Orlando (V&L): “Dov’è finito il bus per l’ospedale?”

In una città come Varese l'autobus non è solo uno mezzo di trasporto pubblico,

In una città come Varese l’autobus non è solo uno mezzo di trasporto pubblico, ma

anche uno strumento per combattere l’abbandono delle periferie, per permettere
agli anziani di raggiungere il centro e i servizi, per creare un’alternativa all’auto. Per
questi motivi la Città Giardino dovrebbe puntare ad offrire un servizio migliore di quello
attuale, con più corse, più fermate, più capillarità per non lasciare soli a sé stessi i
quartieri periferici.
Purtroppo, quello a cui stiamo assistendo è l’esatto contrario. Al di là degli
annosi problemi di bus vecchi, sporchi e in ritardo, di monitor che non funzionano e
paline in stato di degrado, la “razionalizzazione” per i tagli al servizio pubblico ha
prodotto 185mila e 500 chilometri di corse autobus in meno in provincia. Il biglietto
ordinario è passato da 1,05 a 1,20 euro. E intanto di miglioramenti al servizio di
trasporto non si parla più, anche quando si tratta di servizi di estrema necessità per la
città.
Qualche esempio? Per raggiungere da via Astico (ad Avigno, il quartiere dove vivo) la
più vicina fermata della E, è necessario percorrere a piedi un chilometro e mezzo di
strada senza marciapiedi, con grave disagio per molti residenti. Ma ancora più
scandaloso: nonostante le richieste degli utenti, le raccolte di firme e la sofferta
decisione della Giunta un anno fa, ad oggi in via Guicciardini non c’è ancora traccia
della famosa “linea G” che dovrebbe arrivare all’ingresso dell’ospedale. La fermata
più vicina resta quella di viale Borri, costringendo gli anziani ad una lunga scarpinata in
salita.
Ma davvero Varese non riesce a garantire un servizio di trasporto pubblico degno di un
capoluogo? È necessario un Piano Urbano di Mobilità con una riorganizzazione
complessiva del trasporto pubblico, con una flotta con mezzi moderni e non
inquinanti, con tariffe agevolate a studenti, famiglie numerose e anziani con pensione
minima. Ma prima di tutto con una fermata dell’autobus davanti all’ospedale.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 maggio 2011
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