Prevenzione della cardiotossicità da farmaci antitumorali

Importante convegno sabato 14 maggio a Villa Cagnola dove la Cradiologia 2 dell'ospedale di Circolo farà il punto su un tema molto delicato

La Cardiologia 2 dell’Ospedale di Circolo di Varese, diretta dal dr. Calveri in collaborazione con
l’Università dell’Insubria, organizza il 14 maggio presso la villa Cagnola di Gazzada il primo
Congresso di Cardioncologia: “Dalla prevenzione al trattamento della cardiotossicità da farmaci antitumorali”.
La cardioncologia è una branca emergente della cardiologia che si occupa, nei pazienti neoplastici,
della prevenzione degli effetti tossici da trattamenti antitumorali e della cura delle complicanze
ischemiche, aritmiche e di scompenso secondarie al danno cardiaco.
La patologia tumorale è in crescente aumento nonostante la mortalità si sia ridotta.
In Italia ci sono circa 1 milione e mezzo di pazienti affetti da cancro tra pazienti in trattamento,
pazienti guariti e 240 mila nuovi casi.Le terapie antitumorali hanno raggiunto in questi ultimi anni grandi progressi, garantendo ai malati
oncologici una migliore qualità di vita, un aumento della sopravvivenza e un incremento della
guarigione.
Nonostante ciò i farmaci antitumorali tradizionali e di nuova generazione restano tra le sostanze più tossiche per l’organismo e soprattutto per l’apparato cardiovascolare.
La cardiotossicità si può manifestare all’inizio della somministrazione dei farmaci antitumorali
con aritmie sopraventricolari, ventricolari, ipertensione, episodi di ischemica coronarica acuta,
pericardite, miocardite e scompenso cardiaco acuto, oppure dopo la fine del trattamento stesso fino
addirittura a manifestarsi un anno dopo la fine della terapia, con scompenso cardiaco cronico.

Tali alterazioni dell’apparato cardiovascolare condizionano un aumento della mortalità di circa 8 volte superiore rispetto all’intera popolazione.
Secondo stime attuali il danno secondario al trattamento chemioterapico che porta allo scompenso
cardiaco ha una prognosi a 5 anni peggiore rispetto a quello dei 2/3 degli adulti con una nuova
diagnosi di cancro.
Anche la radioterapia eseguita sulla parte centrale e sinistra del torace può sviluppare patologie
cardiopolmonari e patologie mediastiniche che si possono manifestare anche a distanza di tempo.
Pertanto alla luce del periodo temporale dello sviluppo della cardiotossicità, l’obiettivo principale
è quello di individuare in fase precoce, prima che il danno cardiaco si manifesti clinicamente, i
pazienti che sottoposti a terapia antitumorale, possono sviluppare patologie cardiovascolari, a volte
anche mortali.
Tutto ciò è possibile, se i pazienti che sono sottoposti a trattamenti antitumorali, eseguono già
all’inizio della terapia e periodicamente specifici esami del sangue, un elettrocardiogramma, un
ecocardiogramma, un Rx del torace e una visita cardiologica.
Nei pazienti a rischio è possibile instaurare un trattamento cardioprotettivo immediato che permette di proteggere il cuore e i vasi al fine anche di poter portare a termine il trattamento antitumorale.
Tuttavia non è ancora noto quale sia il limite temporale oltre il quale si possa ritenere il paziente
oncologico trattato con terapia antitumorale non più a rischio di sviluppare eventi cardiovascolari.
Lo scopo di questo Congresso è di vagliare gli eventuali effetti dannosi sull’apparato cardiovascolare nei pazienti neoplastici, trattati con farmaci antitumorali.
Si prefigge inoltre, come obiettivo, quello di sottolineare come la figura del cardioncologo risulti
indispensabile nella gestione delle problematiche cardiovascolari nel paziente oncologico.
La gestione integrata del paziente oncologico, con il coinvolgimento attivo di tutte le figure
sanitarie, deve portare al riconoscimento immediato dell’eventuale danno cardiovascolare in corso
di trattamenti antitumorali.
La diagnosi precoce del danno cardiovascolare permette di instaurare un trattamento cardioprotettivo immediato, salvaguardando la qualità e l’aspettativa di vita, migliorando la sopravvivenza dei pazienti e riducendo la mortalità.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 maggio 2011
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