Schifani all’Insubria: “In politica lo scontro non è l’arma vincente”

Il presidente del Senato ha tenuto un discorso dedicato ai giovani ma ancor di più alla necessità di ripristinare un clima di dialogo sul futuro del paese

renato schifani varese insubria presidente senato«Il nostro paese ha bisogno di riforme. Alcune sono necessarie e dovranno essere introdotte al più presto. Ma perché ciò avvenga la politica tutta, senza distinzione di schiaramento, ha il dovere di dialogare e di confrontarsi». Nella sua visita varesina il presidente del Senato, Renato Schifani, ha parlato di futuro, Costituzione e politica. Dopo un incontro a Villa Recalcati con i sindaci della provincia, ha tenuto nell’aula magna di via Ravasi un intervento dal titolo "I giovani e la Costituzione". Un discorso ufficiale aperto con il ricordo di Giovanni Falcone ucciso dalla mafia proprio il 23 maggio di diciannove anni fa, «un grande uomo – lo ha definito – un giudice onesto e coraggioso che aveva dedicato la vita alla giustizia».
Schifani ha parlato dei diritti e dei mutamenti che il nostro paese sta attraversando ma ciò che più ha ribadito è stata l’importanza di rimettere al centro il dialogo, quasi a voler prendere le distanze da un clima politico ormai surriscaldato: «Lo scontro – ha detto Schifani – quando sono sul tappeto questioni che interessano la stabilità, il benessere, il futuro degli italiani, non è mai l’arma vincente». Tornare a un clima di collaborazione e non di contrapposizione è per il presidente una vera necessità: «Di fronte a obiettivi nobili ed essenziali per il bene del Paese, il processo di trasformazione richiede senso di responsabilità, abbandono di contrapposizioni sterili e fine a se stesse o peggio ancora di egoismi» occorre «un tavolo comune intorno al quale la politica deve sedere, per confrontarsi in un clima di reciproca collaborazione e di volontà di fare; con atteggiamento di ricerca costante di punti di convergenza». E ancora: «La steassa tolleranza all’interno dell’arena politica è minacciata da episodi che ci riportano indietro negli anni bui della storia europea in cui la politica era concepita come conotrapposizione tra amico e nemico».

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presidente senato insubria vareseLa "lezione" di Schifani era rivolta ai ragazzi, ma anche al personale dell’ateneo e alle molte autorità intervenute: «I giovani vivono una condizione di disagio e di incertezza, dovuta anche alla disoccupazione giovanile. Una condizione che rischia di non farli avvicinare alla politica». «Il debito pubblico che interessa il Paese da decenni – ha aggiunto – scarica sulle generazioni future i costi dello Stato. In questo modo anche la solidarietà tra le diverse generazioni può essere messa a rischio».  Soltanto due mesi fa l’aula magna aveva ospitato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che dallo stesso palco aveva invitato alla coesione sociale e politica. Così anche il rettore, Renzo Dionigi, naturalmente sul tema a lui più caro, l’università: «È indispensabile che tutte le forze politiche italiane si impegnino affinché alle università pubbliche vengano fornite, vorrei dire restituite, tutte le risorse economiche senza le quali sarà concretamente impossibile, non solo avviare la riforma secondo le nuove disposizioni di legge, ma anche continuare a svolgere i compiti tradizionali solo un tempestivo e congruo finanziamento può consentire di rafforzare la presenza degli atenei pubblici nel tessuto civile, economico e sociale delle rispettive aree di competenza e di contribuire alla formazione e alla crescita, civile e culturale delle nuove generazioni. È una esigenza che scaturisce dal desiderio di svolgere concretamente ed efficacemente tutte le funzioni di ricerca, di vigilanza sul rigore della conoscenza e della formazione, che non sentiamo soltanto come un dovere, ma anche come la ragione essenziale del nostro impegno».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 maggio 2011
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