“Siamo noi che 10 anni fa abbiamo rinunciato alle poltrone…”

Massimo Gnocchi, di Unione Italiana, rivendica i passi indietro fatti in passato "per avere una Gallarate migliore", rinunciando a posti di potere

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Massimo Gnocchi, della lista Unione Italiana

Nessuno vuole cercare visibilità gratuita e quindi mi scuso se questa mia possa essere magari considerata tale. Ma credo che certe cose sia giusto ricordarle sino a che il tempo per riflettere ci sia e non dopo. Sorvoliamo su quanto stia accadendo a Gallarate in termini di alleanze, che davvero appaiono strane per molti dei principali candidati alla poltrona di primo cittadino, e concentriamoci invece sul concetto del "cadreghino" nella cui caccia sembrano impegnati tutti i contendenti al rinnovo degli organi amministrativi della città. Ed a tal titolo, predendo spunto dalla diatriba La Russa-Carabelli, mi sento in dovere di dire una cosa ben chiara e dimostrabile in maniera documentale e quindi vera, come ho già avuto modo di provarla a quanti me ne hanno fatta richiesta voi di varesenews compresi. Per quanto ne sappia io, gli unici che autenticamente hanno rinunciato a poltrone o cadreghini sicuri, e forse non solo a quelli, per mettere le esigenze dei gallaratesi tutti avanti ad ogni cosa, sono stati chi vi scrive ovvero me medesimo, diversi amici/amiche candidatisi nella lista di Unione Italiana, nonchè il nostro candidato sindaco Andrea Buffoni. Ciò, sia evidente, sin dal maggio 2001. Ovvero dieci anni fa quando, unici, decidemmo di provare una strada impossibile per avere una Gallarate migliore. Questa è la storia. Oggi cari gallaratesi ci, vi è data una seconda opportuntà. Questo, e solo questo, dovrebbe aiutare chi vuole fare uno sforzo per capire di chi deve avere fiducia. Con ringraziamento

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 maggio 2011
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