Morì per un farmaco sbagliato, a processo 9 tra medici e infermieri

La storia di Nando Paladino, morto a causa della somministrazione di una sostanza alla quale era allergico, finisce davanti al giudice Guerrero. Sotto accusa il personale che lo ha curato nel reparto di urologia di Gallarate

Chiedono giustizia a gran voce Vincenza e Antonio, i figli di Ferdinando "Nando" Paladinomorto l’1 dicembre del 2008 all’ospedale di Gallarate in seguito alla somministrazione di un farmaco «al quale – dicono i parenti – era allergico come scritto sulla sua cartella clinica». La sostanza iniettata conteneva amoxicillina; da poco aveva scoperto questa allergia all’ospedale di Angera dove era stato ricoverato poche settimane prima. Ora la vicenda è finita davanti al giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Busto Arsizio, Nicoletta Guerrero che ha rinviato la discussione al 19 ottobre in quanto la difesa di uno dei 9 imputati (due dei quali hanno chiesto il rito abbreviato) ha chiesto l’incidente probatorio. Si tratta del personale che lo curò nel reparto di urologia del presidio gallaratese per un problema alla prostata. Nando Paladino aveva 64 anni e da tempo era debilitato proprio a causa della sua allergia, a tal punto che l’errore imputato ai 9 medici e infermieri lo ha portato via per sempre ai suoi cari.

Ai figli il chirurgo raccontò che il padre era morto di infarto
ma in breve tempo il sospetto che ci fosse stato un terribile errore medico li portò a chiedere l’apertura di un’inchiesta con un esposto alla procura di Busto, anche grazie alle rivelazioni di un’infermiera. Il pm Luca Gaglio ha condotto le indagini predisponendo il sequestro delle cartelle cliniche, sia quella dell’ospedale che quella personale del paziente e, dopo non poche difficoltà nel reperimento di questi atti, il sostituto procuratore ha ritenuto che quel giorno a Nando Paladino fu somministrato il farmaco che non poteva assumere e che il problema era noto ai medici che hanno agito. Per questo era stato chiesto il rinvio a giudizio per tutti e 9: secondo la procura ci furono addirittura due somministrazioni ma nella prima riuscirono a salvarlo, la seconda volta sarebbe stata invece quella fatale. I due figli, difesi dal legale Roberto Aventi, sono decisi ad andare avanti a chiedere che venga fatta giustizia e piena luce sulla morte del loro amato padre. A sostegno della loro battaglia hanno anche aperto un gruppo su Facebook, “Giustiza per Nando Paladino”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 maggio 2011
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