Pulita, sicura, accessibile: così Carla De Albertis immagina “la sua Milano”

Intervista con la candidata sindaco della lista “La tua Milano”. Di lei dice: “Sono l'alternativa di destra alla Moratti”

de albertis fotoSi definisce «l’alternativa di centrodestra a Letizia Moratti» e si presenta con la lista civica “La Tua Milano” alla corsa per la poltrona a primo cittadino del capoluogo lombardo, i prossimi 15 e 16 maggio. In politica dal 1994 nelle fila di AN, già assessore alla Salute della giunta Moratti nel 2007, sin da allora combatte strenuamente contro l’entrata in vigore dell’Ecopass e la questione costituisce il punto di rottura con l’attuale sindaco di Milano. «Un provvedimento inutile, sbagliato, che ha messo le mani in tasca ai cittadini senza ottenere risultati». Con un terzo della lista composto da donne («professioniste, imprenditrici, ma anche mamme»), Carla De Albertis  riprende l’attività condotta da assessore con i progetti “Casco rosa” e “Cintura rosa”, e propone il radiobus notturno gratuito per tutte le milanesi.(vai alla pagina Facebook)

In cima alla lista di priorità c’è l’abolizione dell’Ecopass. Cosa viene subito dopo?«Sempre in tema di ecosostenibilità la sostituzione delle caldaie, degli edifici e dei mezzi pubblici ancora inquinanti, e un’edilizia basata sulla politica di premialità per chi costruisce con materiali e tecniche ecocompatibili. Di pari importanza il potenziamento delle linee metropolitane e il fatto di dotare di fibra ottica la città, per mettere in rete cittadini e servizi pubblici».

Uno sguardo dritto al futuro
«Certamente, ma non solo. Milano deve essere tecnologica e innovativa ma non può dimenticare cultura e tradizioni. I siti storici e ambientali come l’Ippodromo, la Darsena e i Navigli vanno valorizzati assieme all’identità della nostra città».

Il vostro slogan dice “Perché Milano sia davvero tua e non di altri”. Chi sono “gli altri”?
«Intendo chi non si vuole integrare, chi non vuole rispettare le nostre leggi e le nostre regole, e poi ovviamente tutto ciò che è relativo alle infiltrazioni della criminalità organizzata. La questione va affrontata con estremo rigore: non bastano le ordinanze se poi mancano i controlli».

Quali sono a suo giudizio gli strumenti per fronteggiare il rischio sicurezza in questo momento?
«Innanzitutto lo smantellamento di tutti i campi rom compresi quelli chiamati, secondo me erroneamente, “regolari”. Chi sta qua senza rispettare le nostre regole in toto, non ci deve stare. Bisogna intensificare il controllo sul territorio dal punto di vista di mezzi e di uomini e anche da quello tecnologico con i sistemi di telecamere più innovativi. Siamo invasi dalla clandestinità, che per me andrebbe considerata reato. Non possono chiederci di attuare le leggi europee in un momento in cui l’Europa ci lascia da soli, ci deve anche lasciar fare quello che noi vogliamo per fronteggiare questa emergenza. “La Tua Milano” dice no anche a nuove moschee, connesse al problema del terrorismo islamico».

Se venisse eletta quali errori della gestione Moratti correggerebbe?
«Quello che manca nell’attuale gestione è una strategia coerente, è stata una politica del continuo fare e disfare. Le piste ciclabili di via Carducci, a detta di tutti più pericolose che altro e che andranno rifatte, sono soltanto un esempio di come siano stati spesi male i soldi pubblici. Chi sostiene la mia lista non si riconosce in un’amministrazione che ha fatto errori così gravi come dare l’autorizzazione affinché i rom firmassero per entrare nelle case popolari che spettano ai milanesi».

E per quanto riguarda l’Expo?
«Anche qui regna l’immobilismo, il tempo stringe e non abbiamo ancora i progetti. Letizia Moratti ha chiuso gli occhi sul fatto che la mafia e la ‘ndrangheta avrebbero potuto fare dell’Expo una terra di conquista. Noi vogliamo che Expo sia una grande occasione per Milano, ma per realizzarlo bisogna coinvolgere al più presto tutte le forze economiche e produttive della città. La prima cosa da fare è creare una strategia efficace per la mobilità e la sicurezza delle persone e delle merci sul territorio».

Come dovrebbe essere la Milano del futuro per rinnovare la sua forza attrattiva?
«Vorrei che fosse una città pulita, dove ci sia il controllo del territorio contro rom e lavavetri che impediscono ai cittadini di prendere i biglietti in metropolitana o li borseggiano. Io voglio una città moderna e accessibile a tutti, comprese le mamme con le carrozzine e le persone anziane. Fra i miei obbiettivi ci sono l’aumento dell’assistenza domiciliare e l’inserimento del quoziente familiare con i sussidi per chi ha a carico anziani o disabili. Fondamentale è anche dare spazio ai giovani: con il nostro progetto della “Vetrina dei giovani talenti” si punta alla condivisione low cost di spazi e strumenti, mentre la “Casa della danza” è l’idea di un laboratorio di innovazione che ospiterà danzatori da tutto il mondo».

( Fpsmedia per Lombardianews)

LO SPACIALE ELETTORALE DI MILANO

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 maggio 2011
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