“Musica in corso”, una vera officina della musica

La V edizione del fortunato spettacolo ha avuto numerosi artisti che si sono alternati sul palco

La V edizione del fortunato spettacolo “Musica in Corso” è stata una vera e propria officina musicale con numerosi artisti che si sono alternati sul palco. La kermesse è scivolata come un panno, due ore e mezza senza perdita di ritmo, in un crescendo di interesse.
Bella ed originale l’idea del Laboratorio Corale di Officine Musicali che, a mo di compagnia teatrale d’antica memoria, ha aperto la serata in abiti ed ambientazione da “belle epoque”, recitando e cantando, al fine di festeggiare i primi 5 anni dell’associazione, arie famose dalle più note operette. Un divertente medley che in particolare ha lasciato spazio alla potenza vocale dei virtuosismi di un Claudio Tasso da urlo, un vero interprete del bel canto, un tenore d’altri tempi che scopriamo piacevolmente di averlo in casa. Si è notata nella sceneggiatura e nella drammatizzazione delle azioni la mano sapiente di Dario Monticelli e Franco Zanuso che, uno sul canto e l’altro sulla recita insieme alle proprie allieve: Elisa, Anna Maria, Eleonora, Rosy, Maria Palma e Maria Rosa hanno profuso gli sforzi in un tentativo mai visto a Uboldo, foriero di future bellezze da fruire nel nostro paese. Bravi! Senza dimenticare l’impareggiabile classe del m° Giuseppe Emmanuele che al pianoforte ha accompagnato l’esibizione.
 
Sul palco arriva poi il gruppo Al Taim che suona Jazz Manouche, musiche particolari, sonorità francesi degli anni 30 e 40, assonanze che rimandano la memoria alla figura del grande chitarrista zigano Django Reinhardt. Il gruppo abilmente trascinato e ispirato dal leader Fabio Bruccoleri, ha creato un fascino per un suono ricercato e piacevole. 
Il Jazz ha lasciato poi il posto alla tecnica pura, al suono da biblioteca importante, agli enjambements sonori del tango argentino del Trio Viviofi, violino viola fisarmonica. Chi cercava un tango facile è stato deluso perchè quello di Piazzolla e Gardel è un tango da ascoltare così: seduti sulla poltrona, nessun rumore, niente in movimento, ispirati e motivati allo studio dell’ascolto orante: esattamente quello che il pubblico in sala si aspettava; e alla fine il giusto tributo di applauso devoto e mai caciarone è esploso.
E qui l’imponente sforzo di chi ha curato un particolare, una sfumatura, l’organizzazione in generale e nei suoi preziosi dettagli è immediatamente emerso: Vincenzo “Lupo” Rizzo il mago dell’equalizzazione dei suoni che già conosciamo per l’efficacia e la resa artistica, Renato Colognesi il responsabile di sala e braccio operativo, Marco Girlanda direttore di palco e diplomatico delle relazioni esterne, Gigi “Blues” Ceriani consulente artistico esperto musicofilo.
Pezzo forte della serata proprio il Blues di Tiziano Galli, il gallo dei The Roosters, il bluesman dalla parlata accorta e attenta dell’idioma degli stati confederati, dal suono fedelmente blues dei maghi della beat generation (chi se la ricorda?). Ma non serve ricordare, basta il sound e il ritmo e subito la gente in sala menava la testa o la gambetta a ritmo, dietro a questo interprete che sembrava in tutto e per tutto un Davide Bernasconi (Van De Sfroos) come ha poi giustamente accostato il presentatore Alessandro Riva il vero mattatore dello spettacolo.
Anche quest’anno Ale, ha condotto ironicamente come è piaciuto al pubblico ed ha suonato ancora una volta il pianoforte durante l’esibizione del Maestro Vendramin dimostrandosi un one-man-show talentuoso e dal dialetto milanese sciolto.
Vendramin si è ricordato di Michael Jackson e avendone dipinto “au contraire” il volto con la consueta velocità ha destato, una volta di più, stupore tra i presenti in sala quando ha girato il ritratto a fine lavoro, nel tempo di una canzone.
Venne poi il pop swing italiano dei Diversamente. Talenti personali forti e riconoscibili, notevoli il pianoforte Paolo Censi, il sax Corrado San Bito e la voce Giorgia Sallustio in un interessante progetto musicale che vuole rivisitare, in chiave nuova, pietre migliari e brani giovani del nostro repertorio nazionale.
Siamo al finale, è notte oramai inoltrata è dalla platea arrivano in costume tradizionale messicano e coreografia i Mariachi Peralta. Una breve simpatica carrellata tra, La Bamba, Besame Mucho e l’intramontabile Cielito Lindo. Un repertorio folkloristico di motivetti forse un po’ scontati ma che hanno accompagnato il ritorno a casa degli oltre 300 spettatori accorsi alla serata.
Che dire in definitiva di questa bella riunione di musicisti in un’officina musicale? Performance sublime dell’assieme, esce vincitore il mix del casino e dei pezzi eseguiti con bravura, un mix che ha creato un’aspettativa negli astanti, tanti, pezzo dopo pezzo: che cosa succederà adesso? Cosa dirà adesso il Riva? Queste le domande. E se funziona così allora facciamo i nostri complimenti a Officine Musicali e la invitiamo a continuare a creare le sue opere a Uboldo, vere oasi nello scontato quotidiano, isole di bellezza dorata come nei quadri di Klimt.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 maggio 2011
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