Recalcati: “Orgoglioso del nostro lavoro”

Il coach biancorosso ringrazia tutti e chiede di festeggiare, per qualche ora, il risultato colto in regular season. "Non c'erano i nostri tifosi, felice di aver lottato per loro"

C’è l’orgoglio di chi ritiene (a ragione) di aver fatto un buon lavoro negli occhi e nelle parole di Carlo Recalcati, nel ventre di quello che per anni è stato il suo palazzetto. Il coach della Cimberio ha poca voce ma il sorriso sulle labbra nonostante la sconfitta nel derby: «E’ bello finire una partita così: sono soddisfatto e orgoglioso della prestazione della mia squadra al di là del risultato finale. Se avevo bisogno di risposte caratteriali, se qualcuno voleva una spiegazione del perché siamo stati capaci di ribaltare una stagione, questa sera abbiamo avuto la risposta. Ho un gruppo di uomini veri che possono sbagliare dei tiri, o calare di intensità come è successo nel secondo tempo, ma che hanno dimostrato di avere un grande attaccamento alla maglia. Questa sera non c’erano i nostri tifosi, ma da casa avranno senz’altro capito che c’era una squadra che ha lottato anche per loro. Non era facile: nelle nostre condizioni c’era il rischio di finire subito sotto di venti, e invece Cantù ha dovuto sudare per vincere».
Mercoledì sarà di nuovo playoff, ma per qualche ora Recalcati non ci vuole pensare: «Ho ringraziato uno per uno tutti i giocatori e tutti i componenti degli staff e ho chiesto loro di godersi questa ottima stagione regolare. Fino a domani (lunedì ndr) quando ci ritroveremo al palazzetto. Da quel momento volteremo pagina, per adesso però festeggiamo il risultato».
Sul futuro prossimo Charlie scherza: «Per la mia famiglia (che abita a Cantù ndr) avrei preferito due settimane di tranquillità e quindi un’altra serie. Scherzi a parte, la serie con la Bennet avrà una valenza a sé: si ricomincia da zero a zero e le due gare di campionato non influiranno».
Infine il coach è costretto a fare il punto sugli infortunati: «Dobbiamo aspettare almeno il primo allenamento per capire a che punto siamo. Anche stasera torniamo a casa con qualche problema nuovo: dalla botta al polpaccio di Rannikko che mi preoccupa un po’ alla solita schiena di Galanda che talvolta si blocca. Mi auguro che, recuperando qualcuno non ne perderemo altri: Stipcevic ci sarà perché deve solo gestire il dolore al dito infortunato, tra i lunghi conto di riavere almeno uno tra Slay e Fajardo oltre a Kangur».
 
Decisamente felice del secondo posto in campionato è il tecnico di casa, Andrea Trinchieri: «Oggi per noi contava solo vincere e centrare la piazza d’onore: non eravamo abituati a respingere gli assalti per il secondo posto, ci siamo riusciti e questo è importante perché ci insegna a vincere. Per noi è stata una rincorsa lunga e dispendiosa e la fatica fatta si è vista nel quarto iniziale dove abbiamo pagato un po’ di tensione nervosa. Poi siamo risaliti anche grazie alla panchina che in questi casi è fondamentale».
Per quanto riguarda i playoff, il tecnico biancoblu spiega: «Tutti gli incroci del tabellone sono difficili e il nostro con Varese lo è particolarmente. Non dobbiamo pensare di essere superiori perché in questi casi chi arriva da dietro vede il bersaglio grosso molto più vicino. Nella serie non conterà più di tanto la salute dei singoli: di volta in volta ci saranno in campo i cinque giocatori più adatti. Noi ci arriviamo avendo compiuto quella che avevo chiamato “Operazione Pianella”, ovvero restare imbattuti in casa, a parte Siena. Ritengo che questo sia un dato molto importante».
 
Sulla serie che verrà dice la sua anche Rok Stipcevic, non al meglio per l’infortunio al dito ma comunque utile nei 15’ trascorsi sul parquet. «Rispetto molto Cantù e so che ha fatto un ottimo lavoro in questo campionato. Però da domani inizia una nuova stagione, più ver e più breve: non posso giurare che li batteremo ma posso assicurare che faremo il massimo».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 maggio 2011
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