Novelli: «Voglio solo allenare, basta responsabilità»

Il tecnico dei tigrotti ha lanciato un nuovo appello a tutti coloro stanno dando una mano alla squadra per portare a termine i play off perchè non si passi più da lui per ogni problema. Deciderà se restare nelle prossime 24 ore

L’allenatore della Pro Patria Raffaele Novelli ha deciso di prendersi 24 ore di tempo per decidere se affrontare i play off o dare le dimissioni dopo uno degli anni più turbolenti della storia del club biancoblù. L’annuncio è stato fatto dallo stesso allenatore questa sera, giovedì, in una conferenza stampa allo stadio Speroni. Il mister dei tigrotti ha spiegato ancora una volta le incredibili difficoltà che stanno vivendo la squadra, lo staff tecnico, i massaggiatori e i magazzinieri e ha aggiunto che «non è più disponibile ad assumersi compiti e responsabilità che non siano quelle di allenare la squadra e portarla alla promozione».

Il tecnico salernitano è arrivato, ormai, ad un passo dalla realizzazione dell’obiettivo stagionale e ha chiesto a tutti quelli che stanno aiutando la Pro in questi mesi di vuoto gestionale a «permettere la massima concentrazione sulle questione tecniche e tattiche senza doversi sentire obbligato a rappresentare la Pro Patria in ogni sede». Dopo l’addio di Iodice, infatti, le reponsabilità per il tecnico sono aumentate e le esigenze e le difficoltà da superare sono ogni giorno più pressanti senza una dirigenza: «Ho rifiutato 30 mila euro che mi sono stati offerti da Savino Tesoro a ottobre perchè nessuno può comprare la mia libertà e la mia dignità – ha detto in un amaro sfogo – ma adesso non mi si può chiedere, come se fosse un obbligo, la mia partecipazione a qualsiasi problema che si presenta».

In sostanza il tecnico sta chiedendo alle istituzioni, ai tifosi, ai privati che hanno messo soldi e mezzi per tirare avanti fino ad ora di continuare nella loro opera ma senza dover passare da lui per ogni questione: «Io sono qui perchè questa è una città che ha un patrimonio calcistico che non può andare perduto – ha detto – anche ai giocatori il discorso è chiaro: o si rimane per giocarci tutto fino all’ultimo secondo oppure chi non ci stà può anche fare le valigie e andare via». Poi ha tranquillizzato i tifosi: «Con la squadra non c’è nessun problema ma è chiaro che non si può concentrare su di me la responsabilità di andare a parlare di futuro della società e dei loro stipendi perchè se poi le promesse non si tramutano in realtà sono io che perdo credibilità, con le conseguenze che potete immaginare». Il mister lascerà passare queste 24 ore per riflettere, in attesa che arrivi qualche segnale da chi, fino ad adesso, ha fatto quello che ha potuto (La Tigre nel Cuore, Paola Reguzzoni, Gigi Farioli, i ristoratori, il farmacista, i tifosi).

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 maggio 2011
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