Reati ambientali, Busto un modello di contrasto

La sezione reati ambientali voluta dal procuratore Dettori e diretta dal comandante Davide Corbella ha trattato 500 fascicoli in poco meno di un anno e mezzo portando alla luce reati di ogni genere

In 18 mesi l’aliquota di polizia giudiziaria dedicata al contrasto dei reati contro l’ambiente creata e voluta dal Procuratore della repubblica di Busto Arsizio Francesco Dettori ha trattato qualcosa come 500 fascicoli in un anno e mezzo ed è già diventata un modello per le altre procure come quella di Monza che ne sta attivando una sul modello di Busto. Questa mattina, lunedì, il responsabile di questo settore, Davide Corbella, ha presentato i risultati di questo primo anno e mezzo di attività alla stampa insieme al commissario capo del Corpo Forestale dello Stato Giorgio Deligios e al comandante del Corpo di Polizia Locale di Busto Arsizio Claudio Vegetti.

I risultati sono stati sorprendenti e mettono in luce quanto questo tipo di reati sia una vera e propria minaccia per i cittadini e per il territorio che abitano. Il procuratore Dettori ha sottolineato quanto la creazione di una canale diretto di gestione abbia saputo dare una vera e propria organizzazione anche al lavoro dello stesso Corpo Forestale e alle svariate polizia locali operanti sul territorio coperto dalla Procura di Busto Arsizio: «Soprattutto in un territorio estremamente abitato e intensamente utilizzato come quello del sud della provincia di Varese è importante averne cura sotto ogni punto di vista dalla difesa del Parco del Ticino ai rifiuti, gli animali, il settore alimentare e quello della salute umana».

Il comandante dell’Aliquota reati contro l’ambiente Davide Corbella ha elencato la lunga serie di interventi che sono stati portati a termine a partire dall’escavazione abusiva di una cava all’interno del parco nel territorio di Lonate Pozzolo con successivo riempimento effettuato con i rifiuti. Corbella ha ricordato che per questo reato la società proprietaria ha già subito i primi decreti penali trasformati in multe per un totale di 600 mila euro. In tema di smaltimento illegale di rifiuti Corbella ha segnalato il sequestro di 200 tonnellate di compost contenente quantitativi di vetro, plastica e metallo al di fuori dei valori previsti dalle normative a Tradate: «Questo terriccio maleodorante veniva poi regalato agli agricoltori che lo utilizzavano per le coltivazioni agricole – ha detto il comandante – con conseguenze facilmente intuibili sulla catena alimentare. Al posto di smaltirlo in maniera legale lo regalavano per evitare di affrontare i costi che ne sarebbero derivati».

In materia di vincoli paesaggistici ha destato un certo scalpore il sequestro di 90 mila metri quadri di terreno all’interno del Parco del Ticino perchè disboscati e trasformati in parcheggi senza alcuna autorizzazione dai titolari di società che operano nella zona di Malpensa tra Cardano al Campo e Somma Lombardo con conseguenti guadagni illeciti. altri interventi sono stati effettuati per rimuovere la pubblicità abusiva ai lati delle strade.Gli interventi sono stati effettuati dalle varie Polizie locali dei comuni interessati.

In tema di animali e bracconaggio il Corpo Forestale dello Stato ha messo a segno un’operazione contro un traffico illegale di 58 cuccioli di cane provenienti dall’est Europa con documenti falsi o mancanti e tenuti in condizioni incompatibili con le loro caratteristiche etologiche. Grazie alla Polizia Locale di Lonate Pozzolo, inoltre, si è arrivati ad identificare e condannare un uomo che aveva lasciato il cane della sua ex-moglie in auto in un parcheggio di Malpensa per poi partire per un lungo viaggio. Il cane è stato trovato morto all’interno della vettura e si è scoperto che si era trattato di una crudele vendetta del marito nei confronti della donna. Altro episodio che fa riflettere è il traffico delle pelli di cane provenienti dalla Cina verso una galleria d’arte di Milano che è stato stroncato dal Nas a Malpensa.

L’aliquota reati ambientali si è occupata anche di alimenti e mangimi in collaborazione con il Nas portando al sequestro di una gastronomia che operava in pieno centro a Busto Arsizio e nella quale venivano venduti cibi avariati e in pessimo stato di conservazione. Diversi anche gli interventi in materia di difesa della salute umana con il sequestro di un’azienda che lavorava in condizioni di assoluta illegalità per ciò che concerne la normativa della prevenzione degli infortuni.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 maggio 2011
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