Mancano i permessi, salta la risottata per Massimo Bossi

Doveva svolgersi nello spazio comunale del Broletto, ma lo spazio è vietato alla campagna elettorale. Intanto scoppia il caso-Camelot: "hanno distribuito rose pro-Bossi agli anziani ricoverati"

 Tutto pronto per la fine della campagna elettorale. Ma il PdL è costretto all’ultimo a rinunciare alla risottata già annunciata da qualche giorno: mancavano i permessi e lo spazio dove era previsto è vietato alle manifestazioni elettorali. Il PdL aveva puntato sul piatto simbolo di Gallarate, da cucinare nella celebre pentola da Guinness dei primati fornita (a pagamento) dalla Pro Loco: prima l’evento doveva essere in piazza – come annunciato dai mega-manifesti murali – ma dal momento che la piazza era già occupata si è ripiegato sul cortile di Palazzo Broletto, sede del Comune. Con tanto di cartello "correttivo" appiccicato sui manifesti stradali. Peccato che lo spazio sia vietato alle liste elettorali: mentre già si montava il pentolone (nella foto a sinistra), sul posto si sono precipitati Marco Casillo del Pd e Cinzia Colombo di Sel per verificare i permessi. E così si è scoperto che non esisteva nessuna autorizzazione. «A questo punto – raccontano i candidati del centrosinistra – hanno cercato di superare facendo fare la richiesta a un’associazione cittadina che già aveva montato il pentolone. Strumentalizzando una di quelle associazione a cui ad ogni bilancio tolgono fondi». La richiesta è arrivata sul tavolo del vicesindaco Massimo Bossi, ma l’autorizzazione non è stata rilasciata. Fermi tutti, si è ripiegato su un aperitivo al Royale Jazz Café, alle 19.30 dopo l’ultimo comizio che coinvolgerà Massimo Bossi, Nino Caianiello, Lara Comi e altri esponenti. Lo comunica il coordinatore della campagna elettorale, Alessandro Petrone, che garantisce però di aver presentato già prima una richiesta firmata: «Sono 3 giorni, almeno da martedì, che c’interfacciavamo con gli uffici e i funzionari: possono esserci stati errori, magari anche nostri. Si chiarirà in seguito per colpa di chi non si è fatta».

Non è stato l’unico "scivolone" di giornata per il PdL: al mattino è saltato l’intervento del ministro Maria Stella Gelmini, per ragioni famigliari, e la sala prenotata al Teatro Condominio è rimasta vuota. Mentre gli esponenti della lista Libertà per Gallarate denunciano: «Hanno fatto distribuire rose "elettorali" per Massimo Bossi agli anziani del Camelot, dentro la struttura» accusa Luca Carabelli. «È una casa vergognosa». Marco Colombo – candidato di Libertà per Gallarate – ha fatto girare in rete un video che ritrae la stagista che entra nel Camelot portando le rose con cartellino "Vota Bossi".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 maggio 2011
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