Testimone racconta: “Il fratello di Piccolomo mi ha chiesto di aiutarlo”

L'imputato del delitto Molinari parlerà la prossima udienza, nel frattempo scrive il suo intervento. In aula due testimoni hanno parlato del tentativo di condizionarli da parte di Antonio Piccolomo

Giuseppe Piccolomo sta preparando un memoriale che leggerà in aula il prossimo 6 giugno. E’ l’ultima possibilità per difendere le proprie ragioni davanti ai giudici della corte d’assise, perché dalla prossima udienza, difesa e accusa, pronunceranno le arringhe conclusive del processo. Piccolomo ha seguito anche oggi l’udienza del processo per il delitto di Carla Molinari dal banco della difesa, seduto accanto all’avvocato difensore Simona Bettiati. Ma per tutto il giorno ha continuato a prendere appunti su un quaderno, quasi stesse limando le ultime considerazioni prima di esporle ai giudici. Avrà anche modo di replicare a due testimoni che oggi, in aula, hanno parlato di un presunto tentativo di fabbricare un alibi falso a Pippo, messo in atto dal fratello Antonio Piccolomo.

Un testimone, Francesco Leggio, ha dichiarato che qualche mese orsono è stato avvicinato all’interno del centro commerciale di Gavirate dal fratello dell’imputato. L’incontro vero e proprio si è svolto qualche tempo dopo, a Caravate, a casa del teste: «Mi ha chiesto se poteva aiutare Pippo – ha raccontato Leggio ai giudici – se potevo dire che il giorno del delitto ero con lui, perché Pippo era sicuro che lo avrei aiutato. Ma io non potevo aiutare nessuno – ha continuato – in quei giorni ero malato, a letto, con le gambe malate e l’insufficienza renale. Lui c’è rimasto male, ma io quello gli ho detto». Il pm Luca Petrucci ha domandato esplicitamente se la richiesta venisse proprio dall’imputato e il testimone è stato chiaro: «Così mi ha detto il fratello»; per questo episodio Antonio Piccolomo è indagato per favoreggiamento personale, come ha confermato in aula lo stesso pubblico ministero.

Anche il negoziante di Cocquio Trevisago Giuseppe Rizzone, interrogato, ha confermato di essere stato avvicinato dal fratello dell’imputato; il teste è stato meno preciso, e anche le domande dell’avvocato difensore Simona Bettiati lo hanno messo in difficoltà: Rizzone, in ogni caso, giura di aver risposto che non avrebbe certo cambiato le deposizioni fatte alla polizia.

Infine, vi è stata la decisione della corte che ha negato alla difesa la richiesta di inutilizzabilità delle riprese video del centro commerciale che ritraggono Piccolomo nel parcheggio il giorno del delitto: secondo la difesa, erano state acquisite in contrasto con il codice anche perché i nastri erano stati recuperati da una persona estranea agli inquirenti che non aveva avuto incarico specifico. Ma il presidente D’Agostino ha richiamato i pronunciamenti della cassazione sul punto e ha escluso la richiesta della difesa.   

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 maggio 2011
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