Mucci e Cantù fanno campagna elettorale, la Regione li “bacchetta”

Prima la Lega Nord chiede di "licenziare" l'ex sindaco, poi il Pdl fa lo stesso con la direttrice generale dell'azienda ospedaliera. Alla fine arriva l'accordo

Chiuso il primo turno finite le polemiche gallaratesi fra Pdl e Lega Nord? Non proprio, almeno in Regione Lombardia dove le nuove “pietre dello scandalo” hanno nome e cognome: Nicola Mucci e Maria Cristina Cantù. I due direttori generali rispettivamente di Asl Sondrio e Azienda ospedaliera di Gallarate verranno “censurati” per aver fatto campagna elettorale in questa tornata di elezioni amministrative.
Che alla Lega Nord in Regione il comportamento dell’ex sindaco Mucci non fosse piaciuto era già emerso tre settimane fa quando era stata annunciata una mozione contro di lui. Nel testo si chiedeva alla Giunta non solo di censurare il dg di Sondrio “colpevole” di fare campagna elettorale a Gallarate con una propria lista, ma anche di provvedere alla risoluzione del contratto. Una mozione a dir poco spinosa per il Consiglio regionale e per il Pdl in particolare. Come da calendario dei lavori d’Aula, il documento è arrivato in discussione martedì 17 maggio, il giorno dopo il primo turno elettorale che ha decretato l’esclusione della candidata gallaratese della Lega dal ballottaggio.
In mattinata arriva pronta la risposta del Pdl: una mozione urgente del tutto simile a quella della Lega Nord, ma contro Maria Cristina Cantù, dg della struttura ospedaliera gallaratese. Cantù, sempre in periodo elettorale, aveva ricevuto la visita ufficiale dell’assessore regionale alla Sanità Luciano Bresciani (Lega) accompagnato proprio da Giovanna Bianchi, allora candidata sindaco del Carroccio.
Nel primo pomeriggio ecco trovata la soluzione che, diciamo, salva un po’ tutti. Le due mozioni vengono unificate in una sola in cui si chiede al presidente della Giunta di censurare per iscritto entro sette giorni il comportamento dei due direttori generali. Scompare invece l’impegno a provvedere alla risoluzione del contratto, scelta che ha portato Idv e un esponente del Pd (il valtellinese Costanzo) a definire la mozione solo un “buffetto sulla guancia. «Bisogna essere realistici – spiega il capogruppo leghista Stefano Galli -. Non si può chiedere la risoluzione proprio perché nei loro contratti non c’è una clausola che impedisca di fare campagna elettorale». Pronta quindi un’ultima richiesta nel testo che – dopo la modifica richiesta dal Pd – impegna il presidente a valutare l’opportunità di inserire nei contratti una clausola che interdisca e sanzioni ogni partecipazione ad attività di propaganda elettorale. La mozione passa con il voto favorevole di tutti in Consiglio Regionale, eccetto Idv.
La discussione, grazie agli interventi degli esponenti dell’opposizione, è tornata anche sul tema delle nomine e della necessità, a loro parere, di modificare la legge. « Abbiamo a lungo criticato  – dichiarano Stefano Tosi e Alessandro Alfieri del PD – la lottizzazione di questi incarichi, assegnati con una sorta di manuale Cencelli, come ammesso dall’assessore regionale alla sanità Bresciani. Una modalità sbagliata, da riformare nella direzione del merito e non dell’appartenenza politica».
Ma questo è un altro discorso, che per ora non è in agenda. E intanto Mucci e Cantù fra sette giorni riceveranno la lettera firmata da Roberto Formigoni.
 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 maggio 2011
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