è il risultato della continua crescita del servizio bibliotecario, arrivato a più di 110.000 prestiti, ma anche del grande afflusso di studenti e del successo delle attività di animazione per le scuole. C’è un progetto, che mi auguro sarà realizzato al più presto, per aumentare i posti a disposizione utilizzando gli spazi della sala Zappellini.
Detto questo, come la stessa lettera sottolinea, la nostra è la biblioteca di una città di 80.000 abitanti e vuole essere al servizio di tutti, senza ledere i diritti di nessuno. Mi dispiace per quanto accaduto alla lettrice, ma purtroppo è necessario lasciare liberi gli spazi riservati alla consultazione dei periodici e alla sala lettura dei bambini, altrimenti gli utenti di questi servizi non potrebbero usufruirne. Siamo, del resto, una delle biblioteche che pone meno vincoli alla consultazione libera e allo studio.
Non siamo certo felici di lasciare fuori gli studenti dalla biblioteca; dobbiamo però chiedere a tutti la massima collaborazione e comprensione fino a quando i problemi di spazio non potranno essere risolti, magari sul modello di altri paesi, in cui esistono luoghi appositamente dedicati all’attività di studio”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 maggio 2011
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