Maroni parla di Gheddafi alla bocciofila

A Bobbiate, nel circolo dove la Lega iniziò la sua propaganda, il ministro dell'interno ha parlato ai militanti per sostenere il sindaco Fontana e per spiegare le iniziative sulla crisi libica

maRONIC’è un pervasivo profumo di salamella al circolo di Bobbiate, quanto basta per poter dire che l’anima popolare della Lega Nord, il partito che amministra Varese dal 1993, è ancora viva. Così la vogliono i capi del movimento bossiano, impegnati nella campagna elettorale per riconquistare il capoluogo. Roberto Maroni ha tenuto ieri sera un comizio a sostegno del sindaco Attilio Fontana, nel vecchio circolo dove lui e Bossi si riunivano a stampare manifesti e recitare poesie in dialetto lombardo. C’era molta gente ad ascoltare il comizio del ministro, circondato dalla scorta, mentre sulla scala della bocciofila parlava di Libia, profughi ed Europa. Ma l’aneddoto più gustoso è stato quello sull’Unione Valdotaine, che Bossi aveva preso come riferimento. Maroni ha riferito di un incontro con Bruno Salvadori, leader federalista, che aveva detto a Bossi di fare attività politica e propaganda, tanto poi i valdostani li avrebbero aiutati con le spese.«Peccato che Salvadori morì e noi rimanemmo con i debiti – ha spiegato tra le risate generali – che poi però abbiamo onorato».

Maroni ha spiegato di aver incontrato Umberto Bossi nel dicembre 1979 e di averlo preso per ‘mattò, perché gli avrebbe predetto la fine della Dc e del Psi e la fine del comunismo con almeno un decennio di anticipo. «Lui è istintivo io sono razionale, ma lui ha sempre visto giusto – ha dunque concluso Maroni -. Noi siamo il movimento politico dell’innovazione, quello che indica la strada, proprio come è accaduto adesso sulla Libia». La vecchia Lega, quella eroica dei pionieri, ha poi lasciato il passo ai problemi del governo di oggi.

Maroni ha parlato della mozione leghista votata in parlamento: «La verità è che il mondo va al contrario: la sinistra ha presentato una mozione per bombardare, ma quando io ero di sinistra eravamo tutti pacifisti. Adesso è il contrario e la sinistra vuole bombardare». Secondo il ministro sulla Libia «il nostro buon senso ha dettato l’agenda».

Nel giorno dell’approvazione della mozione leghista sull’intervento italiano in Libia ha aggiunto che per la paura del terrorismo sono stati attivati controlli su soggetti a rischio. Sulle elezioni ha aggiunto: «Dove c’è un candidato sindaco della Lega vinciamo, dove c’è ne è uno del Pdl siamo decisivi». In giornata, dopo una vista alla questura persino riferito che: « Tremonti è un ottimo ministro e sarebbe un ottimo premier» commentando le parole del premier Silvio Berlusconi sull’eventualità di una candidatura di Giulio Tremonti a capo del governo in caso di un passo indietro dello stesso Berlusconi.

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 maggio 2011
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