Multe sulla carta sconto: ecco i Comuni pronti a cancellarle

L'assessore regionale invita al "buon senso", abbiamo chiesto ad alcuni primi cittadini come si comporteranno e cosa hanno deciso di fare. Poche idee e non molto chiare

La lista dei cittadini multati per non aver cambiato la residenza alla loro carta sconto benzina si allunga sempre di più. E per l’applicazione delle sanzioni la Regione passa la palla ai sindaci: l’Assessore al bilancio Romano Colozzi chiede infatti «buon senso» nell’applicare le multe. Ma sono molti i primi cittadini che invece chiedono dei criteri precisi. Del resto per molti comuni si sta parlando di cifre a 4 o 5 zeri pronte ad entrare nelle casse comunali.
Abbiamo chiesto ad alcuni dei comuni coinvolti come si comporteranno nell’applicare le multe. Chiediamo anche ai lettori di segnalarci nei commenti i loro casi.

Induno Olona
Il sindaco Maria Angela Bianchi si è vista recapitare un elenco con 170 nomi di cittadini ai quali applicare la famigerata multa da mille euro. Sono 170mila euro pronti ad entrare nelle casse comunali frenati solo dal principio della “buona fede” impartito da Regione Lombardia. Il sindaco Bianchi non ci sta: «a parte la cifra spropositata delle multa, io mi chiedo – dice il sindaco -: come si fa a dare l’indicazione della buona fede? La buona fede non è un criterio. Per questo io ho scritto alla Regione chiedendo dei criteri precisi da applicare, altrimenti ogni sindaco decide in modo diverso».
Il sindaco ha già individuato quali sono i casi di frode reale e quali no: «Dei 170 nomi ne abbiamo già scremati molti, per esempio alcuni si sono trasferiti all’interno dello stesso comune, una decina sono i casi di frode palese, mentre circa 110 cittadini rientrano in diverse casistiche: qualcuno si è trasferito in un comune con la stessa fascia di reddito, qualcuno con una fascia diversa. Io voglio sapere come mi devo comportare con tutti questi casi».

Gazzada Schianno
Anche il sindaco Cristina Bertuletti ha ricevuto la sua lista con 70 nomi di cittadini con questo problema. «Noi ci siamo mossi subito come richiesto dalla Regione ma è parso evidente che i casi a cui abbiamo applicato le multe erano troppo diversi. Infatti stanno già arrivando i primi ricorsi. – dice il sindaco Bertuletti – Il fatto è che la Regione, prima di partire con un controllo a tappeto di questo tipo, avrebbe dovuto definire dei criteri precisi per affrontare tutte le casistiche: un conto è chi froda o si trasferisce in un comune con una diversa fascia di sconto, un altro è chi si trasferisce in un comune con la stessa fascia e quindi continua a godere del diritto che gli spetta. Adesso invieremo una lista con tutte le casistiche e chiederemo più potere decisionale per capire quali sono i casi di frode reale e quali no per poter applicare le multe».

Gemonio
Anche Gemonio ha dovuto affrontare parecchi casi legati alla carta sconto (circa 25, non pochi per un comune di nemmeno 3mila abitanti) e ha scelto di analizzare ogni singolo caso. «Il report inviato dalla regione era molto dettagliato – spiega il sindaco Fabio Felli – e ci consentiva di vedere tutti gli aspetti della vicenda. Abbiamo quindi deciso di contattare tutte le persone coinvolte: in molti casi si trattava di cittadini trasferiti in altri paesi in cui hanno tuttora diritto allo sconto, altri avevano effettivamente perso la card. Così abbiamo scremato il numero: sono rimaste solo 5 o 6 persone che purtroppo dovranno pagare la multa perché hanno usato la tessera senza averne diritto. Per gli altri applichiamo la clausola di buona fede».

Varese
Gli uffici preposti stanno procedendo alla verifica delle singole posizioni e che, comunque, l’Amministrazione Comunale, sulla quale ricadono le funzioni di controllo e la responsabilità della procedura sanzionatoria, è intenzionata a non disporre l’applicazione di sanzioni nel caso in cui l’improprio utilizzo da parte del cittadino sia avvenuto in “buona fede” e senza procurare allo stesso un indebito vantaggio a danno del bilancio pubblico. In particolare, il sindaco Attilio Fontana assicura «che non sarà applicata alcuna multa nel caso in cui il mancato aggiornamento dei dati relativi alla carta sconto si sia verificato a seguito di una variazione di residenza avvenuta nell’ambito del Comune di Varese, trasferimento di residenza in altro Comune appartenente alla medesima fascia di sconto (fascia A) del Comune di Varese, o utilizzo da parte di eredi aventi titolo». Il sindaco, invita, in ogni caso, i cittadini interessati dalle variazioni a regolarizzare la propria posizione, presentandosi all’apposito sportello dell’Ufficio Anagrafe del Comune di Varese, ribadendo che, in tali ipotesi, il Comune di Varese non procederà all’applicazione di sanzioni.

Morazzone
«A Morazzone abbiamo preso in esame l’elenco dei cittadini da multare ma di fronte ad alcune comunicazioni controverse ci siamo fermati e adesso chiediamo alla Regione un’indicazione chiara». Parla il sindaco di Morazzone Matteo Bianchi che precisa, «questa è una legge delega che da ai comuni la responsabilità di riscuotere le sanzioni. Noi siamo quindi esecutori della legge regionale, paradossalmente se non rispettiamo il nostro compito potremmo incorrere in conseguenze spiacevoli. È per questo che noi alla Regione chiediamo un’indicazione che non sia solo verbale ma scritta nero su bianco».
A Morazzone la lista dei cittadini da multare è di 36 persone e, come dice il sindaco, solo 4 o 5 di loro sembrano aver fatto i furbi, gli altri sono tutte persone che si sono trasferite in comuni con la stessa classe di sconto.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 maggio 2011
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