San Giuseppe fa ora parte della Comunità pastorale

Il saluto di benvenuto del Professor di Giorgi a nome della parocchia, unità dal primo maggio: “Noi parrocchia di frontiera”

Da primo maggio anche la parrocchia San Giuseppe fa parte della comunità pastorale cittadina, chiamata del “Crocifisso risorto”. Il commento arriva anche da professor Fulvio di Giorgi, come saluto di benvenuto al nuovo parroco della frazione saronnese, Don Maurizio Rolla. «Se l’ingresso nella Comunità Pastorale è un passaggio importante e delicato per tutte le parrocchie di Saronno chiamate a questa nuova ed esigente sfida pastorale, tanto più lo è per noi, parrocchia di frontiera più che di periferia, ultima non solo in ordine di tempo, abituata a vivere in un tessuto sociale non facile, gravato di molti problemi, non sempre aperto alle proposte spirituali, eppure ricco di giovane freschezza, di entusiasmi, di tante persone umilmente esperte di umanità – ha spiegato il professore -. La nuova Comunità Pastorale ci fa sperare che, se pure la nostra condizione periferica non potrà mutare, non saranno però più periferici e marginali, nella considerazione della vita pastorale cittadina, i nostri problemi, in particolare quelli dei più poveri, delle famiglie in difficoltà, degli ammalati, dei giovani disorientati, delle tante presenze di recente immigrazione».
 
«E cosa potremo portare noi, nella nostra piccolezza, alla grande Comunità Pastorale? – si domanda di Giorgi – Porteremo il lavoro silenzioso, secondo l’esempio di S. Giuseppe, che non parla ma agisce, porteremo il suo amore per la famiglia, la sua tenacia che non si abbatte davanti alle difficoltà. In questo momento, che ha un valore storico per la nostra parrocchia, quasi una seconda nascita, sento qui vicino a noi la presenza di coloro che per questa comunità si sono tanto spesi e che ora sono già nella casa del Padre. Penso ai sacerdoti: don Francesco Pedretti, don Lisetto e, soprattutto, don Martino, alla cui assenza non ci siamo ancora completamente abituati. Penso alle suore, come suor Donata. Penso ai laici, in particolare i più impegnati nella vita parrocchiale e nello stesso Consiglio Pastorale, dai coniugi Angelo e Maresa Beretta e dal loro figlio Giancarlo a Rita Pizzi, da Luciano Bossi e da Luigi Tresoldi a Costante e Paola Brandi, alla sorella di don Martino, Felicita, a tanti altri. E penso infine ai bambini e ai giovani, che prematuramente ci hanno lasciati. È questa comunione dei santi il nostro vero patrimonio».
 
«E infine, caro don Maurizio – conclude -, un affettuoso pensiero di augurale benvenuto per te. Don Martino è stato tra noi il pastore attento ai poveri e, come S. Martino, ci insegnava a dividere il mantello per condividerlo con chi ne avesse bisogno. Il tuo santo, S. Maurizio, è raffigurato nell’iconografia sacra con volti diversi, talvolta di un bianco, spesso di un nero. Oggi che Saronno e anche, in particolare, la nostra parrocchia sono diventate multi-etniche, ti auguriamo che tu possa guidarci a guardare tutti con sguardo limpido, non fermandoci al colore della pelle o alla diversità culturale, ma scoprendo in ogni essere umano il volto di Cristo, sapendo vedere cioè nelle sofferenze dei piccoli il volto di Gesù Crocifisso e testimoniando, con la carità, il volto di Gesù Risorto».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 maggio 2011
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.