Studenti di professione, lavoratori per l’occasione

L' "Alternanza scuola lavoro" si rivela un'esperienza amata dagli studenti che, per due settimane, vengono messi alla prova con il mondo del lavoro vero. Il bilancio del liceo dei Tigli

Studenti con il casco necessario nei cantieri«Il mio sogno nel cassetto? Diventare un bravo fisioterapista!», afferma Bernardo, studente della classe 4H, del liceo scientifico di Gallarate.
È ormai qualche anno che l’istituto gallaratese organizza, durante il mese di gennaio, il progetto di ‘Alternanza scuola-lavoro’. «Per due intere settimane la scuola è stata solo un ricordo.- dice Bernardo- Alcune aziende della zona hanno infatti offerto a me e ai miei compagni l’opportunità di rapportarmi al mondo del lavoro e comprendere le linee essenziali dell’attività.»

 
Orientare i ragazzi e guidarli in una prima esperienza lavorativa è questo il principale scopo del percorso di alternanza, adottato da un numero ridotto di istituti della zona.
L’organizzazione dell’intero progetto è stata dura. «Non è stato facile riuscire a contattare un numero così elevato di aziende, che potessero ospitare i nostri ragazzi e coincidessero con i loro interessi.», dice la Professoressa Patrizia Frachelle, coordinatrice della classe protagonista.
 
«Mi ritengo una ragazza fortunata. È stata un’esperienza davvero fantastica, che mi ha aiutata a crescere psicologicamente e caratterialmente!- afferma Sara, un’altra studentessa di 4H. – Ritengo che questa iniziativa sia stata utile soprattutto per il miglioramento della conoscenza di me stessa, dei miei interessi e magari anche per future scelte di studio o lavoro.»
Il contatto con una realtà estranea, la necessità di un rapporto diretto con persone lontane dalla quotidianità e le tante responsabilità hanno, probabilmente, portato ad una crescita questi giovani studenti. «Come ha già detto la professoressa Frachelle, l’organizzazione del progetto è stata davvero impegnativa, ma, visti anche i positivi risultati riscontrati e le favorevoli opinioni, spero di poter continuare a proporlo nei prossimi anni!», afferma entusiasta Luisella Macchi, dirigente scolastico dell’istituto gallaratese.
 
La pausa dalla vita scolastica e dallo studio, il tempo libero pomeridiano e la lontananza dai ‘tanto’ temuti professori possono sembrare all’apparenza gli unici aspetti graditi dai ragazzi. Ma al contrario, dopo il disagio iniziale dovuto al duro approccio con una realtà estranea alle loro abitudini, prendono il sopravvento la curiosità di nuove esperienze e la volontà di mettersi in gioco.
 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 maggio 2011
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