Primo maggio, su coraggio!

Domenica piuttosto nera per le squadre: non a caso i voti più belli della settimana vanno a chi ha giocato nella prima parte del weekend

(d. f.) Non è un primo maggio di quelli da incorniciare per lo sport, quello appena trascorso. Retrocessa la Solbiatese, battute Pro Patria e Cimberio, a molti sarà venuta voglia di sintonizzarsi sul concertone per dimenticare le sconfitte sui campi. Per fortuna che il weekend è stato lungo, e così – quando ancora si era ad aprile – qualche risultato tra il buono e l’ottimo ha rischiarato l’umore.

Pagellone numero 55 del 2 maggio 2011

Aneta Havlickova 8 – Esercizio per la settimana di pausa della pallavolo: sollevate le spalle, piegate le braccia all’infuori e ruotate i palmi delle mani verso l’alto. Vi servirà: è l’unico gesto buono per commentare le prestazioni di quest’anno della Yamamay, capace di alternare rovinose débacle a incredibili imprese. Emblematico il rendimento della poderosa attaccante ceca, che passa in poche ore dal disastroso 28% di Perugia al 77% di Bergamo, con 19 punti e nessun errore al passivo. E il futuro? Imponderabile!

Federico Morlacchi 8 – Un record del mondo è una successo tanto raro quanto bello. Non a caso, quando la notizia flash del risultato centrato dal giovane atleta paralimpico della PolHa Varese è arrivata in redazione ha subito fatto un pieno di lettori che ci auguriamo tornino spesso a sentire parlare di lui. Giovane, simpatico, paziente e vincente, speriamo sappia bene l’inglese. Perché tra un anno lo aspettiamo ai Paralympic Games, nella piscina a cinque cerchi di London 2012: good luck!

Eros Pisano 7 – Il concetto lo abbiamo già spiegato nelle normali pagelle del dopo partita: Eros, uno che tira la carretta da agosto e di cui quasi nessuno – a livello nazionale – parla, ha messo la museruola al "Faraone" El Sharaawy, giovane e guizzante attaccante già nel giro azzurro. Il tutto con un turbante di garza in testa, perché Pisano ha giocato da ferito l’intera gara. Eppure, ancora una volta, ci tocca sentire i soloni che lodano e imbrodano El Shaarawy (che è forte e farà parlare di sé senza bisogno di tromboni suonati a vanvera) sminuendo il lavoro del terzino biancorosso. Ci siamo abituati, ma le scatole ci girano comunque.

Rok Stipcevic 5 – La luna bianca e la luna nera, al secolo Travis Diener e James White, abitano a Sassari e, uniti, fanno il sortilegio a Rok e al suo compare Kristjan Kangur, i due giocatori che nell’ultimo periodo avevano dato la marcia in più alla Cimberio. In Sardegna Rok (sia lodato per quel che è ha fatto fino a qui) trova un play più realizzatore, più preciso, più chirurgico di lui e questa volta si fa ammaliare. Fino al tiro della vittoria sparato sul ferro, quando il nome di Varese stava per essere compilato sul tabellone playoff.

Solbiatese 5 – Difficile infierire sulla società nerazzurra, retrocessa in Eccellenza dopo una vita passata tra i semiprofessionisti. Ci hanno provato, in riva all’Arno, con un pugno di fidati collaboratori e una pattuglia giovane, troppo giovane forse per sopravvivere in un campionato dove non mancano i vecchi marpioni. Provaci ancora Oreste (Battiston).

Domenico Marchetti 4 – Il giovane difensore di scuola Fiorentina della Pro Patria è il simbolo della partita che i tigrotti hanno disputato a Montichiari. Subentrato dalla panchina – anche la Pro è… entrata in campo (con la testa) a partita iniziata – a Dell’Acqua, dopo l’espulsione di Nossa, ha deciso di guadagnarsi il secondo cartellino giallo per simulazione lasciando Cristiano e compagni in nove nel proprio momento migliore. Sbagliando si impara, ma sarebbe meglio non sbagliare.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 maggio 2011
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