Quando ci sono l’ elezioni

Roberto Carnelli di Movimento Libero scrive alla redazione

Buongiorno direttore, 

mi permetto di scrivere, ringraziandoLa anticipatamente per lo spazio dedicatomi, per esprimere il mio pensiero sulla campagna elettorale in corso. In tal senso potrei definirmi un Gaberiano, non perchè il Signor G abbia influenzato il mio modo di pensare, ma perchè ha saputo esprimere quei concetti e quelle opinioni che già avevo in mente ma che non ero in grado di esprimere con una tale chiarezza e capacità narrativa. E mi fa male constatare come i suoi monologhi possano descrivere benissimo la situazione attuale.
Quando guardo i manifesti elettorali, con queste facce sorridenti e slogan da cabarettisti, la prima cosa che penso è che certe foto, con relativo epitaffio, sarebbero più adatte ad un utilizzo cimiteriale, per cui il mio consiglio è quello di conservarle per quando verrà il momento.
Ci sono quelli che non badando a spese hanno organizzato campagne elettorali faraoniche con inaugurazione di sedi, comizi, aperitivi, qualcuno è ricorso anche alle modelle…e poi ancora gadget personalizzati di cui probabilmente si vergogneranno in caso di insuccesso e ospiti di spessore: ministri, sottoministri, parenti di ministri, dirigenti, presidenti, assessori, persone in vista basta che ricoprano qualche carica, tutti pronti ad elogiare e a sostenere una persona che fino all’ altro ieri neanche conoscevano. Ma va bene, del resto tutti hanno diritto a 15 minuti di celebrità.
C’è chi si dice pronto a scendere in campo, come le riserve di una squadra di calcio, solo che a differenza del calcio in politica i titolari sono sempre gli stessi e stanno loro seduti sulle poltrone. C’è chi è disposto ad ascoltare, chi non avendo un programma se lo fa fare, chi naviga a vista; c’è chi saluta amorevolmente persone che non vedeva da una vita, chi è convinto di essere il migliore a prescindere, chi addirittura si sente importante. Alcuni sono solo degli arrivisti, altri stanno inconsapevolmente portando l’ acqua al mulino di qualcun altro. Cito a questo punto un altro grande cantautore, Rino Gaetano, che in una sua canzone diceva: " a te che odi i servi di partito, che ti chiedono il voto, un voto pulito, partono tutti incendiari e fieri ma quando arrivano sono tutti pompieri". Che dire, intanto questi personaggi ci faranno compagnia fino al 13 maggio, giorno della chiusura ufficiale della campagna elettorale, poi spariranno, a cominciare dagli eletti; alcuni esemplari si ripresenteranno tra 5 anni, magari sotto qualche altra bandiera, per libera scelta o semplicemente perchè il vecchio partito non esiste più, ha cambiato nome o schieramento.
Personalmente prendo le distanze da questo modo di fare propaganda, invitando gli elettori ad esprimere la propria preferenza in favore di quei candidati che proprio perchè meno in vista sono sicuramente più affidabili in termini di serietà ed impegno politico.
Concludo rilevando che in prossimità delle scuole interessate dai seggi sono state ripristinate le strisce pedonali: se ci fossero le elezioni ogni 6 mesi avremmo delle strade perfette!
 
Cordialmente

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 maggio 2011
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