La Ponti tra i litiganti: «Vera alternativa l’impegno civico»

Alla sua terza candidatura come sindaco si presenta con "Impegno per la città" e si chiama fuori dalla mischia elettorale cercando l dialogo coi cittadini: «Assemblee consultive con i cittadini»

Maria Grazia Ponti ha 56 anni ed è alla sua terza esperienza come candidato sindaco per Castellanza. Avvocato con uno studio nel cuore di Busto Arsizio ma da sempre impegnata nel sociale e nella politica castellanzese è stata giudice conciliatore dal 1980 al 1994 in Castellanza e presidente della casa di riposo fino al 2004. Nel suo curriculum politico, invece, ci sono quasi due anni da sindaco tra il 2004 e il 2005 e cinque anni di opposizione dal 2006 al 2011. Questa volta vuole riprovare a salire sulla poltrona più alta di Castellanza. Di lei dicono che dietro il suo sorriso gentile c’è una gran voglia di comandare ma lei risponde con lo stesso sorriso: «Se mi candido a sindaco sono consapevole del fatto che devo anche decidere». Si candida con la lista “Impegno per la città” e sa che può approfittare delle divisioni a destra e a sinistra.

Ha fatto girare un volantino nel quale sottolinea la coerenza della sua lista e sottolinea le spaccature delle altre compagini. E’ questa la via per vincere?

Più che altro abbiamo voluto rimarcare con forza la nostra coerenza. Abbiamo sempre rispettato le altre liste e quel volantino non voleva di certo screditare nessuno ma solo far prresente qual’era il quadro politico castellanzese cinque anni fa e qual’è oggi. Gli unici a rimanere coerenti siamo stati noi che abbiamo respinto anche qualsiasi corteggiamento. La nostra è una vera lista civica che non ha segreterie di partito a cui fare riferimento. Per governare bene non si possono avere segreterie che decidono fuori dalle sedi competenti quello che si deve o non si deve fare. Ha molto più valore la formazione civica. Nella nostra lista ci sono persone provenienti dal centrodestra, dal centrosinistra ma tutti hanno la consapevolezza che gli schieramenti politici, in Impegno per la Città, devono rimanere fuori dalla porta.

Qual’è la percezione della città?

Parlando con le persone nei vari gazebo ho potuto notare una certa confusione, gli elettori sono disorientati e si chiedono perchè l’ex-maggioranza sia divisa in 4 liste e il centrosinistra in tre. La gente si chiede come abbiano potuto lavorare insieme 5 anni, cosa li teneva uniti? La maggioranza uscente non ha nemmeno presentato il bilancio consuntivo del 2010 per paura di andare sotto. Chi vincerà dovrà fare un atto di fede.

Avete basato la vostra campagna su due parole: impegno e partecipazione. In che modo pensate di attuarle?

Abbiamo capito che senza la partecipazione del cittadino non si può pensare di governare la città. Adesso, poi, con 8 liste si vincerà con una percentuale piuttosto bassa per questo sarà molto importante sentire i cittadini attraverso assemblee consultive. Poi è giusto che chi governa decida e si prenda la sua responsabilità che gli elettori hanno voluto conferire. Pensiamo anche che, in caso di vittoria, vadano coinvolte anche le minoranze per poter attuare un progetto più condiviso possibile. Non arriverei all’estremizzazione di Abruzzo che proporrebbe un patto di governo con la seconda lista più votata, quello è utopistico e si rischierebbe il blocco dell’azione amministrativa. Immaginate Abruzzo e Bettoni che governano insieme…

Veniamo al programma. Quali sono i punti di forza della vostra proposta? Di cosa ha bisogno Castellanza?

Vanno riannodati i fili del dialogo con gli enti superiori e con tutte le realtà che operano su Castellanza. Ad esempio sulla nuova stazione serve una vera e propria conferenza programmatica con Fnm e Regione Lombardia per chiarire una volta per tutte se si farà l’interscambio a Castellanza, se è attuabile la soluzione del tram-treno e, da subito, ottenere l’apertura di servizi al viaggiatore come la biglietteria, l’edicola. Insomma che non sia più una cattedrale nel deserto. Anche sul collegamento con navetta serve un ragionamento complessivo che coinvolga tutti quelli che hanno un interesse a partire dalla Liuc, la stessa amministrazione e le Ferrovie Nord ma anche le due realtà sanitarie che attirano pazienti anche da fuori città. In buona sostanza non è possibile che ognuno si faccia la sua navetta e guardi solo al proprio orticello.

Castellanza è la città delle aree “ex”. La ex-Inghirami, la ex-Mantegazza, il sedime ex-Ferrovie Nord, ex-Esselunga. Come uscire da questo gorgo del passato e rilanciare queste aree?

Bisogna pensare a che tipo di città si vuole immaginare. Ad esempio va portata a termine l’acquisizione del sedime ferroviario per togliere quella che è ormai una ferita nel cuore della città. Invece di pensare a progetti faraonici si potrebbe sfruttare l’area ferroviaria vicina alla ex-stazione per farne un parcheggio. La città ne ha bisogno, assediata com’è dal traffico e non esistono aree parcheggio funzionali nella parte superiore. Per quanto riguarda l’asta dell’Olona e le sue aree dismesse la proposta da fare ai privati è quella di riqualificare creando il vero centro di Castellanza con un parco lungo tutto il tratto che va dall’ex-Enel all’ex-Esselunga.

Giovani e cultura. Quali sono le proposte di Impegno per la città?

Abbiamo ben due università: la Liuc e il Cesil, che ha aperto un corso per l’orientamento. Queste due realtà sono poli di attrazione importanti che dobbiamo aiutare a crescere aumentando le strutture ricettive. Serve una maggiore valorizzazione del museo d’arte moderna all’aperto Pagani, che è il secondo in Europa per estensione ma sembra che l’attuale amministrazione se ne sia dimenticata. Va riportato al centro dell’attenzione e vanno sviluppate sinergie per rivitalizzarlo, in collaborazione con la fondazione che lo gestisce. Per i giovani la proposta è quella di creare un centro aggregativo riutilizzando una delle strutture comunali in disuso. La nostra idea è quella di sviluppare un progetto per una sala prove per i giovani musicisti.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 maggio 2011
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