La Lega attacca: “Massimo Bossi e la sua giunta sono incoscienti”

Il segretario del carroccio Stefano Candiani denuncia: "se ne sono andati e hanno lasciato lì profughi e volontari". Intanto lo scontro Lega-PdL si sposta anche sull'ospedale

La Lega Nord attacca a testa bassa la giunta gallaratese: «Ieri sera ho visto gente incosciente» dice il segretario provinciale del carroccio Stefano Candiani. «L’assessore Cazzola, con ipocrisia smisurata, ha dato una pacca sulla spalla ai volontari e se n’è andato, lasciando lì solo i volontari e i vigili. Neppure il Comandante, solo due vigili». Candiani esprime perplessità e preoccupazione di fronte all’atteggiamento visto in via Degli Aceri: «Cosa succederà nei prossimi 5 anni con questa gente? Ci riflettano gli elettori». La polemica elettorale sull’episodio è dunque accesissima, contro Massimo Bossi candidato del PdL, ma anche contro il centrosinistra («l’altra sera non ho visto nessuno del centrosinistra, del Pd, di Rifondazione, di Guenzani») e contro l’ex sindaco Nicola Mucci, «un sindaco che prima se ne va a Sondrio e poi torna in città a fare propaganda al Maga, luogo che viene negato ad altre manifestazioni ma viene data al PdL.

L’allusione di Candiani non è casuale: è ancora aperto lo scontro sulla presenza di Mucci nella campagna elettorale, con la minaccia del capogruppo leghista in consiglio regionale Stefano Galli di una mozione di censura verso Mucci, direttore dell’Asl di Sondrio. L’ex sindaco ha tenuto un profilo più basso negli ultimi giorni, ma nelle file del PdL c’è chi ha alzato il tiro: dopo «l’offesa fatta a tutto il PdL» con le critiche a Mucci, Rienzo Azzi – il consigliere regionale dell’area laica, vicinissimo a Nino Caianiello – ha ipotizzato la richiesta di «dimissioni di Cristina Cantù, che ha accolto l’assessore regionale Bresciani in una visita di chiaro sapore elettorale». La direttrice del’ospedale è vicina alla Lega, che non ha davvero gradito: «Azzi parla anche di padrini. Una parola – ribatte Candiani – che qua non sappiamo cosa significhi, forse nel PdL parlano di padrini».
Scontro aperto, dunque, a Gallarate con appendice a Milano. Un tassello nel più ampio scontro nazionale tra Lega e PdL, nonostante l’accordo trovato in extremis in Parlamento. Perché la linea del carroccio è chiara: «noi l’avevamo detto, le bombe avrebbero portato i profughi».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 maggio 2011
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