“La Regione scarica i profughi, Massimo Bossi non li accoglie”

Duro intervento di Marco Zocchi (Federazione della Sinistra): "Formigoni li consegna come un pacco maleodorante, il sindaco li caccia temendo ricadute elettorali"

Riceviamo e pubblichiamo la posizione di Marco Zocchi (Federazione della Sinistra di Gallarate) sul caso dei profughi africani giunti a Gallarate la notte scorsa.

Resta in bocca il sapore di qualcosa di amaro e stantio dopo le vicende della passata notte a Gallarate. Qualcosa che coinvolge in modo organico ed integrale tutta la classe politica gallaratese, maggioranza ed opposizione, e che lascia spalancate le porte ad un processo etico e morale.
E non solo perché la ricca e civile città di Gallarate ha chiuso la porta in faccia a 48 persone, negando loro riposo, calma ed accoglienza, persone che lavoravano in un paese, la Libia, oggi sotto i bombardamenti della ricca e civile Europa, Italia naturalmente inclusa.
E nemmeno perché si è quasi avvertito, quasi percepito scorrere lungo la pelle dei nostri amministratori un senso di schifo e di disprezzo all’idea che un gruppo (che definire sparuto è già eufemistico) di stranieri, di "advenae", di gente che giunge da lontano, potesse in qualche bizzarro modo intaccare la purezza della città di Gallarate.
Ma forse (sempre difficile definire queste sensazioni, spesso sfuggenti) perché assistere al rimpallo di responsabilità per tentare di scaricarsi la colpa morale e tutta individuale di non aver voluto aprire le porte del Centro della Protezione Civile perché mancavano un interprete ed un’ambulanza (ecco le serie motivazioni dell’Assessore Paolo Cazzola) definisce in modo inequivocabile cosa siano divenute la società e la politica italiane; e lo fa spietatamente.
La Regione (guidata dal pidiellino e ciellino Formigoni, fervente sostenitore della famiglia e di altri "valori" cristiani e cattolici) scarica, a quanto pare, su Gallarate – proprio come se fosse un pacco maleodorante o, peggio, una bomba ad orologeria – l’esito più immediato delle sciagurate scelte belliche del suo stesso Governo. Massimo Bossi, candidato sindaco alle prossime amministrative a Gallarate, cattolico e pidiellino, temendo terribili ricadute elettorali, addossa tutta la responsabilità alla Regione, governata dal suo stesso partito in splendido accordo con la Lega Nord, e li caccia via. Bossi esige disposizioni precise, e neppure lo sfiora il pensiero di iniziare ad accogliere delle persone costrette a dormire su dei furgoni, dopo un lungo, interminabile viaggio tra stenti e difficoltà, senza aver dormito per giorni. E, lo stesso Bossi, chiede, di fatto, le dimissioni di Formigoni e della compagine leghista in Regione, colpevoli di aver preso, a tutti gli effetti, questa decisione. Possiamo quasi intravvedere le lacrime dell’Assessore Cazzola "umanamente scosso e amministrativamente arrabbiato" che augura con tutto il cuore a chi ha fatto questo "casino" (ancora Lega e Formigoni in Regione?), di non "dover mai scappare dalla guerra" e nemmeno lo sfiora l’idea di cominciare a dare un minimo esempio di solidarietà ed accoglienza prestando le cure minime e offrendo qualcosa da mangiare ed un luogo in cui, anche temporaneamente, riposare a quelle persone.
Nel frattempo la Lega esulta. La Lega festeggia, impugnando saldamente ben due armi elettorali contro il PdL gallaratese. La prima, quella ben nota della sua feroce propaganda razzista contro lo straniero, contro il diverso, contro chi giunge nella ricca e civile Italia semplicemente sperando in una vita migliore per sé e per la sua famiglia. La seconda, anch’essa ben nota, quella della sua schizofrenia che la porta a sostenere a livello locale, per motivi puramente elettorali, battaglie del tutto contrastanti con quanto la stessa Lega Nord, ad altri livelli, decide e sostiene. La Lega, a Roma, appoggia incondizionatamente le decisioni del Governo Berlusconi anche in fatto di politica estera e nonostante fasulli tentativi di porsi in modo differente (alla fin fine è il voto in Parlamento che conta), e la Lega governa la Regione Lombardia e la Provincia di Varese col partito di Berlusconi in perfetto accordo.
Ma non era stato deciso di aggiungere allo Statuto del Comune di Gallarate un riferimento ai valori cristiani, riferimento votato da PdL, Lega, Partito Democratico e quant’altri? Come possono essere rispettati i valori cristiani da chi espelle dalla propria vista e dal proprio cuore dei bisognosi, e proprio nel pieno momento del bisogno. Forse gli esponenti leghisti, allora, avrebbero voluto accoglierli? Quanto è manifesta l’ipocrisia di questa gente? Avevamo bollato il provvedimento come demagogico e populista; questo fatto ci dà pienamente ragione.
Ed anche l’intervento del cosiddetto centro-sinistra gallaratese, guidato da Edoardo Guenzani, espresso dalle parole del segretario del PD gallaratese Giovanni Pignataro, appare quantomeno aleatorio. Forse Pignataro non conosce, infatti, il testo della mozione che proprio in queste ore il Partito Democratico sta presentando in Parlamento in cui, pur con l’integrazione di una forzata modifica dell’ultima ora che auspica tavoli diplomatici, di fatto e nella lettera sancisce la “necessità” dell’attuale operazione militare in corso, sostenendo l’impegno militare dell’Italia. Impegno militare che, ricordiamo, è causa prima di quel meccanismo che ha portato alla costituzione della tragedia dei profughi (anche gallaratesi) e che è esploso senza che una sola, singola, sparuta voce si levasse per invocare l’immediata sospensione delle operazioni militari NATO per tentare prima in tutti i modi la strada delle trattative diplomatiche, a parte quella (oscurata e rimossa) della Federazione della Sinistra.
Ci domandiamo dove siano le altre forze politiche che sostengono Guenzani (in primis Italia dei Valori e Sinistra, Ecologia e Libertà) mentre l’alleato di ferro del PD vota a Roma per la prosecuzione del conflitto e si straccia le vergini vesti per la “vergogna” della situazione gallaratese. Ci chiediamo se davvero siamo gli unici a sostenere senza mezzi termini e senza compromessi la pace.
Quanto è accaduto a Gallarate denuda tutta la classe politica della nostra città. Spezzati e divisi tra demagogia, conti elettorali, posizioni insanabili tra chi sostiene lo stesso candidato, mediazioni inaudite, compromessi, accordini, silenzi imbarazzanti… la triste rappresentazione, tragico-farsesca, del nostro già Consiglio Comunale assiste imperturbabile mentre delle persone restano su dei furgoni, affamate, al freddo, in attesa.
La Federazione della Sinistra, la nostra cultura, i nostri valori, la nostra coerenza, la nostra educazione all’altro ci impongono una denuncia chiara di quanto accaduto e di quanto sta accadendo, anche a Roma.

La Federazione della Sinistra "ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali" e crede fermamente che "lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica".

La Federazione della Sinistra crede nella nostra Costituzione.

E siamo convinti che i cittadini gallaratesi non resteranno, imperturbabili, a guardare.

Marco Zocchi
Federazione della Sinistra – Gallarate.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 maggio 2011
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