Stasi: “Il nostro sciopero è di proposta non di protesta”

Il segretario della Cgil chiede alla politica di «rimettere al centro i problemi del lavoro e dell’economia. dobbiamo interrogarci su che tipo di sviluppo ci sarà in provincia». Il ritrovo per lo sciopero è per venerdì 6 maggio alle 9 e 30 in piazza Repubblica

«Il nostro sciopero è di proposta, non di protesta». Franco Stasi, segretario provinciale della Cgil, ha trovato lo slogan per lo sciopero generale di venerdì 6 maggio. Lo stop di otto ore non si riduce ad un semplice gioco di parole e Stasi, che da mesi ha lanciato un preciso messaggio alla politica, lo sa bene. Al quinto piano di via Nino Bixio lo ripete come un mantra: «La politica deve rimettere al centro i problemi del lavoro e dell’economia». Il declino industriale italiano, secondo il sindacalista, è figlio anche dell’immobilismo del ceto politico, attento solo a consolidare le proprie posizioni di potere.
Il segretario provinciale della Cgil mette in fila, come tessere di un domino ben piantate per terra, le questioni che hanno reso necessario questo sciopero generale: un fisco più equo, un futuro certo per i giovani, meno precarietà, una scuola degna di questo nome, il rispetto dei diritti per i lavoratori immigrati, una distribuzione più equa della ricchezza, un welfare capace di dare risposte adeguate ai bisogni delle persone. (foto, da destra: Marinella Magnoni, Franco Stasi e Oriella Riccardi)
C’è posto anche per le buone notizie: la via varesina alla concertazione e le relazioni tra sindacati non sono compromessi dalle dinamiche separatiste nazionali. «Ha ragione Susanna Camusso (segretario generale della Cgil nazionale, ndr) – commenta Stasi – un sindacato diviso è più debole». Non bastano però i buoni rapporti con i colleghi di Cisl e Uil per risollevare l’economia che, in provincia di Varese, stenta a dare segnali di stabilità.
Il manifatturiero ha fatto segnare, nei primi mesi del nuovo anno, una ripresa dell’export nei Paesi cosiddetti emergenti (emersi ormai da tempo), ma la cassa integrazione in crescita (11.371.709 ore nel 2010) e gli oltre 8 mila iscritti alle liste di mobilità sono il termometro di una situazione che non si sblocca. «La disoccupazione – spiega il numero uno della Camera del lavoro di Varese – sta diventando strutturale, nonostante questi segnali positivi. Le aziende che hanno reagito alla crisi sono agganciate alla locomotiva tedesca, ma dobbiamo interrogarci su che tipo di sviluppo ci sarà in provincia».
La scuola e la formazione, che dovrebbero essere comparti strategici dove fare investimenti, sono l’emblema di una situazione senza sbocchi.  «I tagli – spiega Marinella Magnoni, della segreteria Cgil – nell’ultimo biennio sono stati 1.176, mentre altri 554 sono in arrivo nel prossimo anno scolastico. Nelle classi elementari, le iscrizioni 2011/2012 registrano 92 alunni in più rispetto all’anno in corso, ma 15 classi saranno cancellate insieme a 118 posti di lavoro».
«È un problema di giustizia – aggiunge Oriella Riccardi , della segreteria Cgil – oggi il 10 per cento della popolazione italiana possiede il 45% della ricchezza del Paese. Occorre pensare a un redistribuzione più equa di questa ricchezza».

Lo sciopero a Varese inizierà con il ritrovo in piazza Repubblica alle 9 e 30, alle 10 e 30 sono previsti gli interventi di lavoratrici e lavoratori, mentre l’intervento concluso sarà di Fulvia Colombini segretario regionale della Cgil.L’orchestrina del Suonatore Jones terrà un concerto.
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Luoghi di partenza dei pullman, prenotazione entro venerdì

Busto Arsizio: Camera del lavoro , via Caprera 1 ore 8
Gallarate: piazzale Sorelle Ramonda, ore 8.15
Luino: Piazzale Stazione, ore 7.15
Laveno: Camera del lavoro, via XXV aprile ore 7.45
Vergiate: rotonda parcheggio Conforama ore 8.00
Sesto Calende: piazzale stazione ore 8.15
Saronno: Camera del lavoro via Maestri del lavoro ore 8
Tradate: Camera del lavoro , via Carducci 32 ore 8.15.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 maggio 2011
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