Pedretti: “Brebbia deve uscire dal suo guscio”

Dalla cultura locale alla sicurezza: il candidato della lista sostenuta dalla Lega Nord presenta il suo programma

antonio pedretti lega nord indipendenti brebbiaPer sostenere la campagna elettorale è arrivato a Brebbia anche Umberto Bossi. Antonio Pedretti, è il candidato della lista Lega Nord e indipendenti, in corsa per le elezioni del 15 e 16 maggio.

 

Ci racconti qualcosa di lei…
«Sono nato a Brebbia, lavoro in proprio come architetto. Vivo qui, come la mia famiglia. Ho fatto una ricerca e ho scoperto che siamo brebbiesi da trecento anni».

 

Che cosa la lega di più al suo paese?
«Sono radicato sul mio territorio e amo andare a riscoprire la storia e le tradizioni locali. Brebbia ha un passato di tutto rispetto e ha dei monumenti storici di grande valenza, come la chiesa.  Andrebbe amata e valorizzata di più da chi la governa».

 

Come si è avvicinato alla politica?
«Ho iniziato ad Angera nel 1994. Entrai come assessore nella giunta guidata dal sindaco Banfi. Il mio impegno nelle file della Lega è continuato nel tempo: sono stato consigliere a Brebbia, consigliere e poi assessore a Comerio, vice presidente del Consorzio regionale del Parco del Campo dei Fiori. Attualmente sono consigliere provinciale con incarico di presidente della commissione territorio e grandi opere della Provincia di Varese».

 

Come descrive il suo gruppo?
«La lista è centrata sul valore delle persone che ne fanno parte e che hanno accettato il nostro progetto politico. Sono tutti disponibili ad impegnarsi quotidianamente. Ognuno ha esperienze diverse e in molti hanno ben presente cosa non ha funzionato nel modo in cui la passata amministrazione ha gestito il paese. È una lista di partito e questo ci avvantaggia: la Lega governa a tutti i livelli istituzionali e questo, oltre a garantirci il sostegno di una struttura già consolidata, ci permette di poter portare le istanze comunali a livelli più alti, ottenere supporto per le nostre esigenze, avere risorse e anche visibilità. Gli amministratori, anche ai livelli sovracomunali, sono persone del territorio. Una volta per andare da un ministro bisognava prendere l’aereo oggi lo si può fare in bicicletta».

 

Qual è la prima cosa che farebbe se venisse eletto?
«Abbiamo sottoscritto con gli elettori un "contratto dei cento giorni", vale a dire l’insieme degli interventi che per noi ha la priorità e in particolare: recuperare villa Terzoli e destinarla alla sua funzione originaria ossia il centro diurno per gli anziani; individuare dei referenti per quartieri e frazioni, potenziare la sicurezza attraverso la costituzione di gruppi volontari di cittadini, bloccare ogni tentativo di costruzione nelle aree vicino al lago e alla palude Bozza».

 

Quali sono le linee generali del vostro programma?
«Innanzi tutto l’onestà. La nostra è una lista trasparente mentre altre si definiscono civiche e in realtà non lo sono. Chi ci vota sa che alle spalle c’è un movimento strutturato. Avremo l’appoggio della Lega in comune, provincia e regione. Nella serata elettorale il ministro Bossi ha detto: "Tutto ciò che il sindaco non riuscirà a fare con il federalismo fiscale lo farà lo stesso, con il nostro aiuto". Io sono convinto di questo valore aggiunto. Inoltre vogliamo che Brebbia esca dal guscio che si è costruita in tutto questo tempo. Si è chiusa in se stessa, non collabora con i paesi vicini, non ha proposte per i giovani e non ha più un luogo di ritrovo. Le persone sono portate a uscire dal paese e questo non porta mai a nulla di buono». Guarda il programma completo

 

Di quali interventi secondo lei ha più bisogno il centro?
«Il centro di Brebbia è stato ucciso e la piazza non è più il punto di ritrovo dei cittadini. Dobbiamo fare in modo che la gente ritrovi il cuore della città. Servono poche cose per rendere una piazza più accogliente anche per i giovani: cominciando dal posizionare qualche panchina e qualche albero».

 

E le frazioni?
«Innanzi tutto vogliamo individuare delle persone, senza colore politico, che facciano da tramite tra l’amministrazione e i cittadini. Poi ci piacerebbe collegare tutte le frazioni e il centro da strade alternative, creando piste ciclabili e recuperando vecchi percorsi per facilitare gli spostamenti nel rispetto dell’ambiente e in sicurezza. Inoltre servono ancora alcuni servizi primari come la fognatura in alcune aree del paese».

 

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 maggio 2011
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