Rilanciare lavoro e occupazione, partendo dal Comune

Il Partito Democratico ed Edoardo Guenzani discutono di lavoro con imprenditori e sindacati: tra le scelte da fare, semplificazione della burocrazia, credito agevolato alle aziende, attenzione al piccolo commercio

«Un uomo si giudica meglio dalle domande che pone, piuttosto che dalle risposte che da»: è soprattutto orientata all’ascolto la serata organizzata dal PD di Gallarate sul lavoro e sull’occupazione. Perché l’Italia non cresce? È la domanda che Carlo Benetti – alto funzionario in un istituto bancario svizzero e membro del direttivo PD gallaratese – rivolge agli altri interlocutori: Mario Aspesi, sindaco di Cardano; Massimo Mazzucchelli, di Impresecheresistono; Fausto Ferrazzi, CEO di Eusebio Energia; Franco Stasi, segretario generale CGIL Varese; Stefano Tosi, consigliere regionale PD.
«Pur avendo un grande apparato industriale, il Paese è attraversato da contraddizioni tali che di fatto fanno sì che l’Italia stia arrancando ormai da quarant’anni» afferma Benetti. «Le responsabilità non vanno attribuite a questo o quel governo ma devono essere ricercate nelle giunture più profonde del sistema». E ripartire dal territorio può essere un modo efficace per affrontare la sfida del rilancio della nostra economia: un territorio, quello della provincia di Varese, dalle enormi potenzialità ma profondamente solcato dagli effetti della crisi.
Un quadro articolato della situazione è offerto da Franco Stasi e Massimo Mazzucchelli che, dai rispettivi osservatori, ricostruiscono il punto di vista delle imprese e dei lavoratori dipendenti. 
L’esperienza dei comuni di Besnate e Casorate Sempione indica semplici modi di far fronte ad alcuni problemi immediati impegnando risorse modeste (borse-lavoro per i disoccupati, la possibilità di accesso al credito per le aziende attraverso Confidi). Stefano Tosi, consigliere regionale del Partito Democratico ricorda le difficoltà della politica nel conciliare la necessità di una visione a lungo termine con i vincoli imposti dalla situazione contingente, senza rinunciare però a tratteggiare una visione strategica tesa a valorizzare alcune risorse come la diffusione del risparmio, della proprietà e della capacità imprenditoriale attraverso la semplificazione normativa e burocratica e la protezione del capitale umano per tenere il passo con i mercati più attivi e attrarre investimenti dall’estero.
Su questo punto Ferrazzi, amministratore delegato di Eusebio Energia, fa notare come il problema grave dell’Italia sia soprattutto l’incertezza nei processi decisionali e la scarsa capacità di attirare non solo investimenti ma anche competenze e lavoratori qualificati, ai quali si devono offrire città vivibili, con servizi e trasporti pubblici che funzionano.
Aspesi riflette sul ruolo dell’amministrazione comunale che «può sia determinare le condizioni per la nascita di nuove imprese, sia accompagnare lo sviluppo di quelle esistenti» attraverso un’attenta gestione del territorio, ad una politica mirata di sgravi per quello che riguarda le tariffe comunali, all’attenzione al ruolo sociale del piccolo commercio, ma anche «fare gli asili-nido per consentire alle mamme di lavorare».
Tira le fila Edoardo Guenzani che fa notare come la sua coalizione sia «l’unica a interessarsi dei problemi reali dei cittadini, mentre gli altri partiti portano lo scontro su questioni nazionali che di fatto non interessano la vita concreta delle persone», ricordando alcuni punti del proprio programma elettorale: la necessità di dirottare risorse dalle spese di rappresentanza ai servizi, l’incentivazione di interventi per il risparmio energetico, la trasparenza negli appalti per evitare infiltrazioni mafiose e favorire l’impiego di manodopera locale. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 maggio 2011
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