In piazza la festa per Edoardo Guenzani

I sostenitori del centrosinistra, in arancione, invadono pacificamente la piazza. Risuona "Bella ciao", dopo l'inno di Mameli cantato a gran voce in aula consiliare

La grande festa di Edoardo Guenzani e del centrosinistra va in scena in piazza Libertà. L’ingegnere ritrova il sorriso dopo le ore di attesa e gli attacchi dei giorni precedenti, abbraccia laEdoardo Guenzani sindaco di Gallaratemoglie e le regala il mazzo di fiori appena ricevuti dal rappresentante di una comunità straniera. «Dico la verità, fino all’ultimo non pensavo di vincere», ammette. Di certo però lui, ingegnere, non pensava alle somme algebriche dei voti di Lega e PdL, che non lasciavano spazio alcuno: ma questa sera il popolo in arancione del centrosinistra non è l’unico a festeggiare, in una elezione che cambia completamente lo scenario locale. A cento metri di distanza, al Lega Point (diventato per 15 giorni "Gallarate Onesta point") espongono un cartello "Chi ha votato Giovanna Bianchi non ha votato Massimo Bossi", versione aggiornata di quello usato nelle settimane precedenti. In piazza si raccolgono le bandiere arancioni della civica e i drappi fatti in casa, arancioni con le scritte bianche: "Gallarate liberata" dice lo striscione più forte. Bandiere del Pd, quelli di Sinistra Ecologia e Libertà le hanno persino dimenticate a casa nella foga: «davvero ci sentiamo parte della coalizione» dice Cinzia Colombo, a cancellare l’immagine data dal centrodestra di una Sel che tiene in ostaggio il resto del centrosinistra. Cantano anche "Bella ciao", in piazza, davanti a qualcuno che li guarda in modo strano: in fin dei conti Gallarate è sempre una città fondamentalmente di centrodestra, a cui la piazza, i canti partigiani, l’esporsi direttamente, non piacciono. Ma "Bella ciao" fa il paio anche con l’inno di Mameli cantato a gran voce nella sala consigliare, mezzora prima, tutti insieme, anche i finiani che hanno appoggiato esplicitamente il centrosinistra. I giovani sono entusiasti: «Sapevamo di potercela fare, me lo sentivo, me lo sentivo» ci dice una ragazza, che aggiunge anche che «anche se avessimo perso, avremmo comunque fatto emergere la Gallarate migliore».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 maggio 2011
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