Le difese dei Bad Boys: «Le intercettazioni non provano nulla»

Continuano le conclusioni da parte degli avvocati dei presunti appartanenti alla 'ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo. In aula si parla di Orwell e di forte suggestione mediatica

Continuano le udienze dedicate alle conclusioni delle difese nel processo Bad Boys ai presunti componenti della cosiddetta locale di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo. Il collegio giudicante presiduto dal giudice Toni Adet Novik ha ascoltato le difese di Nicola Ciancio, Stefano Giordano, Vincenzo Rispoli e Luigi Mancuso in merito ai rispettivi capi d’accusa. Per tutti è stata chiesta l’assoluzione o, in subordine, il minimo della pena ma tutti hanno ribadito che l’associazione a delinquere di stampo mafioso non sarebbe provata a sufficienza.

Francesca Cramis ha chiesto l’assoluzione di Nicola Ciancio per tutti i capi d’imputazione a lui addebitati, in particolare quelli relativi all’utilizzo di armi da sparo per danneggiamenti e minacce: «Le accuse formulate nei confronti del mio assistito – ha asserito la Cramis – sono tutte da provare. C’è una logicità che non trova riscontri sostanziali. Non basta dire che siccome erano amici di persone che fanno parte dell’associazione mafiosa allora anche Ciancio possa disporre di armi». A seguire l’avvocato Scaramozzino, che difende Francesco Filippelli, ha parlato di un Grande Fratello, quello di "1984" di Orwelle, che ha spiato i suoi clienti (l’altroieri ha difeso anche Mario Filippelli in appello a Milano): «Quest’occhio che ha seguito costantemente per cinque anni tra il 2000 e il 2005 Francesco Filippelli è un male – ha detto Scaramozzino – perchè non è stata rilevata nessuna frase, nessuna prova di questa associazione a delinquere semplice». Anche Mario Filippelli, già condannato in primo grado a 13 anni di reclusione, sarebbe una vittima: «Non era a capo di nessuna banda – dice ai giudici – anzi volevano ucciderlo».

La difesa di Stefano Giordano ha invece ripercorso il tentato omicidio di Barbara Viadana. Anche per il legale di Giordano è stato Donato Orazio a sparare mentre Giordano non avrebbe avuto alcun ruolo in questa vicenda: «Chiedo l’assoluzione per non aver commesso il fatto» – dice l’avvocato che, pur leggendo in aula le intercettazioni nelle quali Giordano sembra informato dell’azione che Esposito e Orazio stanno compiendo, sarebbe completamente all’oscuro dell’azione di fuoco contro la Viadana. L’avvocato Corigliano, infine, ha chiesto l’assoluzione per Vincenzo Rispoli e Luigi Mancuso parlando di una forte suggestione mediatica intorno al caso: «C’è stata una fortissima pressione mediatica che mette a rischio l’effettiva correttezza del processo che deve essere giusto».

Il momento della sentenza, intanto, si avvicina a grandi passi. Il prossimo 4 luglio il collegio dovrà decidere se tra Legnano e Lonate Pozzolo negli ultimi 25 anni ha operato un’organizzazione criminale di tipo ndranghetistico oppure si tratta solo di una marea di episodi slegati tra di loro o addirittura, come ultima ipotesi, un grande abbaglio investigativo fatto solo di intercettazioni mal interpretate dalla Direzione distrettuale Antimafia e dai suoi organi di polizia giudiziaria.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 31 maggio 2011
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